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Carburanti alle stelle: gasolio sopra 2,1 euro, benzina oltre 1,9 in tutta Italia

La denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori: toccati i prezzi record di benzina e gasolio

Bergamo. La crisi militare, legata alla guerra da poco scoppiata in Iran, sta avendo effetti immediati sul fronte energia. Le tensioni nell’area del Golfo Persico, importante snodo per il commercio mondiale di petrolio, hanno provocato ripercussioni dirette sui prezzi dei carburanti anche in Italia.

Secondo l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori, basata sui dati medi diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i prezzi alla pompa hanno superato soglie significative. Persino le ultime regioni che fino a ieri riuscivano a mantenere la verde sotto la soglia di 1,8 euro – vale a dire Marche, Lazio e Umbria – hanno registrato nuovi rialzi e oggi si sono allineate al resto d’Italia.

Le autostrade restano le aree più costose. Qui il gasolio raggiunge una media di 2,105 euro al litro, mentre la benzina tocca 1,910 euro. Di spicco, tra i territori con i prezzi più alti, è Bolzano, dove il gasolio arriva a 2,081 euro e la benzina a 1,866 euro. Seguono, la Calabria con 1,851 euro e Basilicata con 1,850 euro. Per quanto riguarda il diesel, il Friuli Venezia Giulia si colloca in una posizione di rilevanza con 2,069 euro; non manca la Provincia di Trento, con 2,064 euro.

“È evidente che le accise andavano ridotte senza aspettare un mese per accertare la maggiore Iva incassata. L’escalation dei prezzi si sta già trasferendo sui prodotti ortofrutticoli, specie quelli provenienti dalla Sicilia, con un rialzo talmente abnorme che abbiamo presentato ieri un esposto all’Antitrust per verificare se vi sono dei rincari anomali in violazione del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, intese restrittive della concorrenza o abusi di posizione dominante” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Al momento non emergono segnali concreti per un rallentamento dell’ascesa dei prezzi: le tensioni restano alte a causa delle possibili escalation militari o sanzioni, che potrebbero ulteriormente comprimere l’offerta di petrolio. L’azione del governo italiano, come spiegato giorni fa dalla presidente Giorgia Meloni, è giunta con l’avvio di una serie di interventi per cercare di ridurre al minimo l’impatto del conflitto internazionale sui cittadini.

prezzi carburante unione nazionale consumatori

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