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Gattuso: “La partita più importante della mia carriera”, Retegui: “Bergamo è una città speciale”
Gattuso e Retegui in conferenza stampa allo stadio di Bergamo

Il ct della Nazionale prima della semifinale play-off contro l’Irlanda del Nord alla New Balance Arena: “Bastoni e Scamacca in dubbio”. Il centravanti, ex Atalanta, ricorda i momenti trascorsi con la maglia nerazzurra

A Bergamo l’aria è impregnata di tensione, ma anche di responsabilità e fiducia. L’occhio del ct è concentrato su una sola partita: la semifinale play-off contro l’Irlanda del Nord. Nella casa dell’Atalanta giovedì sera l’Italia si gioca un pezzo di storia: dopo due qualificazioni mancate, fallire l’accesso ai Mondiali 2026 sarebbe una vera catastrofe sportiva.

Lo sa bene Gennaro Gattuso, che in prima persona ha proposto alla Federazione un ritorno in città per affrontare i nordirlandesi. Poco più di sei mesi fa, lo scorso 5 settembre, nel suo debutto ufficiale gli Azzurri travolsero 5-0 l’Estonia.

Sugli spalti l’attaccamento dei bergamaschi alla Nazionale era palpabile, forse il principale motivo che ha convinto ‘Ringhio’ a suggerire alla Figc la New Balance Arena come location per la sfida.

Alla vigilia, il tecnico definisce la partita come “la più importante della sua carriera da allenatore”. Da Gattuso anche parole di rispetto per gli avversari – “hanno il veleno dentro” – e le ultime sulle condizioni di Bastoni. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.

Gattuso: “La partita più importante da allenatore”

Sull’appoggio del Paese – Sono sette mesi che ogni giorno quando mi sveglio sento tutta l’Italia chiedermi di portarla al Mondiale. Quella di domani è sicuramente la partita più importante della mia carriera da allenatore. Mi sono preparato a lungo: penso in grande, non allo scenario negativo.

Sulla partita di domani – Bisognerà saper soffrire. L’Irlanda del Nord butta palla sistematicamente ‘in the box’: vanno a nozze sulle seconde palle. Sono due giorni che ci prepariamo guardando video.

Sugli avversari – Non devono essere sottovalutati. L’Irlanda del Nord è arrivata fin qui perchè ha veleno, i giocatori hanno una voglia pazzesca: ogni palla è come fosse l’ultima della loro vita. In questi giorni ai miei giocatori ho cercato di trasmettere questo, avere le loro stesse motivazioni. Domani giocheremo due partite, una con la palla e una senza: la differenza dovremo farla nella seconda. Loro sono incredibili sui calci piazzati, sono una squadra verticale tutto quello che fa lo fa in modo egregio.

Sugli infortunati – Mancini, Politano e Calafiori non hanno niente e sono a disposizione. Bastoni ieri ha fatto il 35% dell’allenamento con la squadra, stasera lo proveremo ancora. Anche Scamacca ha fatto qualcosina: loro sono gli unici due in dubbio, gli altri sono tutti disponibili.

Sulla scelta tra Kean, Retegui e Pio Esposito – Sono tutti forti e mi rendono la scelta semplice. So che ci sono i cambi, in mezz’ora di gioco tutti loro possono cambiare la partita.

Sulla preparazione alla sfida – Era una partita da preparare su tutti i livelli. Non esistono più gare ‘facili’: bisognerà essere sul pezzo per 95 minuti, bravi a scappare in modo corretto, vincere una buona percentuale di seconde palle dando copertura al compagno.

Gennaro Gattuso

Sui rigoristi – Retegui è il prescelto durante la partita, gli ultimi li ha calciati lui. Ieri pomeriggio li abbiamo provato, tutti li hanno tirati. Ci siamo portati avanti, sappiamo che è una possibilità.

Sul gruppo – Il nostro ‘Sinner’ è lo spirito di squadra, senza togliere nulla ai singoli. Se scendiamo in campo senza timore, la vittoria sarà una conseguenza: siamo artefici del nostro destino. Servono tranquillità e consapevolezza e, come sempre nel calcio, anche un pizzico di fortuna. Ho visto giocatori che non si reggevano in piedi che hanno insistito per rimanere in ritiro: per me è questa la prima vittoria. Scamacca, credetemi, non ha voluto saperne di andare a casa. In campo con questa Nazionale mi diverto.

Sulla possibilità di tornare ai Mondiali – Per noi era un’abitudine giocarli, non partecipare a due edizioni è stato uno shock. Credo che la responsabilità sia nostra, degli addetti ai lavori e di chi scende in campo. Certo, le emozioni le devono provare loro: se arriva una partita di questa importanza e non sentono un formicolio nella pancia, non posso dirgli nulla per motivarli.

Retegui: “Tornare qui è speciale. Sappiamo di avere un solo risultato”

Seduto vicino al ct, nella sala conferenze dello stadio di Bergamo, anche Mateo Retegui, attaccante dell’Atalanta nella stagione 2024/25 prima del trasferimento all’Al-Qadsiah in Arabia Saudita.

Sulle sue condizioni – Sto benissimo, è dalla partita con la Norvegia che volevo tornare subito in Italia. Per noi questa è la settimana più importante dell’anno. Ho parlato con il mister per avere il permesso di venire in Italia e allenarmi a Coverciano con i preparatori della Nazionale: aspetto solo la partita di domani.

Sull’emozione di tornare a Bergamo – Tornare qui è sempre bello. Per me questa città è speciale, a Bergamo ho vissuto momenti bellissimi.

Venezia Atalanta ReteguiRetegui esulta per un gol in nerazzurro

Sulla concorrenza di Esposito – Avere un giocatore con la qualità di Pio in squadra è davvero importante, ci dà qualcosa in più. Non siamo in concorrenza tra noi, è come se fossimo una famiglia.

Su cosa lo ha fatto innamorare della Nazionale – L’Italia intera, dalla prima convocazione non ho mai dubitato. Sono orgoglioso di indossare questa maglia: per me è tutto, la cosa più importante della mia vita.

Sulla tensione dei play-off – Siamo tranquilli, sappiamo di avere solo un risultato: vincere. La squadra ha tanta qualità. In questi mesi di attesa siamo stati sereni, ora è il momento di giocare e andare al 200% per dimostrare a tutti chi siamo.