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Bergamo fa squadra per la salute: riparte un nuovo ciclo di “Insieme si può. Insieme Funziona”

Salute e prevenzione tornano al centro dell’attenzione grazie al calendario 2026 del progetto che unisce istituzioni, scuole e volontariato

Bergamo. Si è da poco concludo un anno colmo di risultati positivi per “Insieme si può. Insieme Funziona”, il progetto dedicato alla promozione della prevenzione e della cultura della salute nel territorio bergamasco. Le iniziative realizzate nel corso del 2025 hanno ottenuto un notevole riscontro, sia nella diffusione delle informazioni tra i cittadini sia in termini di partecipazione alle attività. Particolare rilievo è stato dato al coinvolgimento dei più giovani, grazie alla creazione di sinergie efficaci con le scuole.

Prevenzione e diagnosi precoce sono tra gli strumenti più efficaci per contrastare l’insorgenza delle malattie e proteggere la salute delle persone. In un contesto segnato dall’invecchiamento progressivo della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche, diventa sempre più importante diffondere una cultura della prevenzione che coinvolga non solo il sistema sanitario, ma anche la scuola, le istituzioni e il tessuto sociale del territorio.

L’iniziativa è promossa da una rete strutturata di organizzazioni di volontariato attive nell’ambito della salute, che comprende Acp – Associazione Cure Palliative Odv- , Aob – Associazione Oncologica Bergamasca Odv -, Associazione Amici dal Cuore Viola Odv, Associazione Amici di Gabry, Fondazione Artet Onlus – Ricerca su Trombosi, Emostasi e Tumori – e Lilt Bergamo Onlus – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori -. Tra le principali novità dell’edizione 2026 si segnala, sul piano organizzativo, l’ingresso tra i promotori dell’Associazione Federica Albergoni e di Avis Provinciale Bergamo, mentre il coordinamento del progetto è stato affidato al Csv Bergamo Ets – Centro di Servizio per il Volontariato -.

Accanto ai promotori, collaborano numerosi enti e istituzioni del territorio, che hanno concesso il proprio patrocinio, tra cui Ats Bergamo, le Asst Bergamo Est, Bergamo Ovest e Papa Giovanni XXIII, la Casa di Cura Palazzolo, il Collegio dei Sindaci di Bergamo, l’Ufficio Pastorale della Salute della Diocesi di Bergamo, la Fondazione Angelo Custode, From – Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo Ets -, Humanitas Gavazzeni e Castelli, gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi e la Provincia di Bergamo.

“L’esperienza di quattro anni di ‘Insieme si può. Insieme funziona’ ha dimostrato quanto sia importante che le diverse associazioni trovino temi sui quali promuovere azioni comuni. Si rafforzano in questo modo le culture e i saperi di ogni singolo gruppo e le diverse sfumature costituiscono la ricchezza dei messaggi diffusi – commenta Lucia De Ponti, presidente di Lilt Bergamo -. Il tema della salute richiede sempre maggior impegno per sostenere e diffondere la cultura della prevenzione, lo strumento più ‘possibile’ per limitare l’insorgenza delle patologie oncologiche e non solo”.

Su questo aspetto si concentra anche Oscar Bianchi, presidente di Csv Bergamo Ets, che sottolinea come la rassegna rappresenti un esempio concreto di come il lavoro di rete tra associazioni, istituzioni, mondo sanitario e realtà del territorio possa generare valore per l’intera comunità: “Il tema della prevenzione e della promozione della salute riguarda tutti e richiede un impegno condiviso, capace di mettere in relazione competenze diverse e di raggiungere le persone nei luoghi in cui vivono, studiano e lavorano. Per questo il Csv Bergamo ha scelto di esserci e di investire ancora di più in questo progetto, assumendone la regia e rafforzando il ruolo di coordinamento tra le diverse realtà coinvolte. Il volontariato, operando insieme alle istituzioni, può contribuire in modo significativo a diffondere una cultura della prevenzione e della responsabilità verso la propria salute e quella della comunità”.

Alle sue parole si aggiungono quelle di Nicoletta Castelli, direttrice sanitaria di Ats Bergamo, la quale sostiene che progetti come “Insieme si può. Insieme funziona” dimostrino quanto la promozione della salute funzioni al meglio quando nasce dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni di volontariato, scuola e comunità. “Mettere in rete competenze, esperienze e sensibilità diverse permette di portare messaggi concreti e utili nei luoghi di vita delle persone – sostiene Castelli -. Ats Bergamo rinnova con convinzione il sostegno a questa iniziativa, che valorizza l’impegno del territorio e contribuisce a diffondere maggiore consapevolezza sui temi della salute e del benessere.”

Come già detto, il progetto ha la convinzione che la promozione della salute debba partire fin dalle giovani generazioni. Studenti e docenti partecipano attivamente ad alcuni appuntamenti della rassegna, contribuendo alla riflessione sui temi della prevenzione con il loro punto di vista. Quest’anno, inoltre, per la prima volta un convegno di “Insieme si può. Insieme funziona” si terrà negli spazi del polo di Sant’Agostino grazie al public engagement del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università degli Studi di Bergamo, mentre un altro evento sarà ospitato dalla Gamec – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo -, a testimonianza della volontà di aprire il dialogo sulla salute anche a nuovi contesti culturali e sociali.

Le iniziative prenderanno il via lunedì 30 marzo all’Auditorium dell’Isis Guido Galli di Bergamo, in occasione della Settimana nazionale della Prevenzione oncologica, con l’incontro dal titolo “La dieta mediterranea patrimonio UNESCO: perché?”. L’appuntamento metterà in luce non solo gli aspetti nutrizionali ma anche quelli sociali, culturali ed economici legati alla dieta mediterranea. Durante l’incontro saranno coinvolti anche gli studenti dell’Istituto, che presenteranno alcuni piatti ispirati alla tradizione mediterranea.

Nel corso dell’anno il progetto proseguirà con altri quattro appuntamenti dedicati a temi centrali: il 19 maggio 2026 sarà affrontato il valore della donazione di midollo, sangue e plasma; il 30 ottobre 2026 si parlerà di oblio oncologico; il 14 novembre 2026 sarà dedicato all’importanza delle cure palliative precoci; il 21 novembre 2026 si concentrerà sull’informazione e la prevenzione del tumore al pancreas. Gli incontri saranno sempre in presenza e saranno impostati sulla formula del talk show, con relatori di diversa estrazione tra cui medici, insegnanti e studenti, psicologi, rappresentanti della Pubblica Amministrazione e del mondo del volontariato. Tutti gli appuntamenti della rassegna saranno registrati e successivamente pubblicati sul sito e i profili social della rassegna così come su quelli delle diverse realtà coinvolte e sul sito.

“Iniziative come questa – afferma Francesco Locati, direttore generale Asst Papa Giovanni XXIII – portano informazione sanitaria corretta nella comunità, creando occasioni di confronto su temi fondamentali per la salute, anche complessi, come la donazione di sangue e midollo, le cure palliative o patologie difficili come il tumore del pancreas. La prevenzione primaria e secondaria, dagli stili di vita all’adesione agli screening restano tra gli strumenti più efficaci per ridurre l’impatto delle malattie. Negli ultimi anni la nostra azienda sta lavorando molto su entrambi i fronti, aumentando gli slot disponibili per gli screening e promuovendo momenti di informazione e confronto tra operatori e cittadini. Per questo aderiamo con convinzione a questa iniziativa, che offre ulteriori occasioni per dare alle persone – soprattutto ai giovani e a chi è ancora in salute – strumenti e conoscenze per prendersi cura di sé e contribuire alla salute della comunità”.

Il direttore generale dell’Asst Bergamo EstMarco Passaretta afferma, invece, che “Asst Bergamo Est è vicino a ‘Insieme si può. Insieme funziona’ fin dalle prime edizioni e continua a sostenere con convinzione questo progetto perché rappresenta un modello efficace di collaborazione tra sanità pubblica, volontariato, scuola e istituzioni del territorio. In un contesto in cui i sistemi sanitari sono chiamati ad affrontare sfide sempre più complesse iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale costruire alleanze solide tra tutti gli attori che si occupano di salute. La prevenzione, infatti, non può essere considerata soltanto un ambito strettamente sanitario: è un processo culturale che coinvolge la comunità nel suo insieme e che richiede informazione corretta, partecipazione e responsabilità condivisa – continua Passaretta -. È da questa sinergia che nascono percorsi di sensibilizzazione più efficaci, capaci di parlare alle persone in modo chiaro e concreto e di promuovere comportamenti realmente orientati alla tutela della salute. Come Asst Bergamo Est continuiamo a essere al fianco delle associazioni e dei partner che promuovono questa iniziativa, convinti che il lavoro di rete tra istituzioni sanitarie, volontariato e territorio rappresenti uno degli strumenti più efficaci per rafforzare la salute pubblica e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.”

Anche l’Asst Bergamo Ovest ha concesso il patrocinio ed è vicina al progetto, come ricorda la commissaria straordinaria Rosetta Gagliardo: “Quest’anno la nostra Asst ospiterà un convegno sul delicato tema dell’oblio oncologico che rappresenta una conquista di civiltà importante, perché riconosce il diritto delle persone guarite da una malattia oncologica a non essere più definite dalla propria patologia. Parlare di oblio oncologico significa anche ricordare quanto siano fondamentali la prevenzione, la diagnosi precoce e i corretti stili di vita: strumenti che permettono sempre più spesso di curare e superare la malattia. Iniziative come questa hanno il merito di diffondere informazione corretta e di promuovere una cultura della salute che parte dalla consapevolezza, dal territorio e dal coinvolgimento delle nuove generazioni”.

A sostenere il progetto c’è anche Marcella Messina, assessora alla Longevità, Salute e Sport del Comune di Bergamo e presidente del Collegio dei Sindaci Bergamo, che sottolinea l’importanza di questa occasione per rafforzare il dialogo con le giovani generazioni e promuovere una cultura della prevenzione.