Valentina uccisa con 19 coltellate. Vincenzo le ha mentito per anni: le nascose di essere padre di due figli
“Per sei anni lui ha fatto passare per nipoti i due figli mentendole”, racconta Lia, la madre della donna uccisa dal marito mercoledì in via Pescaria. L’uomo aveva poi confessato la verità, ma Valentina, innamorata, aveva scelto di restargli accanto
Diciannove coltellate, due fendenti profondi sulla giugulare, hanno posto fine alla vita di Valentina Sarto nella camera da letto. Il luogo che univa l’intimità più profonda della sua relazione con Vincenzo Dongellini si è rivelato un vero mattatoio per la povera donna di 41 anni, uccisa dal marito nell’abitazione di Via Pescaria a Bergamo nella mattina del 18 marzo. Quella che per lei era una storia d’amore, tanto da subire violenze e proteggere il suo amato, si sta sempre più svelando come una relazione scandita di bugie e di falsità.
“Per sei anni lui ha fatto passare per nipoti i due figli (avuti da una precedente relazione), mentendole”, racconta la madre di Valentina, Lia Ventura. L’uomo aveva poi confessato la verità, ma lei, innamorata, aveva scelto di restargli accanto. Dopo il matrimonio, però, il comportamento di Dongellini era cambiato. “Non facevano più le stesse cose di prima. – continua mamma Lia -. Da parte di Vincenzo mai un complimento o anche solo una rosa.” L’uomo era disoccupato e da tempo soffriva di depressione: assumeva calmanti e medicine prescritte dallo psichiatra.
Lia lo definisce “un mostro”, poi aggiunge con voce spezzata: “Sono morta dentro. Vorrei facesse la stessa fine di mia figlia.” Ricorda anche un gesto simbolico, pieno di rabbia: “Per Natale Valentina ci aveva regalato un quadro con le foto del matrimonio. L’ho tagliato con le forbici e i pezzi di lui li ho bruciati con l’accendino.” Il padre, Vincenzo, chiede giustizia: “Spero che a quell’uomo diano l’ergastolo. Dicono abbia ingerito della candeggina per togliersi la vita, ma io non ci credo.”
I due stavano insieme da oltre dieci anni e si erano sposati nel maggio del 2025. Proprio dopo quel momento sono iniziate le violenze, che Valentina ha iniziato a confessare alla madre solo tempo dopo. “Mi diceva: mamma, lui è diventato violento, mi minaccia di morte.” Le faceva ascoltare i messaggi vocali dell’uomo, e Lia le implorava di andarsene, di tornare a casa. Ma Valentina non voleva lasciarlo solo: “Le faceva pena. Non voleva abbandonarlo in difficoltà.”
Poco prima di morire, Valentina aveva trovato la forza di confessare al marito che non lo amava più. Ma lui, dopo ogni violenza, continuava a chiederle un’altra possibilità. Da inizio febbraio la donna aveva cominciato a frequentarsi con Moris Panza, l’uomo che pochi giorni prima di morire l’aveva accompagnata dai carabinieri per chiedere informazioni sulle pratiche di denuncia, che lei non ha voluto fare, nella speranza che qualcosa cambiasse. Con lui Valentina stava bene, si sentiva protetta, al sicuro.
Di lei restano il sorriso, la dolcezza, la luce che sapeva portare ovunque. Esattamente come nell’immagine impressa nella mente di papà Vincenzo: “Lei che balla con me, al suo matrimonio, felice.” Valentina, angelo dalla vita spezzata, ma con un’anima che continua a scorrere nelle vene e nel cuore di chi le voleva bene.






