I dati
|Referendum giustizia: in Italia vince il No come a Bergamo città, la provincia sceglie il Sì
La premier Giorgia Meloni ammette la sconfitta in un video sui social: “La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Rispettiamo la decisione, resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa. Andremo avanti”
Riforma della giustizia. Con il 51% delle sezioni italiane scrutinate, il No è in testa con il 54,57%. L’affluenza è vicina al 59%. La premier Giorgia Meloni ammette la sconfitta in un video sui social: “La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Rispettiamo la decisione, resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa. Andremo avanti”. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio prende atto “con rispetto della decisione del popolo sovrano”. “Ce l’abbiamo messa tutta”, dice Nicolò Zanon, presidente del comitato del Sì.
In provincia di Bergamo erano chiamati ai seggi 846.127 cittadini in 983 sezioni, e l’affluenza si è chiusa al 65,30%. Nel capoluogo netta vittoria del No, che ha conquistato 26.361 voti (pari al 54.16%) contro i 22.309 del Sì (45.84%). Ad andare al seggio sono stati in 48.904, con 234 voti non risultati validi. Negli altri Comuni bergamaschi sopra i 15 mila abitanti a Seriate vince il Sì con 6.707 voti (52,77%) contro i 6.002 del No (47,23%). Anche a Romanodi Lombardia netta affermazione del Sì: 5.182 voti (58,76%) contro 3.637 (41,24%), idem a Caravaggio: 4.678 a 3.041. A Dalmine 4.670 Sì contro 4.359 No.
La diretta minuto per minuto
ore 15.00 – Alle 15 di lunedì 23 marzo si sono chiuse le urne per il referendum popolare confermativo della legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
Gli exit poll della Rai dichiarano avanti il No, con il 49-53%, sul Sì, con il 47-51%. L’affluenza dei votanti ammonta al 58,90% in Italia e a Bergamo si è raggiunto il 65,27% (il dato è in aggiornamento).
Nord l’affluenza è molto sopra il 60%, al Sud oscilla tra il 40 e il 50.
Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi si è dimesso dal suo incarico. Una decisione annunciata subito dopo l’esito delle urne, ma presa prima: qualunque fosse stato il risultato del referendum sulla riforma costituzionale non avrebbe più guidato il sindacato delle toghe.
Una scelta dovuta a motivazioni personali e in parte professionali (dal novembre scorso è procuratore di Alessandria, impegno che implica spostamenti e dedizione a tempo pieno), sulla quale ha inciso più che il risultato della consultazione popolare lo stress di una campagna lunga più di un anno, cioè da quando il suo nome fu designato a sorpresa per la presidenza dell’Anm.
ore 15.38 – L’affluenza definitiva a Bergamo città è di 68,71%, lo conferma l’assessore Giacomo Angeloni.
ore 15.40 – Il secondo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 sul referendum sulla giustizia vede il sì al 46-50% e il no al 50-54%
ore 15.42 – Secondo la prima proiezione Rai: Sì 46,9%, No 53,1%
ore 15.47 – Lo spoglio sta procedendo a ritmo elevato. Alle 15.40 è stato completato lo scrutinio di 6.400 sezioni, pari al 10% del totale. Il responso – certificato dal Viminale – vede il no in vantaggio con il 54,5%, il Sì tocca il 45,5. Dunque il divario è ora di 9 punti.
ore 15.51 – “A pochi minuti dalla chiusura dei seggi registriamo innanzitutto una grande crescita della partecipazione, sicuramente positiva, anche perché il risultato avrà sicuramente una dimensione fortemente politica. In questo senso i primi exit pool ci danno dei dati positivi, per la difesa della Costituzione e a sostegno della coalizione delle forze sociali, sindacali e politiche che ha sostenuto il No” afferma Matteo Rossi, sindaco di Bonate Sotto e promotore del Comitato del No.
ore 15.54 – Zanon ha rimandato l’arrivo in sala stampa al comitato del sì. Sembrava dovesse arrivare in sala stampa Nicolò Zanon, il presidente del comitato sì riforma. Ma alla luce degli exit poll che danno in vantaggio il no, si è preferito rimandare e nella sala stampa di un hotel nel centro di Roma vige il silenzio. La strada è transennata e gli uomini della sicurezza presidiano l’ingresso dell’albergo.
ore 16.16 – Magistrati riuniti in attesa, applausi agli exit poll. Si sono riuniti nella sala della sezione milanese della Anm, al primo piano del Palazzo di Giustizia, molti magistrati di Milano per attendere l’esito del voto del referendum sulla riforma della giustizia, guardando le notizie in tv. Ai primi exit poll, con il No in vantaggio, in molti hanno iniziato ad applaudire. C’è chi, comunque, ha invitato subito alla calma, spiegando che bisogna aspettare almeno gli esiti delle prime proiezioni. C’è, ad ogni modo, un’atmosfera di soddisfazione tra i magistrati milanesi, alla luce dei primi risultati. «È troppo presto, aspettiamo», dice qualcuno uscendo dalla stanza, che è gremita, con decine di magistrati presenti. Tanti applausi, però, continuano a risuonare.
ore 16.21 – Per come si va delineando il voto (con16.000 sezioni il no è a 54%) si delinea un caso Lombardo-Veneto: questa zona d’Italia è l’unica infatti in cui stanno prevalendo i sì. In netta controtendenza rispetto alla media nazionale, in Lombardia i sostenitori della riforma raccolgono il 57% dei voti, in Veneto addirittura il 59, in Friuli Venezia Giulia il 54.In Trentino Alto Adige è testa a testa. In tutte le altre regioni italiane, invece, il no è in netto vantaggio.
ore 16.24 – “Una vittoria della Costituzione e del Popolo italiano!”. Lo scrive sui social Andrea Orlando.
ore 16.25 – “Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!». Lo ha scritto il leader del M5s Giuseppe Conte su X.
ore 16.29 – “Mi pare che la partita sia chiusa sostanzialmente, la percentuale è 45 a 54 e il consenso sarà più o meno quello emerso nelle ore, nel chiacchiericcio”. Lo ha detto Matteo Renzi parlando a Radio Leopolda. “Il No, molto a sorpresa, ha vinto questo referendum. Quando il popolo parla il governo deve ascoltare”, ha aggiunto il leader di Italia Viva, a favore del Sì al referendum.
ore 16.30 – “Conosco da un po’ di tempo Giorgia Meloni, non ho memoria di una battaglia politica da cui lei si sia sottratta. Quindi non mi aspettavo che facesse niente di diverso da quel che ha fatto, perché Giorgia Meloni ci mette sempre la faccia. Su questo non credo ci siano dubbi”. Lo ha detto ai microfoni del TgLa7 il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami, commentando il risultato del referendum.
ore 16.32 – Con il 51% delle sezioni italiane scrutinate, il No è in testa con il 54,57%.
ore 16.34 – “Quando il popolo parla, cara Meloni, devi ascoltare. Io non voglio suggerire a Meloni cosa fare, ma so che cosa si prova quando si perde un referendum costituzionale – dice il leader di Italia Viva, Matteo Renzi – Quando ho perso il referendum io ho perso tutto, ho lasciato tutto. Meloni farà quello che crede ma per prendere atto di un referendum costituzionale ci vuole coraggio. Se non ascolti la voce del popolo è da Don Abbondio. Perdere e dire ‘non era la nostra legge’, dopo che hai occupato tutte le trasmissioni televisive, tutte, perfino andando da Fedez. Quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare”.
0re 1640 – Il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi, nell’introduzione al Consiglio episcopale, parla del referendum sottolineando che “il dibattito che lo ha preceduto e i dati di affluenza confermano l’importanza di ragionare sull’esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre per molte difficoltà. Tenendo sempre conto l’equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che tutti devono preservare, ci auguriamo”, ha auspicato il cardinale, “che sia scelta la via di un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche, nella ricerca dell’indispensabile consenso possibile attorno a soluzioni di bene”.
ore 16.41 – Bachelet (Comitato del No): “Vittoria come quella della lotta partigiana”. “Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento” di questa “battaglia per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura – commenta Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1 – Sono contento e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no”.
ore 16.43 – Forza Italia: “Diventata una campagna politica. No processo agli alleati”. “La campagna per il referendum è diventata una campagna politica. Forza Italia non può recriminare nulla, si è impegnata. Chi perdere deve fare un pò ammenda”, afferma il capogruppo di FI alla Camera Paolo Barelli, parlando dell’esito del referendum. “Non facciamo nessun processo”, aggiunge il vice presidente Giorgio Mulè, rispondendo a chi chiedeva se imputano errori agli alleati.
Gruppo di supporto dei presidenti del Comune di Bergamo





