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La lettera di De Roon a Bergamo: “Il vostro sostegno mi emoziona, voglio alzare ancora una volta un trofeo”

Il capitano dell’Atalanta nel giorno in cui taglia il traguardo delle 436 presenze, diventando il nerazzurro con più presenze di sempre: “Ogni volta che indosso questa maglia provo qualcosa di speciale”

In occasione della sfida contro il Verona, Marten De Roon ha tagliato il traguardo delle 436 partite ufficiali con la maglia dell’Atalanta. Il capitano della Dea ha dunque superato Gianpaolo Bellini diventando così il giocatore capace di collezionare il maggior numero di presenze ufficiali con la maglia nerazzurra.

E proprio in occasione della sfida di campionato contro la formazione scaligera, il centrocampista olandese ha voluto dedicare una lettera alla città di Bergamo che ormai undici anni fa l’ha accolto schiudendogli le porte di un mondo, quello a tinte nerazzurre, del quale è diventato uno dei simboli più fulgidi.

Nel giorno in cui entra con ancora più vigore nel firmamento nerazzurro, il numero 15 nerazzurro ha voluto spendere parole importanti e di amore assoluto per quella che ormai è diventata la ‘sua’ città.

La lettera di De Roon a Bergamo

16 Agosto 2015.
Atalanta – Cittadella.

La mia prima partita ufficiale.
Allora non sapevo ancora cosa mi aspettava.
La prima volta con addosso la maglia nerazzurra.
La prima volta che entravo in campo dal tunnel degli spogliatoi, quello che era ancora sotto
la Nord.
La prima partita nello stadio dell’Atalanta.
Chiudo gli occhi un attimo e…
da quel giorno sono passate altre 434 partite.
Stadi, paesi, notti che non dimentichi più.
Vittorie e momenti che non avrei mai potuto sognare,
ma anche sconfitte e soprattutto un infortunio che mi ha dato tanto dolore. Dentro.

E ora, 22 marzo 2026.
Atalanta – Verona.
Gara numero 436.
Quando mi guardo indietro, non vedo solo partite.
Vedo un viaggio.
Prima in Italia, poi anche in Europa.
Spogliatoi dove stiamo seduti in silenzio, con la tensione che sale, aspettando quel segnale
che ci porta al fischio d’inizio.
E spogliatoi che esplodono dopo una vittoria, anche con balli e cori come quella volta in
Ucraina con lo Shakhtar dopo un’impresa storica.
Vedo avversari che prima guardavo solo in TV.
Sono lì, proprio davanti a me, sul campo.
Nel nostro stadio.
Nella nostra città.
Bergamo.
Parlo di noi perché fin dal primo giorno ho percepito il vostro sostegno, nei momenti belli e
soprattutto in quelli difficili. Il modo in cui state sempre accanto a me e alla squadra, con
passione e orgoglio, mi emoziona. Mi sento sinceramente molto legato a voi tifosi, come se
affrontassimo tutto insieme. Questo rapporto per me è veramente unico.
In questo viaggio e con questo record che sto ereditando, ci tengo a dedicare un pensiero
alla Bandiera dell’Atalanta.
Il mio primo capitano, bergamasco Doc, Gianpaolo Bellini.
Un uomo. Un giocatore che ha mostrato cosa significa indossare questa maglia.
Orgoglio. Rispetto. Dedizione. Un esempio.
Eppure…
dopo tutte queste partite, dopo tutti questi anni…
la sensazione è sempre la stessa.
Ogni volta che indosso questa maglia,
è ancora qualcosa di speciale.
Penso a quei piccoli momenti che precedono l’entrata in campo.
Quel breve silenzio prima di mettere piede sul terreno di gioco, lo sguardo che scorre sugli
spalti pieni.
La consapevolezza e l’onore di rappresentare l’Atalanta e l’amore folle di voi tifosi.
Ma non ho ancora finito.
Non ancora.
La fame è ancora lì.
La fame di vincere.
Di continuare a crescere. Di lasciare qualcosa.
Eh sì…
di alzare ancora una volta un trofeo.
Per Bergamo, per l’Atalanta, per tutti noi.