Femminicidio di via Pescaria
|Valentina gridava “Lasciami in pace”, era stata dai carabinieri per capire come separarsi da quell’uomo violento
Valentina Sarto è stata accoltellata a morte dal marito Vincenzo Dongellini: il cadavere ritrovato in camera da letto. Dopo dieci anni di relazione si erano sposati a maggio 2025, subito dopo erano iniziate le minacce. I vicini: “I litigi erano frequenti, si sentiva spesso urlare”
Bergamo. Pochi giorni fa si era presentata dai carabinieri di Almenno San Salvatore. Le minacce del marito, iniziate subito dopo il matrimonio, nelle ultime settimane erano diventate più frequenti dopo che lei gli aveva comunicato l’intenzione di lasciarlo.
L’ennesimo femminicidio si è consumato in via Pescaria a Bergamo, non lontano dalla chiesa di San Colombano e dal centro sportivo di via Pilo. Un quartiere tranquillo e riservato, costellato di case indipendenti, scuole, studi professionali. Eppure è qui che si è consumato questo delitto tanto efferato.
Qui che Valentina Sarto, 41enne originaria di Bologna, ha trovato la morte. Qui, dove viveva con il marito Vincenzo Dongellini, 49 anni. Qui, nella mattina di mercoledì 18 marzo, gli agenti della Polizia di Stato hanno sfondato la porta dell’abitazione al civico 26A dove la coppia era in affitto da un paio d’anni.
Pochi minuti prima l’allarme era stato dato dalla figlia dell’uomo, nata da una precedente relazione, che ha chiamato il 112 a seguito di un litigio tra il padre e la moglie. Il corpo della donna, privo di vita, è stato trovato in camera da letto. Dopo aver ucciso la moglie a coltellate, Dongellini ha provato a togliersi la vita: gli agenti lo hanno ritrovato accovacciato su sè stesso, sanguinante dalle ferite superficiali che lui stesso si era inferto. Mai in pericolo di vita, è stato arrestato e trasferito all’ospedale Papa Giovanni XXIII sotto la costante sorveglianza dei poliziotti in attesa dell’interrogatorio.
Vincenzo DongelliniI due stavano insieme da una decina d’anni. Le violenze, verbali e non, sarebbero iniziate dopo il matrimonio nel maggio 2025. Una semplice iscrizione in palestra di Sarto aveva causato profonde scene di gelosia dell’uomo. Pare che la donna avesse deciso di lasciarlo, scelta che Dongellini non era riuscito ad accettare.
“Era geloso e la minacciava – racconta Moris Panza, l’uomo che la 42enne frequentava da qualche settimana -. Lei gli aveva confessato che era innamorata di un altro. Ero convinto fosse in pericolo: per questo le ho chiesto diverse volte di stare da me o andare da una sua amica a Seriate”.
Sabato mattina, 14 marzo, Panza aveva accompagnato Valentina alla caserma dei carabinieri di Almenno San Salvatore. “Voleva capire cosa fare – spiega -: i militari le hanno chiesto di fare denuncia, ma lei ha preferito aspettare una settimana per capire se le minacce sarebbero continuate”.
I due si erano conosciuti allo storico Baretto della Curva Nord, punto di riferimento dei tifosi nerazzurri, dove lei lavorava. “L’ultima volta l’ho vista poche sere fa – confida l’uomo -. Era tranquilla, nonostante già in due occasioni lui le avesse messo le mani addosso”.
Valentina SartoDai primi accertamenti degli investigatori non ci sono però interventi delle forze dell’ordine registrati nella loro abitazione di via Pescaria e non risultano problemi pregressi.
“Sono sconvolta – racconta una vicina -. Non li conoscevo di persona, ma le cose non andavano da tempo. Durante il giorno spesso sentivo urlare: i litigi frequenti, ma credevo si trattasse di bambini. Le cose sono finite come non dovevano finire”.
Due residenti riferiscono di aver sentito delle grida in strada alcune notti fa. “Abbiamo percepito delle urla di una donna in difficoltà – spiegano -. Lei gridava ‘Lasciami in pace’, saranno state le 4/5 di mattina. Siamo usciti sul balcone, ma non siamo riusciti a vedere nessuno. Se li avessimo visti rientrare in casa avremmo chiamato la polizia”.
La lite che ha portato al delitto è scoppiata mercoledì mattina, pare proprio per motivi di natura passionale. La donna è stata colpita più volte con un coltello da cucina, con fendenti alla schiena e alla gola: i sanitari giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. In attesa dell’autopsia, il medico legale si è riservato di indicare il numero preciso di coltellate inferte sul corpo della 41enne. L’abitazione è stata posta sotto sequestro.










