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Opere pubbliche, dopo il boom del Pnrr ora la sfida della continuità: a Bergamo il punto sul futuro del settore

Renato Guatterini, presidente Ance Bergamo dichiara: “Il Pnrr ha rappresentato una stagione straordinaria, che ha dimostrato la capacità delle nostre imprese e degli enti pubblici di realizzare opere complesse in tempi rapidi. Oggi però siamo arrivati a un punto cruciale: mentre completiamo gli interventi in corso, dobbiamo già costruire il dopo”

Bergamo.Punto e avanti. Il futuro dei lavori pubblici tra sostenibilità e concretezza”, è il convegno promosso da Ance Bergamo, Ance Lombardia, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, con il patrocinio di Regione Lombardia. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di amministratori pubblici, professionisti e operatori del settore, ha rappresentato un momento di confronto sullo stato del mercato delle opere pubbliche in provincia di Bergamo e sulle prospettive nella fase successiva al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ad aprire i lavori è stato il presidente di Ance Bergamo, Renato Guatterini, seguito dagli interventi dei principali rappresentanti istituzionali e tecnici del settore, tra cui Lorenzo Bellicini (Direttore Cresme), Ferruccio Rota (Assessore Lavori pubblici, del Comune di Bergamo), Claudia Maria Terzi (Assessore Infrastrutture e Opere pubbliche della Regione Lombardia), John Bertazzi (Presidente Ance Lombardia), Ippolita Chiarolini (Consigliere Cni), e Massimo Cocchi (Responsabile Divisione PPP – Tipiesse spa).

Un settore protagonista della crescita

Dai dati illustrati nel corso del convegno emerge come il comparto delle costruzioni abbia rappresentato negli ultimi anni uno dei principali motori della crescita economica, anche a livello locale. In provincia di Bergamo, il biennio 2022-2023 ha registrato numeri record per i lavori pubblici, con una media di 444 gare annue e 875 milioni di euro di importi a base d’asta, sostenuti in larga parte dalle risorse del Pnrr, che hanno finanziato circa la metà degli interventi. Un risultato che testimonia la capacità del sistema territoriale – imprese e amministrazioni – di rispondere in modo efficace a una fase straordinaria, caratterizzata da tempistiche stringenti e obiettivi sfidanti.

Le criticità e il rallentamento

Accanto ai risultati positivi, il confronto ha evidenziato anche le criticità emerse nella fase attuale.
Nel biennio 2024-2025 si registrano infatti segnali di rallentamento: gli importi a base d’asta sono scesi a circa 550 milioni di euro annui, mentre il peso delle risorse Pnrr è diminuito drasticamente.
Tra i principali fattori di difficoltà sono stati evidenziati:
– l’aumento dei costi energetici e dei materiali;
– la complessità delle procedure e della rendicontazione;
– il rallentamento dei pagamenti;
– l’incertezza sulle prospettive di investimento nel post-Pnrr.

Guardare oltre il Pnrr

Il convegno ha posto al centro del dibattito la necessità di costruire una nuova fase di sviluppo, fondata su:
– strategie di investimento stabili e pluriennali;
– strumenti finanziari innovativi, come il partenariato pubblico-privato;
– una maggiore continuità nelle politiche infrastrutturali;
– piano di prevenzione e sicurezza del territorio
– il mantenimento delle innovazioni introdotte dal Pnrr in termini di governance e tempi.

EDIL 2026

Renato Guatterini, presidente Ance Bergamo dichiara: “Il Pnrr ha rappresentato una stagione straordinaria, che ha dimostrato la capacità delle nostre imprese e degli enti pubblici di realizzare opere complesse in tempi rapidi. Oggi però siamo arrivati a un punto cruciale: mentre completiamo gli interventi in corso, dobbiamo già costruire il dopo. Non possiamo permetterci di tornare a una logica di interventi episodici. Servono strategie di investimento stabili e pluriennali, regole chiare e tempi certi, per garantire continuità al settore e sviluppo al territorio. Le imprese bergamasche hanno dimostrato di essere pronte, solide e responsabili: ora è il momento di consolidare questo patrimonio e guardare avanti con realismo, mantenendo il metodo, l’efficienza e la collaborazione pubblico-privato che il Pnrr ha reso possibili”.

Ferruccio Rota, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Bergamo, afferma: “Il titolo di questo incontro, Punto e avanti, descrive bene la fase che stiamo vivendo: non siamo più solo nella programmazione, ma nella realizzazione concreta degli interventi. A Bergamo
questo significa oltre 60 opere attivate, per più di 400 milioni di euro complessivi. Interventi che attraversano tutti gli ambiti della città – dall’abitare alle scuole, dalla mobilità alla cultura, dalla rigenerazione all’ecologia, dal sociale alla digitalizzazione – con un obiettivo condiviso: restituire e migliorare la qualità degli spazi urbani, ridurre il consumo di suolo, migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. Il Pnrr è stato un acceleratore decisivo, ma oggi la sfida è dare continuità a questo percorso, investendo sul patrimonio esistente e rafforzando il supporto su temi strategici come la sicurezza del territorio. I lavori pubblici per noi si traducono in opere concrete, utili e durature, capaci di migliorare davvero la qualità della vita delle persone”.

Claudia Maria Terzi, assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia, sostiene: “Abbiamo capito in questi anni, anche per il particolare contesto socioeconomico vissuto e che continuiamo a vivere, con gli aumenti dei prezzi dettati dalle instabilità geopolitiche, che gli investimenti pubblici in infrastrutture sono sicuramente una delle leve che possono contribuire aridare slancio a una economia in sofferenza. Per questo occorre ripensare e riorganizzare il sistema delle opere pubbliche puntare sul rafforzamento della partnership pubblico-privato, tramite partenariato pubblico privato e project financing, quale scelta lungimirante per poter disegnare una prospettiva di sviluppo in cui si aprano maggiori opportunità per tutti. Il passaggio dalla fase febbrile del PNRR, che si avvia alla conclusione nel 2026, a una gestione ordinaria delle opere pubbliche rappresenta un momento critico per l’economia italiana. Con l’esaurimento dei finanziamenti a fondo perduto e dei prestiti agevolati europei, il Partenariato Pubblico-Privato
non è più solo un’opzione, ma una necessità strategica”.

John Bertazzi, presidente Ance Lombardia, rimarca: “L’esperienza del Pnrr si avvia ormai alla conclusione, ma è già necessario guardare oltre e costruire fin d’ora i nuovi scenari del mercato delle opere pubbliche, individuando le risorse indispensabili per mantenere elevato il livello degli investimenti. Nei prossimi anni, le politiche per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio, per favorire l’accesso alla casa, per la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture richiederanno un impegno finanziario sempre più rilevante, che non potrà gravare esclusivamente sul sistema pubblico nazionale ed europeo. Per questo sarà decisivo individuare strumenti capaci di attrarre capitali privati verso progetti di interesse pubblico. In questo percorso, il Partenariato Pubblico Privato può e deve assumere un ruolo centrale. Allo stesso tempo, non possiamo non guardare con forte preoccupazione alle ricadute dell’attuale crisi internazionale, che sta determinando un rapido e significativo aumento dei costi delle materie prime, con il concreto rischio di rendere non sostenibili gli appalti già in corso. In questa fase conclusiva del Pnrr è quindi indispensabile adottare una normativa emergenziale che, come avvenuto nel 2022, consenta di ristabilire l’equilibrio contrattuale e di garantire la prosecuzione degli interventi senza ulteriori criticità”.

Ippolita Chiarolini, Consigliera Nazionale degli Ingegneri con delega al PPP, conclude: “Risulta imprescindibile e urgente intervenire sull’articolo 193 del Codice degli Appalti. L’efficacia del project financing è strettamente legata alla certezza del quadro normativo; la progettazione, la realizzazione e la gestione delle opere deve avvenire a seguito di una pianificazione attenta e consentire a tutti i soggetti coinvolti di intraprendere operazioni sostenibili da tutti i punti di vista. Senza una revisione che chiarisca le implicazioni dell’assenza del diritto di prelazione, c’è la paralisi delle procedure; tale incertezza, infatti, scoraggia il partenariato pubblico-privato e la capacità progettuale, frenando il necessario processo di modernizzazione del Paese. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri insieme ad Ance ha proposto un tavolo di lavoro con le istituzioni affinché si possa intervenire immediatamente con un decreto correttivo”.