L’addio a Umberto Bossi: a Pontida anche la premier Meloni, fischi per Salvini
Amici di lunga data, avversari politici, compagni di tante battaglie e le più alte cariche dello Stato allAbbazia di San Giacomo per l’ultimo saluto al ‘Senatùr’
A Pontida è stato il giorno dell’addio a Umberto Bossi. Nella tarda mattinata di domenica 22 marzo, familiari, amici di lunga data, avversari politici e compagni di tante battaglie, insieme alle più alte cariche dello Stato, si sono riuniti all’interno dell’Abbazia di San Giacomo per l’ultimo saluto al ‘Senatùr’, scomparso giovedì scorso all’età di 84 anni.
Alle celebrazioni circa 400 persone, sedute all’interno della basilica. La famiglia ha scelto di rinunciare ai funerali di Stato, privilegiando un clima di intimità e riservatezza. Le esequie sono state officiate dall’abate don Giordano Rota, in una cornice dal forte valore simbolico, tutt’altro che casuale.
Tra i presenti, il presidente del Consiglio GiorgiaMeloni, il presidente del Senato IgnazioLaRussa, il presidente della Camera LorenzoFontana, i vicepremier AntonioTajani e MatteoSalvini, oltre al ministro dell’Economia GiancarloGiorgetti.
Non casuale la scelta del monastero di San Giacomo per le esequie. Qui, nel 1167, si tenne il primo giuramento della Lega formata dai Comuni lombardi contro Federico Barbarossa. A poche centinaia di metri si trova il pratone dove il partito, fondato da Bossi nel 1984, celebra annualmente il proprio raduno.
Fin dalle prime ore del mattino, centinaia di persone si sono radunate davanti all’abbazia per rendere omaggio al fondatore della Lega. Tante le bandiere del “Carroccio” sventolate verso il cielo, in un clima carico di emozione. Tra cori affettuosi, come “Umberto, Umberto”, non sono mancati momenti di tensione: alcuni fischi hanno accompagnato il passaggio di esponenti politici prima della cerimonia. È il caso dell’ex presidente del Consiglio MarioMonti e dello stesso Salvini, contestato da una parte dei presenti al grido di “Togli la camicia verde”. Accolti dagli applausi l’ex presidente del Veneto LucaZaia, e il presidente di Regione Lombardia AttilioFontana.
All’arrivo del feretro, pochi minuti prima delle 12, gli applausi hanno investito il sagrato dell’abbazia. E qui, il popolo di Umberto, lo ha omaggiato con un sentito “ Grazie Umberto”, accompagnato dal grido di “Libertà, Libertà”.
Le esequie sono durate circa un’ora. All’uscita del feretro, innalzato lungo le scale dell’abbazia, il popolo leghista ha ulteriore fatto sentire la propria voce, chiosando anche un “Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore”. Alla presenza degli Alpini sono state poi intonate le note del “Và, pensiero”di Giuseppe Verdi.
I funerali si sono conclusi al Pratone: un luogo simbolo per Bossi. Proprio in questo luogo, dal 1990 (anno del primo raduno della Lega), il “Capo” ha sempre abbracciato il proprio popolo. Oggi è stato quest’ultimo a farlo per lui. Una marea di persone ha riempito di bandiere e di fumogeni color verde la strada provinciale che dalla chiesa porta al prato.





