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Anche la cura merita rispetto: due panchine viola negli ospedali di Ponte San Pietro e Zingonia

In occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, OPI Bergamo con gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi promuove un’iniziativa di sensibilizzazione

Negli ultimi anni il fenomeno delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti anche nei contesti ospedalieri e territoriali, rendendo necessario rafforzare iniziative di sensibilizzazione e prevenzione.

Per tale ragione, in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che ricorre il 12 marzo, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bergamo (OPI Bergamo) con gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi – Gruppo San Donato ha promosso un’iniziativa per sensibilizzare la comunità sul fenomeno delle aggressioni nei luoghi di cura.

Il messaggio scelto – “Anche la cura merita rispetto” – è stato reso visibile attraverso l’inaugurazione di due panchine viola, colore simbolo della non violenza, presso le due strutture bergamasche del Gruppo San Donato, il Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro e il Policlinico San Marco di Zingonia.

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L’inaugurazione della panchina del Policlinico San Pietro si è svolta mercoledì 11, mentre quella del Policlinico San Marcogiovedì 12, alla presenza dei rappresentanti di OPI Bergamo, del personale sanitario e delle autorità locali.

Le panchine viola rappresentano un segno simbolico ma concreto di sensibilizzazione, un invito alla comunità a riconoscere il valore del lavoro svolto quotidianamente da infermieri, medici e operatori socio-sanitari e a promuovere una cultura del rispetto reciproco nei luoghi di cura.

“La violenza contro gli operatori sanitari non riguarda soltanto la sicurezza dei professionisti, ma il rapporto di fiducia che lega cittadini e sistema sanitario – ha dichiarato Gianluca Solitro, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bergamo -. “Ogni aggressione incrina quella relazione di cura che è alla base dell’assistenza. Per questo è fondamentale promuovere una cultura del rispetto che coinvolga tutta la comunità. La collaborazione avviata con gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi rappresenta un esempio concreto di impegno condiviso e auspichiamo che da questa esperienza possano nascere nuove progettualità con le realtà ospedaliere del territorio. Anche la campagna social promossa sui canali di OPI Bergamo, che ha visto protagonisti direttamente infermieri e infermiere iscritti all’Ordine, ha voluto portare questo messaggio fuori dagli ospedali, coinvolgendo cittadini e comunità in una riflessione più ampia sul valore e sulla tutela delle professioni sanitarie”.

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“La violenza nei confronti degli operatori sanitari non è solo un atto inaccettabile sul piano umano e civile, ma rappresenta anche un ostacolo al buon funzionamento del sistema e alla qualità delle cure” ha dichiarato Francesco Galli, Amministratore Unico degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi. “Per questo è fondamentale alimentare una cultura del rispetto e continuare a promuovere azioni concrete per garantire la sicurezza degli operatori e dei pazienti. Questa giornata e questo evento, a cui abbiamo subito aderito con entusiasmo e convinzione, rappresentano un momento importante di riflessione e di responsabilità collettiva: difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti. E voglio cogliere l’occasione per ringraziare tutto il personale sanitario che lavora nei nostri Ospedali e che svolge il proprio lavoro con professionalità, dedizione e senso di responsabilità, spesso in contesti complessi e ad alta pressione”.

Un segno visibile che invita cittadini e utenti dei servizi sanitari a fermarsi, riflettere e riconoscere il valore del lavoro di chi ogni giorno opera nei luoghi di cura.