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È morto Umberto Bossi, il fondatore della Lega: aveva 84 anni. Calderoli: “Perdo il mio secondo padre”
Bossi con il senatore leghista bergamasco Roberto Calderoli

Lo storico leader del Carroccio si è spento nella prima serata di giovedì 19 marzo a Varese. Mattarella: “L’Italia perde un sincero democratico”. I funerali domenica 22 marzo a Pontida

È morto Umberto Bossi. Fondatore e storico leader della Lega, si è spento nella prima serata di giovedì 19 marzo a Varese all’età di 84 anni.

Figura centrale nella trasformazione del sistema politico italiano della Seconda Repubblica, Bossi ha guidato il partito dalle origini movimentiste fino alla partecipazione ai governi nazionali.

Eletto per la prima volta al Senato nel 1987, è stato ministro, deputato ed europarlamentare della Repubblica. Segretario federale della Lega Nord fino al 2012, gli è stata successivamente attribuita la carica onorifica di presidente a vita.

Secondo le prime informazioni arrivate, Bossi era stato ricoverato mercoledì in ospedale a Varese: portato in terapia intensiva, le sue condizioni sono apparse fin da subito critiche. Il decesso è avvenuto intorno alle 20,30 di giovedì. Lascia la moglie Manuela Marrone e quattro figli: Riccardo (avuto con Gigliola Guidali), Renzo, Roberto Libertà ed Eridano Sirio.

Bossi SalviniUmberto Bossi con l'attuale segretario della Lega Matteo Salvini

Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago (Varese), figlio di un operaio tessile e di una portinaia, il “Senatùr” era profondamente legato al territorio bergamasco. Il luogo simbolo del suo movimento è il pratone di Pontida, dove Bossi è stato protagonista di numerosi raduni.

Pontida, Bossi al radunoBossi in occasione di un raduno di Pontida

Si inizia a interessare delle tesi autonomiste negli anni Ottanta mentre è uno studente di medicina all’Università di Pavia. Nella ‘città delle cento torri’ conosce Bruno Salvadori, leader del movimento autonomista Union Valdôtaine, che ha una grande influenza sulla sua formazione politica. Nel 1984 fonda la Lega Lombarda, partito precursore della Lega Nord, e tre anni più tardi riesce a farsi eleggere come senatore nel collegio di Varese.

Figura controversa, sono stati diversi i procedimenti giudiziari a suo carico. Assolto al termine di un processo per vilipendio al capo dello Stato dell’allora oresidente Oscar Luigi Scalfaro, viene condannato nel 2018 dalla Cassazione a 1 anno e 15 giorni di reclusione per vilipendio al Presidente della Repubblica per insulti rivolti a Giorgio Napolitano.

Nel 2012 Bossi viene indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di truffa ai danni dello Stato a causa dello scandalo dei rimborsi elettorali: è stato condannato a 1 anno e 10 mesi per aver sottratto indebitamente allo stato circa 49 milioni di euro. Nel 2019 il reato di truffa è andato in prescrizione per Bossi e Belsito. In seguito, la Corte di Cassazione ha confermato la confisca dei 49 milioni di euro nei confronti della Lega, mentre sono state annullate le confische a titolo personale.

I funerali del “Senatùr” saranno celebrati domenica 22 marzo alle 14 a Pontida, nell’abbazia del monastero di San Giacomo.

Le reazioni

“L’Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico”, così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Un amico vero, di tanti momenti insieme – il cordoglio del senatore Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie -. Non per anni, ma per decenni: per una vita. Giornate e serate interminabili insieme, nella sede di via Bellerio, in giro per comizi e manifestazioni in lungo e in largo in tutto il Nord Italia”.

“Siamo cresciuti insieme, siamo invecchiati insieme, abbiamo affrontato gioie e malattie – il ricordo di Calderoli -. E proprio nel giorno del festa del papà perdo ‘papà Umberto’, perché per me è stato veramente un secondo padre, da un punto di vista umano e poi da un punto di vista politico. Da ministro, oggi, voglio portare fino in fondo il suo più importante lascito politico: l’autonomia per i territori”.

“Un uomo che con la sua energia ha senz’altro cambiato la politica italiana e aperto insieme al centrodestra la seconda Repubblica – così in una nota l’onorevole Andrea Tremaglia, presidente provinciale di Fratelli d’Italia -. Le nostre condoglianze alla sua famiglia umana e politica, in particolare agli amici della Lega di Bergamo”.

Umberto Bossi alla Bèrghem fest 2012Umberto Bossi alla Bèrghem fest 2012

Quando è arrivata la notizia, diversi esponenti del centrodestra bergamasco si trovavano al Palaspirà a festeggiare l’elezione a presidente della Provincia di Gianfranco Gafforelli.

“Sgomenti e tristi ci siamo uniti nel ricordo di un leader carismatico: per gli amici della Lega il ‘capo’, per tutti noi una figura da ammirare”, affermano i consiglieri regionali Jonathan Lobati e Ivan Rota di Forza Italia. “Un visionario – aggiungono i due azzurri – che nel nome dell’autonomia del nord è stato capace di trascinare tanti giovani, uomini e donne nella costruzione di un progetto politico che ha caratterizzato il panorama politico negli ultimi 35 anni”.

Umberto Bossi 16:9

“Con la sua passione politica ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra”, il messaggio social della premier Giorgia Meloni. “Umberto Bossi. L’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello a cui ho voluto più bene”, il saluto su X di Pierluigi Bersani.

“Se ne va un uomo dai forti ideali, capace di credere fino in fondo in ciò che rappresentava e di trasformare quelle convinzioni in un movimento vivo, in una comunità autentica fatta di persone, legami e identità condivise – dichiara Lara Magoni, eurodeputata bergamasca di Fratelli d’Italia -. Bossi ha saputo interpretare come pochi l’amore per il territorio, dando voce a un sentimento profondo di appartenenza e radicamento”.

“Bossi ha rappresentato, con determinazione e visione, le istanze di ampie comunità del Nord Italia, contribuendo a segnare una stagione politica significativa per il nostro Paese”, il cordoglio di Letizia Moratti, europarlamentare del Partito Popolare Europeo.

“Grazie Umberto. Ci hai insegnato il valore di essere un popolo con la sua identità, hai rivoluzionato il modo di fare politica, sei riuscito a farci riscoprire le nostre radici.
Sei stato un padre politico, ci hai trasmesso il senso di appartenenza, il significato di autonomia, federalismo, autodeterminazione. Per chi ancora crede in questi valori è il momento di renderti onore, di portare avanti gli ideali che ci hai trasmesso. Lasci in noi il valore della libertà” commenta Roberto Pedretti, già consigliere regionale della Lega.


Roberto Castelli: il Nord piange Umberto. La lotta per il destino delle nostre genti proseguirà sempre, un seme che non morirà mai è stato gettato

Roberto Castelli dichiara: “Umberto Bossi ci ha lasciato. Pur nel tumulto dei sentimenti è nostro dovere meditare su che egli sia stato in quale retaggio ci lascia. Egli ha segnato profondamente la vita non solo politica dei padani prima e di tutto il Paese poi. Ha svegliato
le nostre coscienze ci ha insegnato che un cittadino, un popolo non possono dimenticarsi delle proprie radici; ha evidenziato le storture dell’assetto centralistico dello Stato che ha caratterizzato l’intera storia da Repubblica italiana. Insieme e sotto la sua guida abbiamo inseguito un sogno la libertà dei popoli padani abbiamo combattuto lottato vissuto momenti esaltanti ma anche sconfitte e grandi errori, ma come diceva lui “mai mulà tegn dur”. La storia non si fa con i se e con i ma, di certo se la malattia non lo avesse così duramente colpito e piegato oggi l’Italia sarebbe diversa. Oggi il vento della storia soffia contro le idee di autonomia di autogoverno dei popoli. Quella che fu La Lega Nord per l’indipendenza della Padania è stata sostituita da un partito centralista con venature meridionalistiche e oggi nessuno in Parlamento a Roma ha a cuore i legittimi interessi del Nord. La Questione Settentrionale è stata dimenticata senza capire che se non verrà risolta l’intera Italia andrà in rovina. Sono fermamente convinto allora che chi gli è stato vicino per tutta una vita, chi non ha mai tradito, anche e soprattutto in questi momenti bui, ha il dovere ineludibile di tenere accesa la fiamma dell’Autonomia, dell’identità e dell’Autogoverno. Lo dobbiamo a noi stessi, alle generazioni future e anche e soprattutto a Umberto Bossi senza il quale questo modeste parole non sarebbero state neanche scritte. Il Partito Popolare del Nord è nato per dare futuro e slancio a questa visione, e la morte di Bossi getta un seme in una terra feconda, un seme dal quale nascerà una pianta vigorosa, su questo non ho dubbi. Il Partito Popolare del Nord affronta la sfida e politica e intellettuale di formulare politiche tese al raggiungimento di questi traguardi, essendo il contesto politico italiano ed europeo molto diverso rispetto all’Italia degli Anni Ottanta. Onorando la memoria di Umberto, il Partito Popolare del Nord proseguirà il suo cammino nella vita democratica del Paese”.