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Il governo taglia le accise sui carburanti, risveglio amaro per i benzinai: “Aumenti a sorpresa dalle compagnie petrolifere”

Nella serata di mercoledì 18 marzo il Consiglio dei ministri ha ratificato la riduzione di 25 centesimi sul prezzo di benzina e diesel per 20 giorni. Sconcerto giovedì mattina: prezzi ancora alle stelle per incrementi delle compagnie, gli operatori confidano nell’intervento del Garante

Bergamo. L’atteso e invocato taglio delle accise sui carburanti è arrivato ieri sera, mercoledì 18 marzo, con il consiglio straordinario dei Ministri e la pubblicazione in tarda serata in Gazzetta Ufficiale. Eppure, il caro carburante è destinato a non finire qui.

Andiamo per ordine. Una riduzione delle imposte dirette era fortemente richiesto anche dalla Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti Confcommercio. Il taglio sulle accise, di 25 centesimi sul prezzo di benzina e diesel e di 12 centesimi su un chilo di gpl (equivalente a circa 6 ct a litro), è entrato in vigore nella mattina di giovedì 20 marzo e durerà per 20 giorni, fino al 7 aprile. Una scelta dettata dall’urgenza di abbassare i prezzi del carburante per far fronte al rialzo incontrollato dei prezzi connessi alla crisi dei mercati internazionali

Ma, proprio questa mattina, i benzinai hanno avuto l’amara sorpresa di un aumento unilaterale dei prezzi di benzina e gasolio da parte delle principali compagnie petrolifere, “le stesse – denuncia Confcommercio Bergamo – che ieri sera avevano tenuto a sottolineare, attraverso l’Unione energie per la mobilità (Unem), di avere sempre mantenuto un approccio prudenziale e responsabile per attenuare gli impatti sui consumatori”.

I nuovi listini prevedono un incremento medio di 5 centesimi a litro per la benzina e di 8 centesimi a litro per il gasolio, senza computare – almeno oggi – il taglio sulle accise. “Al momento le fatture per il carburante acquistato in giornata prevedono il solo aggiornamento dei prezzi , senza il calo delle accise: si parla quindi di un aumento di 30 centesimi per la benzina e di 38 centesimi per il gasolio (ai 25 centesimi non decurtati, si sommano i 5 per benzina e gli 8 per il diesel) – allarga le braccia Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio Bergamo e consigliere nazionale Figisc Confcommercio -. Il prezzo per il diesel è sopra i 2 euro a litro anche oggi e sulla benzina si aggira su 1,90 euro. Gli aumenti a listino vanno sostanzialmente a bruciare la decurtazione delle accise e gli sforzi del Governo con una manovra del valore complessivo, con gli altri interventi sul caro energia, di 500 milioni di euro. Ci aspettiamo uno storno dei costi delle accise, come da decreto, anche se non è ancora arrivato”.

Generico luglio 2023

I benzinai confidano in un un intervento del Garante per la sorveglianza dei prezzi: “Con gli attuali listini la misura temporanea a favore delle famiglie di calmierare i costi del carburante rischia di essere praticamente azzerata – continua Mora -. Non potevamo prevedere aumenti all’indomani del Consiglio straordinario dei Ministri per contenere i costi. Senza contare che le previsioni dei prezzi carburante per domani, sono di ulteriori rialzi. Serve un intervento urgente, perché senza collaborazione e sforzo di tutti la situazione è ingestibile ed è inaccettabile che si presti, in un contesto di grande difficoltà per le famiglie, a speculazioni”.