il battito che salta
Salute del cuore: l’extrasistole è pericolosa?
Le extrasistoli sono più diffuse di quanto si immagini e, nella maggior parte dei casi, rappresentano solo un lieve “singhiozzo” cardiaco
“Mi è sembrato che il cuore si fermasse per un secondo.” Questa è una delle frasi che i medici sentono più spesso quando si parla di extrasistoli. Quella sensazione strana, quasi inquietante, di un battito che manca o che arriva con troppa forza. Il primo istinto? Preoccuparsi. Ma la verità è che le extrasistoli sono molto più comuni di quanto si pensi, e nella maggior parte dei casi sono solo un piccolo “singhiozzo” del cuore. Ne abbiamo parlato con la Dr.ssa Elena Lucca, cardiologa presente in Habilita Sport Medicine, il centro medico all’interno dello Stadio di Bergamo.
Che cos’è esattamente un’extrasistole? È davvero un “battito in più”?
“Ogni battito è determinato da un’attivazione elettrica del cuore che causa una contrazione del muscolo cardiaco. L’extrasistole è un battito che si verifica in “anticipo” rispetto alla normale sequenza dei battiti perché origina in una zona del cuore diversa rispetto a quella che da normalmente origine ad ogni battito, il “nodo del seno”. Proprio il fatto che l’extrasistole sia precoce rispetto alla normale sequenza la fa percepire come se fosse un battito in più, seguito poi generalmente da una pausa e dalla ripresa del battito regolare. La percezione della pausa e del successivo battito è spesso riferita come un “tonfo” nel petto”.
Qual è la differenza tra extrasistolia sopraventricolare ed extrasistolia ventricolare?
“In base alla zona del cuore da cui origina l’extrasistole si definisce sopraventricolare, se origina al di sopra del piano atrioventricolare (quindi negli atrii), oppure ventricolare se origina nella porzione più distale del cuore ossia dai ventricoli. La diagnosi viene sostanzialmente fatta registrando un elettrocardiogramma poiché i due tipi di extrasistoli presentano “onde “diverse al tracciato”.
Quando sentiamo il cuore “saltare un battito” dobbiamo preoccuparci?
“Quando si verifica un’extrasistole o perché si avverte la pausa successiva o/e perché l’extrasistole spesso non si percepisce al polso si ha la sensazione che il cuore salti un battito. Alcune volte esiste invece una vera pausa nella sequenza cardiaca. Per capire di quale problema si tratti è necessario registrare un elettrocardiogramma (ECG) durante il sintomo. Spesso, data la brevità del sintomo, è necessario ricorrere ad una registrazione prolungata con Holter ECG delle 24 ore. I disturbi del ritmo cardiaco possono verificarsi in cuori peraltro sani oppure essere associati a patologie del muscolo cardiaco, delle valvole, o delle coronarie. Quando si avverte il sintomo del battito che salta è perciò importante documentare l’eventuale aritmia e quindi verificare lo stato del cuore. Generalmente avvertire saltuariamente un’extrasistole è una condizione benigna, ma se si verifica spesso oppure se si associa ad altri sintomi come affanno, sudorazione profusa o senso di svenimento può sottintendere quadri più pericolosi”.
Le extrasistoli possono comparire anche in persone sane?
“Si, quasi tutti i cuori presentano quotidianamente qualche extrasistole senza che questo rappresenti una patologia. Non tutte le persone però le avvertono”.
Stress, ansia, caffè o mancanza di sonno possono favorire questi battiti irregolari?
“Esistono fattori che possono favorire l’insorgenza di extrasistoli ed aumentarne il numero, tra questi sicuramente lo stress, le situazioni di ansia ed il consumo eccessivo di caffè o the, così come il sonno scarso o irregolare. Non dimenticherei di citare i problemi digestivi come ulteriore possibile fattore scatenante, per esempio in persone che soffrono di ernia jatale o reflusso gastroesofageo”.
Quali esami sono necessari per capire se le extrasistoli sono innocue o richiedono una terapia?
“Direi che per orientare la scelta degli accertamenti da eseguire è importante affidarsi ad un medico, dal medico di base al cardiologo, che possa individuare a seconda dei fattori di rischio e della storia di ogni persona il percorso più idoneo. In generale, considerando di aver già fatto diagnosi di extrasistolia sopra- o ventricolare con un ECG, si può eseguire un ECG Holter delle 24 ore come detto prima per valutare il carico aritmico, un ecocardiogramma per valutare la contrattilità del muscolo cardiaco e lo stato delle valvole cardiache, ed un test da sforzo per verificare se le extrasistoli si verificano anche da sforzo. In soggetti selezionati si possono anche eseguire esami più approfonditi come la TAC coronarica oppure la risonanza magnetica nucleare del cuore, usati spesso in chi presenta extrasistoli ventricolari molto frequenti.
È vero che alcune extrasistoli non si avvertono ma vengono scoperte solo con un elettrocardiogramma?
“Esistono soggetti asintomatici, che quindi non percepiscono il verificarsi dell’extrasistole, sia per quelle sopra- che ventricolari. In tali casi il riscontro di extrasistolia si verifica spesso casualmente eseguendo una visita con auscultazione cardiaca o un tracciato ECG per altri motivi, per esempio per idoneità alla pratica sportiva oppure alle visite della medicina del lavoro”.
Quando è necessario iniziare una cura? E quali sono le opzioni terapeutiche oggi disponibili?
“L’indicazione alla terapia dipende da molti fattori, innanzitutto dal numero di extrasistoli nelle 24 ore e dal loro livello di sintomaticità, dalla concomitante presenza di una cardiopatia e dall’associazione con altri sintomi. A volte non si verifica una sola extrasistole seguita dalla ripresa del battito normale, ma una sequenza rapida di extrasistoli non sostenuta quindi breve oppure sostenuta quindi di durata > 30 secondi. In tal caso, soprattutto nel caso delle extrasistoli ventricolare, è necessario iniziare una terapia. Il primo approccio è solitamente di tipo farmacologico, spesso iniziando da farmaci betabloccanti per arrivare a farmaci antiaritmici. In casi selezionati è possibile procedere con un esame invasivo chiamato studio elettrofisiologico che consente di identificare il punto preciso all’interno del cuore da cui origina l’extrasistolia e “bruciarlo””.
Chi soffre di extrasistoli può praticare sport?
“L’extrasistolia in sé non è controindicazione alla partica di attività sportiva, soprattutto se non associata a cardiopatia. L’iter diagnostico spesso richiesto dai colleghi che eseguono le visite della medicina dello sport quando riscontrano extrasistoli, soprattutto ventricolari, è mirato ad escludere concomitanti patologie. Nel caso di extrasistolia associata a cardiopatia è questa patologia che determina l’eventuale controindicazione all’attività sportiva”.
Le extrasistoli possono evolvere in aritmie più gravi?
“Come accennato qualora l’extrasistole non si presenti in forma isolata ma in sequenze prolungate è possibile avvertire sintomi più importanti come giramenti di testa ed affanno, ed arrivare a perdere conoscenza. Tale situazione è molto rara in assenza di cardiopatia associata, ma qualora si verifichi può rappresentare un’emergenza e richiede una prontavalutazione“.
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