La storia
|Anna Maria Testa presenta il suo romanzo “La città dei giochi perduti”
Arriva “La città dei giochi perduti”, libro che celebra solidarietà e intercultura: l’autrice porta i lettori in una Bergamo di avventure tra arte, tarocchi e antichi giochi
Bergamo. Sullo sfondo della pandemia si intrecciano memoria, ecologia, multiculturalità, diritti dei giovani e valore del gioco, temi che Anna Maria Testa approfondisce nel suo libro “La città dei giochi perduti“, con l’intento di valorizzare il patrimonio artistico-culturale di Bergamo e di Brescia. L’autrice, docente di Arte presso la scuola secondaria di Bergamo, ha vinto il primo premio al concorso internazionale “La fiaba di Selvino” nel 2023.
Il libro sarà presentato a breve presso alcune Biblioteche comunali e avrà uno spazio alla prossima Fiera dei Librai di Bergamo. Gli appuntamenti sono fissati per domenica 29 marzo, a Bonate Sopra alle 16, e venerdì 27 marzo, a Sotto il Monte alle 20.30.
“L’idea di scrivere questo romanzo – racconta Testa – è nata nel maggio del 2020, quando i sindaci di Bergamo e di Brescia, due città gravemente colpite dalla pandemia, hanno lanciato la loro candidatura congiunta a capitali della cultura italiana 2023. In quel periodo le scuole erano chiuse: nascevano nuovi modi per manifestare una comunanza tra persone improvvisamente separate, come gli alunni e i professori e si faceva strada la consapevolezza di ciò che siamo, di ciò che abbiamo perduto e di ciò che faremo. Il libro è scritto dal punto di vista dei ragazzi e ha i ragazzi come protagonisti”.
Nel romanzo si ispira liberamente alle due città, sotto gli pseudonimi di Città Alta e Brixia. Il focus è posto sulle opere d’arte, in particolare, le Mura veneziane di Bergamo, patrimonio Unesco e i Tarocchi dell’Accademia Carrara e il parco archeologico di Brescia romana con la statua della Vittoria alata.
La veste fantasy porta il libro a una Città Alta, protetta dalle mura cinquecentesche, abitata dalla dodicenne Atalanta e dai suoi compagni: il gruppo affronta un maleficio che cancella i ricordi, soprattutto quelli degli antichi giochi, colpendo specialmente nonni e professori. Immersi in avventure tra arte, natura e le carte dei tarocchi, i ragazzi scoprono che potrebbe essere l’uomo il responsabile del disastro e imparano a riscoprire la città, i rapporti umani e il valore della memoria. L’alternanza tra presente e passato aiuta i ragazzi a comprendere il valore delle loro radici, della solidarietà, dell’intercultura e del rispetto del pianeta. La memoria degli antichi giochi tornerà solo alla fine, con l’aiuto degli amici di Brixia.
La vicenda narrata non si esaurisce in questo primo libro. Infatti, Testa dichiara “Sto già lavorando alla continuazione della vicenda, che coinvolgerà più ampiamente la città “gemella” di Brescia. “Le città gemelle” sarà il titolo del secondo libro. Vi sarà un particolare riferimento a Brescia longobarda patrimonio Unesco. E, successivamente, è prevista un’ulteriore espansione verso Oriente, verso quella Venezia che incarna lo spirito stesso dell’esplorazione, lasciando al contempo un segno possente e tangibile come le Mura veneziane di Bergamo”.
“La città dei giochi perduti” è caratterizzata da un’illustrazione non indifferente. A tal proposito l’autrice ricorda il suo impegno in prima persona e dell’artista Aldo Mapelli. “Le immagini sono strettamente connesse al testo scritto: mentre nella prima parte riproducono fedelmente le sembianze delle carte originali, nella seconda parte le vedrete progressivamente trasformarsi, seguendo da vicino la vicenda narrata”, afferma Testa.


