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L’esame, eseguito dal medico legale Luca Tajana, ha evidenziato ferite in diverse parti del corpo, le più profonde alla gola. La donna è morta per shock emorragico: sono state colpite la carotide e la vena giugulare

Diciannove coltellate. Diciannove. Questo è quanto emerso dall’autopsia eseguita nella mattinata di venerdì 20 marzo all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo sul corpo di Valentina Sarto, la donna di 41 anni uccisa mercoledì in Via Pescaria dal marito Vincenzo Dongellini. Questi sono i colpi inferti dall’uomo in varie parti del corpo. Due sarebbero stati quelli letali, precisamente nella zona cervicale. La donna non avrebbe avuto la possibilità di difendersi, poiché colpita alle spalle. Nel referto sintetico del medico legale non si fa cenno a manovre di difesa della vittima, ma ciò non esclude che Valentina abbia tentato di opporre resistenza.

L’esame, eseguito dal medico legale Luca Tajana, ha evidenziato ferite in diverse parti del corpo, le più profonde alla gola. La donna è morta per shock emorragico: sono state colpite la carotide e la vena giugulare. Dongellini ha commesso l’omicidio utilizzando un solo coltello. L’uomo, nel frattempo, è stato nuovamente ricoverato nel reparto di psichiatria, dove nella giornata di sabato verrà sottoposto all’interrogatorio di convalida davanti al gip Federica Gaudino.