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Quando un plantare diventa una terapia podologica

Articolo a cura del Dott. Giuliano Carrara, Podologo e membro della Commissione d’Albo Podologi di Bergamo

Nel linguaggio comune il termine plantare viene spesso utilizzato per indicare una semplice soletta di supporto, acquistabile in farmacia o nei negozi di articoli sportivi per aumentare il comfort all’interno della calzatura. In ambito sanitario, tuttavia, il significato è profondamente diverso.

Quando un plantare viene progettato e realizzato dal podologo a seguito di una valutazione clinica e biomeccanica approfondita, non rappresenta più un semplice ausilio, ma diventa una vera e propria terapia podologica: un dispositivo medico su misura in grado di agire sulla biomeccanica del passo, ridurre il dolore, prevenire lesioni e, in molti casi, migliorare l’equilibrio posturale globale.

Soletta o ortesi plantare: una differenza sostanziale

La soletta anatomica standard ha una funzione prevalentemente ammortizzante e di comfort. È un prodotto generico, uguale per tutti, e non è in grado di correggere alterazioni specifiche dell’appoggio o disfunzioni biomeccaniche individuali.

L’ortesi plantare su misura, invece, è un presidio terapeutico personalizzato. La sua realizzazione avviene esclusivamente dopo:

– una visita podologica completa

– l’analisi statica e dinamica dell’appoggio (baropodometria e/o videoanalisi del passo)

– la valutazione della postura e delle catene cinetiche

– la rilevazione dell’impronta plantare in carico o in scarico, mediante tecniche tradizionali o digitali

Sulla base di questi elementi, il podologo definisce forma, materiali, spessori, rigidità differenziate ed eventuali componenti correttive come cunei, cupole o barre retro-metatarsali, scarichi selettivi o stimoli propriocettivi. Non si tratta semplicemente di “inserire qualcosa sotto il piede”, ma di intervenire in modo mirato sulle forze che agiscono durante la deambulazione.

Il ruolo della baropodometria nella valutazione podologica

L’analisi baropodometrica rappresenta uno strumento di supporto alla valutazione podologica, ma non è né indispensabile né sostitutiva della visita podologica biomeccanica. Accade frequentemente che alcuni pazienti si presentino con plantari realizzati altrove, ritenendoli automaticamente corretti e funzionali solo perché basati su un esame baropodometrico.

È fondamentale chiarire che l’esecuzione di un esame baropodometrico non equivale a una visita podologica biomeccanica completa. La baropodometria non ha valore diagnostico autonomo e, da sola, non consente di formulare una diagnosi.
La diagnosi podologica biomeccanica è il risultato della competenza clinica del podologo, che integra anamnesi, esame obiettivo, valutazione funzionale e, quando ritenuto utile, anche i dati strumentali forniti dalla pedana.

La qualità e l’efficacia di un plantare non dipendono quindi dallo strumento utilizzato, ma dalla capacità del professionista di interpretare correttamente i dati clinici e biomeccanici del paziente.

La terapia ortesica podologica

La terapia ortesica podologica rientra nell’atto professionale diretto del podologo. A differenza di altri modelli sanitari, il podologo non prescrive un dispositivo a terzi, ma definisce, progetta e realizza l’ortesi plantare come parte integrante del trattamento.

In questo senso il podologo è, di fatto, prescrittore e realizzatore della propria terapia, assumendosi la responsabilità clinica dell’indicazione, della progettazione e del follow-up nel tempo.

È questa responsabilità diretta e continuativa che distingue la terapia ortesica podologica da un semplice ausilio, consentendo di adattare il plantare all’evoluzione clinica del paziente.

Quando il plantare assume un valore terapeutico

Patologie algiche e infiammatorie
Fascite plantare, metatarsalgie, neuroma di Morton, tallodinie, tendinopatie achillee. In questi casi l’ortesi consente uno scarico selettivo delle aree iperpressorie, riduce le trazioni patologiche e attenua i microtraumi ripetuti, con un miglioramento del dolore spesso già nelle prime settimane.

Alterazioni strutturali e funzionali del piede
Piede piatto valgo, piede cavo, alluce valgo nelle fasi iniziali, dita a martello. L’ortesi non corregge la deformità ossea, ma ne limita la progressione, migliora la distribuzione dei carichi e riduce le compensazioni dolorose.

Disturbi posturali e catene cinetiche ascendenti
Alterazioni a carico di ginocchia, bacino e colonna vertebrale possono avere origine da un appoggio scorretto. Un plantare correttamente progettato può contribuire al riequilibrio posturale, diventando il primo anello di una correzione più ampia.

Piede a rischio
Nei pazienti diabetici, reumatici o con esiti di traumi e interventi chirurgici, l’obiettivo è prevalentemente preventivo: ridurre i picchi pressori, proteggere la cute plantare e prevenire ulcerazioni.

Sport e attività ad alto impatto
Negli sportivi il plantare assume un ruolo di prevenzione e supporto funzionale, migliorando la gestione delle sollecitazioni, controllando eccessi di pronazione o supinazione e riducendo il rischio di infortuni da sovraccarico.

Il percorso terapeutico

Affinché il plantare sia realmente terapeutico è necessario seguire un iter preciso:

  1. anamnesi dettagliata
  2. esame obiettivo podologico
  3. valutazione biomeccanica e/o strumentale dell’appoggio e del passo
  4. progettazione dell’ortesi con materiali adeguati (EVA, polipropilene, fibra di carbonio, rivestimenti specifici)
  5. prova, consegna e istruzioni all’uso
  6. controlli periodici con eventuali adattamenti

Solo attraverso questo percorso il plantare perde la connotazione di accessorio e diventa terapia ortesica plantare podologica.

Conclusione

Un plantare realizzato dal podologo non è un semplice supporto, ma un dispositivo medico personalizzato che può trasformare il dolore in sollievo, la limitazione in movimento e la compensazione in equilibrio funzionale. Non rappresenta una soluzione universale, ma per molti pazienti costituisce la differenza tra convivere con il fastidio e tornare a camminare, lavorare o praticare sport con serenità.

La salute parte da terra.
Prendersi cura dei propri piedi significa prendersi cura dell’intero corpo.