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Giovedì sera, 19 marzo alle 18, il Centro Tutte le Età del quartiere di San Colombano si riunirà davanti alla casa dove viveva la vittima. Il marito accusato di femminicidio si è avvalso della facoltà di non rispondere

Bergamo. Il femminicidio di Valentina Sarto è il 10° caso in Italia dall’inizio dell’anno. Nella tarda mattinata di mercoledì 18 marzo, Valentina Sarto, 41 anni, è stata uccisa a coltellate dal marito Vincenzo Dongellini nella loro abitazione di via Pescaria 26A, dove la coppia viveva da circa due anni. I due si erano sposati nel maggio 2025. Per rendere memoria a Valentina e dando voce a tutte le donne che ogni giorno subiscono violenze di ogni tipo, alle 18 di giovedì 19 marzo, il Centro Tutte le Età del quartiere di San Colombano ha organizzato una manifestazione proprio davanti alla casa dove si è consumata la tragedia.

La donna è stata trovata senza vita nella camera da letto. Secondo i primi rilievi della Scientifica, è stata colpita tra i sei e gli otto fendenti. A pochi passi da lei, gli agenti della Polizia di Stato hanno rinvenuto anche il marito, in posizione rannicchiata e  ferito: Dongellini avrebbe tentato di togliersi la vita tagliandosi le braccia e ingerendo candeggina. Trasportato  all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, è stato arrestato e piantonato dagli agenti. Nella mattina di giovedì 19 marzo è stato trasferito nella Casa circondariale di via Gleno.

Durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero Antonio Mele e al Procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, Dongellini si è avvalso della facoltà di non rispondere, come confermato dal suo legale, l’avvocata Stefania Battistelli. È attesa nelle prossime ore l’udienza di convalida dell’arresto. A Dongellini è stato contestato il femminicidio.

Originario di Imola e disoccupato, l’uomo è padre di due figli nati da una precedente relazione. È stata proprio la figlia di 22 anni a dare per prima l’allarme, dopo aver ricevuto una telefonata dal padre: “Ho colpito Valentina, sta male”, le avrebbe detto. L’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una delle molteplici liti degli ultimi mesi, scatenate dalla crescente gelosia e dai comportamenti aggressivi di Dongellini. Le violenze, verbali e fisiche, andavano avanti da tempo. Valentina aveva deciso di chiudere la relazione: “Mi sono innamorata di un altro uomo”, gli aveva confessato circa un mese fa.

Da inizio febbraio la donna frequentava Moris Panza, residente ad Almenno San Bartolomeo. Proprio lui, sabato, l’aveva accompagnata dai carabinieri di Almenno San Salvatore per informarsi sulle possibilità di denuncia. “Sì, si è recata dai carabinieri di Almenno con il compagno a chiedere informazioni — spiega Marco Cadeddu, comandante della Squadra Mobile di Bergamo —. Le sono state illustrate le procedure e lei ha deciso di non agire”. Lo stesso Cadeddu ha poi lanciato un appello: “Al primo cenno di violenza da parte di un uomo, segnalate subito alle forze dell’ordine. Ci sono strumenti e strutture disposte per venire incontro a tutte le donne che si sentono minacciate”.


Il Consiglio delle donne esprime profondo dolore e sgomento

Il Consiglio delle Donne esprime profondo dolore e sgomento per la tragica uccisione avvenuta a Bergamo, un ennesimo atto di violenza che colpisce una donna e, con lei, l’intera comunità. In questo momento di immensa sofferenza, rivolgiamo la nostra più sincera vicinanza alla famiglia della vittima, agli affetti più cari e a tutte le persone che le hanno voluto bene. Il loro dolore è anche il nostro. Questo drammatico evento richiama con forza l’urgenza di continuare a lavorare, con determinazione e responsabilità collettiva, per contrastare ogni forma di violenza basata sul genere. Come Consiglio delle Donne, ribadiamo il nostro impegno quotidiano nella promozione di una cultura fondata sul rispetto, sull’autodeterminazione e sulla libertà di ogni donna. I valori che guidano la nostra azione affondano nelle radici della tutela dei diritti: il rifiuto di ogni forma di sopraffazione, la difesa della dignità umana, la costruzione di relazioni basate sull’uguaglianza e sul riconoscimento reciproco. Il femminicidio non è un fatto isolato, ma il risultato estremo di una visione arcaica e di prevaricazione che ancora oggi permea la società e che va contrastata con strumenti educativi, politici e sociali. Chiediamo alle istituzioni, alle realtà educative e a tutta la cittadinanza di non rimanere indifferenti. È necessario rafforzare le politiche di prevenzione, sostenere i centri antiviolenza e promuovere percorsi di educazione al rispetto e alle differenze, a partire dalle nuove generazioni. Non possiamo più permettere che la violenza contro le donne venga tollerata o minimizzata. Ogni donna ha il diritto di vivere libera e sicura. Il Consiglio delle Donne continuerà a farsi voce di questo impegno, affinché tragedie come questa non si ripetano.


Venerdì sera una fiaccolata silenziosa

Il Comune di Bergamo con la rete interistituzionale Antiviolenza Bergamo-Dalmine di cui è capofila, promuove per domani sera, venerdì 20 marzo, una fiaccolata silenziosa in memoria di Valentina Sarto, vittima dell’ennesimo femminicidio. L’iniziativa vuole essere un momento di raccoglimento e di vicinanza, ma anche un segnale forte di impegno collettivo contro ogni forma di violenza sulle donne. La fiaccolata partirà alle ore 20,30 dalla casa di Valentina, via Pescaria 26, per poi proseguire lungo via Crescenzi fino a raggiungere il piazzale dello Stadio New Balance Arena. Il Comune invita la cittadinanza a partecipare e le associazioni del territorio ad aderire, per testimoniare insieme una presenza condivisa e un impegno che deve essere quotidiano.