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Centinaia di persone in corteo per Valentina Sarto: non arrendiamoci davanti all’impotenza

Ognuno di loro ha voluto portare alla famiglia la solidarietà di una comunità ferita

Più di 700 persone si sono radunate davanti all’abitazione di Valentina Sarto, in via Pescaria 26; altre centinaia si sono aggiunte durante il corteo transitato da via Crescenzo. In totale, più di 500 persone sono arrivate in piazzale dello Stadio insieme al fratello Simone e al papà Vincenzo.

Ognuno di loro ha voluto portare alla famiglia la solidarietà di una comunità ferita. I partecipanti – donne, uomini e bambini di tutte le età – hanno seguito il percorso fino al piazzale dello Stadio in assoluto silenzio, scossi da un avvenimento così lacerante da lasciare dentro ognuno soltanto rabbia e un immenso dolore.

Una sensazione difficile con cui misurarsi, ma davanti alla quale non si può rimanere impotenti, come ha ribadito la sindaca Elena Carnevali, intervenendo davanti ai partecipanti e ai parenti di Valentina: “Noi non vogliamo arrenderci a questo sentimento che tutti noi in questo momento un po’ proviamo, che è di tristezza, che è di sgomento, che è di rabbia e di impotenza. Ma non vogliamo arrenderci all’impotenza. Se ci arrendiamo all’impotenza significa che quello a cui assistiamo ancora in Italia a un femminicidio ogni tre giorni non ha una possibilità di soluzione. E noi questo non lo vogliamo, non possiamo. Una società che dice giusta, che dice civile, quando agisce e muove nel rispetto innanzitutto delle persone e delle donne”.

In un discorso sentito, la sindaca ha anche sottolineato l’importanza di far crescere la cultura del rispetto, a partire soprattutto dalle scuole, dai più piccoli e dalle più piccole, evidenziando quanto sia fondamentale una rete interistituzionale funzionale che, attraverso prevenzione, protezione, procedimenti penali e politiche integrate, possa supportare le tante donne vittime di violenza nel compiere il primo, difficile passo verso l’uscita da una situazione di violenza e sopraffazione.

“Noi siamo qui perché non ci arrendiamo all’idea che una società non possa essere una società che cresca nel rispetto di ognuno, nelle libere scelte e nell’autodeterminazione che le donne vogliono e desiderano”.

“Non ci servono i giudizi, le pacche sulle spalle, non ci servono delle soluzioni facili, perché da una cosa così non c’è una soluzione facile”, ha ribadito in chiusura del corteo Sara Modora, coordinatrice del Centro Antiviolenza “Aiuto Donna”.

Una serata di silenzio e presenza. E di una promessa, condivisa: non restare immobili. Non arrendersi.