Valentina uccisa dal marito, oggi i funerali. Le amiche: “Violento e manipolatore, minimizzava sempre”
Le esequie si terranno alle 10 del 24 marzo all’interno della chiesa parrocchiale di Borgo Santa Caterina. Una moltitudine di persone in questi giorni si è recata alla camera ardente di Via San Bernardino per rendere omaggio alla donna
Bergamo. Oggi, martedì 24 marzo, è il giorno dei funerali di Valentina Sarto, la 41enne uccisa con 19 coltellate dal marito Vincenzo Dongellini nella loro abitazione di via Pescaria a Bergamo. A celebrare la funzione, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Borgo Santa Caterina, saranno don Pasquale Pezzoli e don Giampaolo Tironi, quest’ultimo parroco di Valtesse San Colombano. La camera ardente, allestita nella Casa del commiato Beppe e Alessandra Vavassori in via San Bernardino, è aperta da venerdì sera. Da qui il feretro di Valentina sarà accompagnato verso la chiesa per l’ultimo saluto.
In queste ore un flusso continuo di amici, colleghi e conoscenti si è stretto attorno a mamma Lia e agli altri familiari. C’è chi lascia un fiore e chi porge una semplice carezza alla bara. All’esterno della casa del commiato c’è anche il fratello Luca, 33 anni, tornato dalla Germania: “L’avevo sentita a Capodanno, il 31 dicembre, che è anche il giorno del suo compleanno. Non ero a conoscenza delle violenze che Valentina subiva”. Qualche anno fa, Luca aveva vissuto per circa 8 mesi assieme alla sorella e a Dongellini, a Bellaria, in Emilia-Romagna. “Ero lì con loro per motivi di lavoro, a fare la stagione estiva” . Luca descrive Vincenzo come una persona apparentemente senza problemi: “Uscivamo insieme, andavamo a ballare e a divertirci. Qualche volta c’erano liti tra loro due, ma quelle normali, che capitano ogni tanto tra fidanzati. Mai nessuna mano alzata”. E come dichiarato dal resto della sua famiglia nei giorni scorsi, anche Luca chiede giustizia: “Spero che quell’uomo rimanga in carcere a vita”.

Sono parole amare anche quelle delle amiche, che in questi giorni si sostengono a vicenda nel dolore. “Vincenzo ha manipolato tantissimo la situazione, presentandosi come una persona che non era – raccontano alcune di loro -. Diceva che Valentina aveva ‘il cuore di ghiaccio, io ce l’ho buono’. Invece quella con il cuore buono era lei. E così è stato, fino alla fine”. Valentina aveva confidato loro delle violenze e minacce subite dal marito: “Abbiamo provato a parlare anche con lui, ma minimizzava, faceva finta di niente. Se avessimo immaginato tutto questo già prima, non avremmo mai festeggiato quel matrimonio”. Il corpo della donna sarà sepolto in provincia di Pavia, dove vive mamma Lia. Bergamo, che ormai era diventata casa per Valentina, sta continuando a raccogliersi nel dolore rendendole omaggio. Durante la partita di domenica tra Atalanta e Verona, allaNew Balance Arena, sotto la Curva Nord sono apparsi striscioni con scritte come “Ciao Valentina” o “Basta femminicidi”. Valentina lavorava al “Baretto”, lo storico locale dei tifosi nerazzurri, dove era conosciuta per il suo sorriso e la sua gentilezza.


