La giornata
|Covid, la cerimonia al cimitero. Zangrillo: “Da Bergamo all’Italia: dal dolore si può uscire, ma non da soli”
Il racconto delle commemorazioni per la Giornata nazionale in ricordo delle vittime della pandemia. Carnevali: “Il rischio di epidemie non appartiene al passato”
A sei anni di distanza dalla pandemia che ha segnato per sempre la sua storia, Bergamo si ferma per ricordare. Oggi, mercoledì 18 marzo, ricorre la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid.
Il territorio orobico è stato uno dei luoghi colpiti più duramente durante l’emergenza sanitaria. La città di Bergamo è diventata un simbolo del dolore, ma anche della forza con cui una comunità ha saputo affrontare il momento forse più drammatico del suo recente passato.
In occasione del 18 marzo il Comune promuove un programma di cerimonie e momenti di raccoglimento per rinnovare la memoria collettiva di quanto accaduto. Le commemorazioni si svolgeranno tra il Cimitero Monumentale e il Bosco della Memoria al parco della Trucca. In città anche il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo.
Il racconto delle cerimonie
12,45 – Per concludere il momento di raccoglimento, gli alunni della scuola suonano un ultimo brano: “Viva la Vida” dei Coldplay in versione acustica.
12,30 – Le commemorazioni si sono spostate al Bosco della Memoria, nel parco della Trucca, dove si esibiranno con due interventi musicali oltre 100 alunni dei plessi al Villaggio degli Sposi della scuola primaria e secondaria di primo grado Muzio.
11,20 – A conclusione degli interventi istituzionali, l’ultima esibizione del Quintetto Ottoni del Conservatorio Donizetti con “Il Signore delle cime” di Bepi De Marzi. Le commemorazioni si spostano al parco della Trucca, con la deposizione di una corona di fiori al Bosco della Memoria alle 12,30.
11,05 – L’ultimo a salire sul palco è il ministro per la Pubblica Amministrazione, il senatore Paolo Zangrillo. “Il nome di Bergamo coincide con un tempo che ci ha ricordato come la fragilità sia parte della condizione umana – riflette il ministro -. Entrare in questo luogo sacro significa entrare in un silenzio che appartiene alla memoria e che ancora oggi ci chiede ascolto e rispetto. Nel minuto di silenzio in cui ricordiamo le vittime ci sono i loro nomi, i loro volti, le loro vite spezzate”.
Il senatore Paolo Zangrillo a Bergamo“Il 18 marzo 2020 Bergamo era tutta l’Italia – prosegue Zangrillo -. Come Paese riconosciamo che questa è una ferita che riguarda tutti. Non è un invito ad accettare il dolore, ma certe ferite lasciano strascichi che non possiamo ignorare: ci interrogano su quello che conta davvero. Certe ferite impongono responsabilità. Oggi rendiamo omaggio a chi non ha avuto scelta: a chi ha combattuto fino all’ultimo respiro, riconoscendo il coraggio di chi ha scelto di dare una mano. Questo è il messaggio di Bergamo all’Italia: dal dolore si può uscire, ma non da soli”.
10,55 – La parola passa all’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso. “In questi anni abbiamo spesso avuto una memoria labile – dichiara -. Continuiamo a ripetere certi errori. In Lombardia siamo stati capaci di imparare dal dramma e organizzare un sistema che è diventato un punto di riferimento nell’intero Paese. Regione oggi è in grado di garantire una capacità di risposta efficace: la rete di sorveglianza epidemiologica lombarda non ha eguali a livello europeo”.
Bertolaso sul palco10,50 – Dopo il secondo intervento del Quintetto Ottoni del Conservatorio Donizetti, il brano “Ave Maria” di Gilberto Sessantini, sale sul palco il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bergamo, Guido Marinoni. “Si parla sempre poco di quello che è successo durante la pandemia – afferma -. Quando scoppiò l’emergenza sanitaria, ci arrivò addosso una tegola imprevista. La resilienza scattò rapida, si avvertiva la solidarietà dei bergamaschi. Ricordo il sacrificio dei medici, gli operatori che hanno pagato il prezzo più alto”.
“Dicevamo che sarebbe nato un mondo migliore – riflette Marinoni -. La gente ha rimosso molte cose. Viviamo in un mondo in guerra, come ricordare le vittime? La scorsa settimana come Federazione dei Medici abbiamo consegnato il documento “Medici e pace”: non cambierà certo la geopolitica. Ma alle nostre vittime, forse, dobbiamo la pace”.
10,40 – Sul palco il neoeletto presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli. “Il 18 marzo è un appuntamento con la nostra coscienza e con le persone che non sono più tra noi. La pandemia resterà per sempre impressa nella memoria collettiva del territorio bergamasco. Oggi ricordiamo le vittime: non sono numeri o statistiche, ma volti e vite che hanno lasciato un segno nelle famiglie e nelle comunità di cui facevano parte. La nostra provincia ha conosciuto il dolore, ma ha anche dimostrato la sua capacità di rialzarsi”.
L'intervento di Gafforelli10,35 – La prima a salire sul palco è la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali. “Il 18 marzo concretizza la necessità di ricordare affinché quel periodo doloroso si trasformi in responsabilità collettiva – afferma la prima cittadina -. Il Covid fu un fatto sociale totale, un fenomeno che ha inciso in modo pervasivo in ogni aspetto della vita”.
La sindaca Elena Carnevali sul palco“Il rischio pandemico non appartiene al passato – osserva la sindaca -: è necessario mantenere alta l’attenzione su un tema che la comunità scientifica ci indica con sempre maggiore urgenza: il rapido diffondersi di altre malattie infettive e le loro conseguenze impongono di organizzare i sistemi sanitari per poter rispondere con efficacia definendo livelli di allerta”.
10,30 – Dopo il primo intermezzo musicale, a cura del Quintetto Ottoni del Conservatorio Donizetti, è il momento degli interventi istituzionali.
10,25 – La cerimonia si è spostata nel piazzale Famedio, dove risuonano le note dell’Inno di Mameli e della nona sinfonia di Beethoven, inno d’Europa.
10,20 – Una corona di fiori è stata deposta dalla sindaca Elena Carnevali alla lapide in memoria delle vittime.
La sindaca Carnevali depone la corona di fiori10,15 – La riflessione di monsignor Davide Pelucchi, generale della Diocesi di Bergamo: “L’amore è più grande di ogni malattia. A Dio chiediamo la capacità di riconoscere la sua vicinanza per attraversare i momenti più bui della vita”.
La riflessione di monsignor Pelucchi10,10 – Sul sagrato della chiesa di Ognissanti due studenti del liceo Mascheroni hanno letto la preghiera scritta da Ernesto Olivero in memoria delle vittime del Covid: “Tu ci sei, accanto alle persone che muoiono sole. Sole, con a volte incollato sul vetro della rianimazione il disegno di un nipote, un cuore, un bacetto, un saluto”.
La lettura della preghiera degli studenti del Mascheroni10 – Al cimitero è arrivato il senatore Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione. “Bergamo sei anni fa ha offerto una lezione straordinaria – ha detto alla stampa -. Ricordo immagini straordinarie dei medici negli ospedali. Nessuno era preparato di fronte a un’emergenza di questo genere, ma il sistema sanitario italiano ha funzionato”.











