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Il 18 marzo ricorre la giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19: le testimonianze dei cittadini della Val Seriana, registrate nei giorni più difficili della pandemia, come strumento di riflessione sul nostro modo di vivere nel presente e nel futuro

Il 18 marzo ricorre la giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19. Ogni anno questa data ricorda e celebra le persone decedute a causa del Coronavirus SARS-CoV-2 durante la pandemia che ha duramente colpito l’Italia e in modo particolare la provincia di Bergamo nel 2020.

Per raccontare il dolore e le speranze che hanno caratterizzato l’emergenza sanitaria, Bergamonews pubblica un video che racconta quel drammatico periodo attraverso le testimonianze raccolte dal Museo etnografico della Torre di Comenduno ad Albino nell’ambito di un progetto finalizzato a non dimenticare quanto accadde.

Diego Vedovati, membro del consiglio direttivo dell’associazione Museo etnografico della Torre di Comenduno ad Albino, spiega: “Abbiamo pensato di dare vita a questo progetto a fine marzo 2020, quando erano cominciate le fasi più difficili della pandemia, che ha avuto come epicentro Nembro, Alzano Lombardo e Albino, il nostro paese. Considerando che non era possibile incontrarsi e nemmeno svolgere iniziative in presenza a causa del lockdown, attraverso un post pubblicato sulla pagina Facebook del Museo della Torre abbiamo chiesto alle persone di realizzare dei brevi video-testimonianza della durata di due o tre minuti e di inviarceli. Abbiamo suggerito di concentrarsi su tre argomenti: come stessero vivendo la situazione, cosa facessero per riempire le giornate in quella nuova quotidianità e cosa avrebbe potuto lasciare quell’esperienza sia come singoli individui sia come comunità locali. Sono emerse tante considerazioni interessanti che, a distanza di sei anni, riescono a fornire profondi spunti di riflessione sulla nostra società, invitando ognuno di noi a interrogarsi su come siano cambiati o meno i rapporti con gli altri”.

“La partecipazione – prosegue Vedovati – è stata buona. Abbiamo raccolto i video da inizio aprile a metà maggio e giornalmente li pubblicavamo in versione integrale sui social. Ne abbiamo ricevuti una sessantina, in prevalenza girati da abitanti di Albino ma anche da albinesi che si trovavano all’estero (Vienna, Madrid e Lussemburgo) ed erano molto colpiti da quello che stavamo passando. Oltre a concittadini di ogni età, fra loro c’era un’operatrice dell’Ospedale di Alzano Lombardo, chi aveva avuto la necessità di un ricovero impegnativo e qualcuno che aveva perso un familiare. L’obiettivo era duplice: da un lato era un modo per rivedersi seppur da remoto e dall’altro volevamo adoperare questi video in prospettiva per realizzare un racconto di quello che era un evento epocale”.

Il lavoro ha preso forma con il montaggio del videomaker Maurizio Bonfanti. “Ci ha permesso di dare testimonianza di ciò che è successo – aggiunge Vedovati – creando un racconto complessivo. Il Museo della Torre è impegnato per coltivare la memoria storica prestando una specifica attenzione agli aspetti che riguardano il territorio. L’emergenza Covid, con la sua drammaticità, è stata un avvenimento di portata notevole: giorno dopo giorno ci siamo resi conto che sarebbe rimasta nella memoria collettiva e avrebbe segnato le coscienze di tutti. In genere lavoriamo sul passato, ma in questo caso stavamo dando testimonianza della storia in presa diretta”.

In un video il dolore e le speranze durante l'emergenza Covid:

Infine, evidenziando il valore dell’iniziativa, conclude: “Le durissime fasi della pandemia restano indelebili nelle menti di ognuno, così come non si possono dimenticare le tante persone che hanno perso la vita a causa del Covid. Rammentando quel periodo il pensiero corre alle tante persone che ci hanno lasciato, all’impossibilità di poterle salutare per l’ultima volta e penso che questo sia stato l’aspetto più doloroso. Il video, che ci interroga sul nostro modo di vivere nel presente e nel futuro, vuole essere un modo per omaggiarle e non dimenticare”.