Omicidio di via Pescaria, per la prima volta a Bergamo sarà applicata la nuova legge sul femminicidio
Nel caso dell’omicidio di Valentina Sarto, uccisa dal marito nella mattinata di mercoledì 18 marzo, troverà applicazione la norma 181/2025 entrata in vigore lo scorso dicembre. La Legge introduce nel codice penale il reato autonomo di femminicidio, riconoscendo la violenza contro le donne come fenomeno strutturale
La mattina di mercoledì 18 marzo, in via Pescaria a Bergamo, Valentina Sarto, 41 anni, è stata uccisa a coltellate dal marito, Vincenzo Dongellini, all’interno della loro abitazione. Un fatto di sangue che ha scosso la città e che, sul piano giudiziario, rappresenterà una prima volta: sarà il primo caso in provincia di Bergamo in cui troverà applicazione la Legge 181/2025, entrata in vigore lo scorso dicembre. La norma introduce nel codice penale il reato autonomo di femminicidio, riconoscendo la violenza contro le donne come fenomeno strutturale e non più episodico.
Il nuovo articolo 577-bis del codice penale punisce con l’ergastolo chi uccide una donna “in quanto donna”, cioè per motivi di odio, dominio, controllo o rifiuto della relazione affettiva. Non si tratta più di un omicidio aggravato, ma di un reato autonomo, con margini molto più stretti per attenuanti e riduzioni di pena.
Accanto all’inasprimento delle sanzioni, la riforma rafforza la posizione della vittima e dei suoi familiari. Oltre a nuovi diritti di informazione, partecipazione e risarcimento, la legge prevede che i congiunti siano avvisati di ogni uscita dal carcere del condannato, anche temporanea. Sul fronte penitenziario, per i reati di femminicidio e violenza di genere la pratica di scarcerazione sarà meno agevole e scontata: i benefici e le misure alternative, come la semilibertà, potranno essere concessi solo dopo un anno di osservazione psicologica positiva.
Le novità riguardano anche le indagini, che diventano più incisive: le intercettazioni potranno durare più a lungo e sarà possibile disporre il sequestro conservativo dei beni dell’imputato già nella fase preliminare, per garantire eventuali risarcimenti. Durante il processo, inoltre, il giudice dovrà impedire domande o contestazioni che offendano la dignità della vittima.
Il femminicidio di Valentina sarà quindi il primo banco di prova a Bergamo per una legge che mira a rendere più severa la risposta della giustizia contro la violenza sulle donne, rafforzando al tempo stesso le garanzie per chi ne è colpito o comunque toccato.



