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Referendum giustizia, esultano i Comitati per il No: “La vittoria della Costituzione”

In numerosi si sono trovati lunedì 23 marzo al Circolino della Malpensata per seguire lo spoglio del referendum

Bergamo. Il referendum sulla giustizia ha visto il prevalere del “No” con il 53,74% delle preferenze, pari a 14.461.336 di voti: un risultato che ha fatto scattare la festa al Circolino della Malpensata, dove i Comitati per il No nel pomeriggio di lunedì 23 marzo hanno atteso l’esito dello spoglio.

“La vittoria del no è la vittoria della Costituzione che dimostra di essere ancora più forte rispetto a tutti i tentativi di stravolgerla – ha commentato a caldo Marco Sironi, già segretario provinciale di Rifondazione Comunista e membro della segreteria regionale -. Nel 2006 la Costituzione resistette alla devolution di Bossi, nel 2016 resistette alla controriforma di Renzi e oggi resiste contro il tentativo dell’attuale governo. È una vittoria della Costituzione, della democrazia e quindi di tutti gli italiani e le italiane”.

Gli ha fatto eco Federico Pedersoli, che ha guidato gli Avvocati per il No: “uUa vittoria di civiltà che dice no a un progetto legislativo di legge costituzionale di matrice autoritaria che si poneva in un aspetto estremamente punitivo verso la magistratura”. L’avvocato ha poi continuato sottolineando il suo auspicio verso riforme più sagge che migliorino la qualità della giustizia: “Sotto al profilo della lettura anche politica del dato, credo che sia anche un no all’attuale governo. Questo è solo uno dei tanti punti di politica giudiziaria sbagliata di questo governo e credo che abbiano influito anche diversi fattori. Il clima era chiaramente determinato da un desiderio di dire no a questo modo di governare il paese”.

“Questa vittoria – ha aggiunto Lorenzo Lazzaris, segretario provinciale dimissionario dei Giovani Democratici – è positiva per tre motivi. Innanzitutto, il voto dei giovani – più del 60% ha votato no – che è un segnale chiaro e generazionale. In secondo luogo, lo vedo come un riscatto per il voto ai fuorisede che non è stato concesso da questo governo e che invece, noi come giovanile, anche a livello bergamasco abbiamo cercato di garantire trovando ragazzi, fuorisede e non, che abbiamo messo come rappresentanti di lista nei seggi della nostra provincia per farli votare. Infine, è un dato positivo non solo per la nostra generazione ma anche per tutta l’Italia perché questa riforma sulla separazione dei poteri non ha convinto. La nostra generazione ha dato una risposta molto chiara”.

“Per me è la conferma degli italiani che vogliono bene alla Costituzione – ha affermato Alessandra Bertolotti vicesegretaria del Pd bergamasco – e ai padri costituenti ritenendoli lungimiranti anche a distanza di tanti anni. A livello politico, il dato che esce è che se la coalizione si mostra unita, lavorando convintamente sui territori, i risultati arrivano”.

La chiosa di Matteo Rossi, segretario regionale del Partito Democratico: “Nel merito era un referendum sulla difesa della costituzione e quindi il fatto che così tanti giovani abbiano capito questo messaggio fa ben sperare che le nostre regole non debbano più essere messe in discussione. È stato un referendum politicizzato ed è un chiaro segnale anche di distanza dai moti e dai metodi di questo governo ed è un’apertura di fiducia verso una coalizione che adesso ha la responsabilità di essere unita”.