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Election Day in Provincia: Gafforelli-Gandolfi, alle urne quasi tremila amministratori

Dalle 8 di domenica 15 marzo seggi aperti alla Cittadella dello Sport. In gioco i prossimi 4 anni al vertice di via Tasso: il peso dei grandi Comuni e le visioni non così diverse dei due candidati

Bergamo. Una sfida di numeri, non di popolo: il destino di via Tasso è nelle mani di pochi con un meccanismo che rende alcune schede più importanti di altre. Oggi, domenica 15 marzo, si vota per eleggere il nuovo presidente della Provincia di Bergamo.

Alle urne non sono chiamati i cittadini, ma gli amministratori: è l’effetto della Legge Delrio del 2014, che ha abolito il voto diretto declassando l’istituzione a ente di secondo livello. Tra sindaci e consiglieri comunali, a decidere chi guiderà la Provincia nei prossimi quattro anni saranno 2.928 elettori di 240 Comuni bergamaschi. Sono esclusi i due commissariati, entrambi nell’ultimo mese, Valbondione e Sarnico (i consiglieri di Montello possono invece votare perchè non è ancora scaduto il termine dopo le dimissioni della sindaca Borali).

Il sistema elettorale si basa sul voto ponderato: la preferenza di ogni amministratore vale di più o di meno in base alla popolazione del Comune che rappresenta. Il meccanismo divide i Comuni in sei fasce in base al numero di abitanti: l’indice di ponderazione è di 10 per i paesi fino a tremila abitanti (Fascia A) e di 331 per quelli sopra i centomila, solo Bergamo nel caso orobico (Fascia F).  In sostanza, la scheda dei 33 elettori di Palazzo Frizzoni vale oltre 30 volte di più di quella del sindaco di un paese che conta meno di tremila residenti.

A parte il capoluogo – che, lo abbiamo capito, ha il suo peso – tutti gli altri grandi Comuni della provincia sono però governati da maggioranze di centrodestra. Tra questi, Treviglio (17 elettori) è l’unico che supera i 30mila abitanti. La fascia più ‘popolosa’ è la C, quella dei Comuni tra 5mila e 10mila abitanti, che rappresenta circa 380mila bergamaschi. Quella più ‘rappresentata’ numericamente è invece la A, quella dei piccoli borghi, con 1.262 tra sindaci e consiglieri comunali.

Le previsioni restituiscono l’ipotesi di un vero e proprio ballottaggio tra i due candidati: Gianfranco Gafforelli, sindaco di Romano di Lombardia, rappresenta il centrodestra unito ed è già stato presidente della Provincia tra 2018 e 2021; Pasquale Gandolfi, sindaco di Treviolo, è l’attuale inquilino di via Tasso ed è anche il presidente dell’Upi, l’Unione delle Province Italiane.

Qualche giorno fa li abbiamo intervistati, ponendo a entrambi le stesse domande: dalla Bergamo-Treviglio alla Paladina-Sedrina, passando per il ruolo delle Province e la gestione degli edifici scolastici per arrivare agli interventi per contrastare lo spopolamento. Sono emerse due visioni non così distanti, con punti in comune su diversi fronti. Come l’autostrada Bergamo-Treviglio, opera che entrambi – seppur riconoscendo la necessità di rivedere il collegamento tra città e pianura – osservano con perplessità delegando la responsabilità a Regione Lombardia.

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In una campagna elettorale piuttosto piatta, lo scontro politico si è acceso solamente sul parere negativo dell’ente alla possibilità di istituire sul territorio seggi decentrati per favorire la partecipazione al voto degli amministratori dei territori marginali. Un rifiuto, dettato da ragioni tecnico-normative, che ha infiammato il centrodestra, compatto nel criticare l’amministrazione provinciale e imputare a Gandolfi di voler “arroccarsi in un palazzo impaurito dall’esito del voto”.

I seggi saranno aperti dalle 8 alle 20 negli spazi della Cittadella dello Sport di via Monte Gleno a Bergamo. Un anno e mezzo fa, alle elezioni del consiglio provinciale emersero chiari rapporti di forza: la coalizione di centrodestra ottenne oltre 45mila voti ponderati, mentre lo schieramento “Democratici e civici per la Bergamasca” si fermò a 32mila. L’incarico dell’organo scadrà il prossimo 29 settembre.

Eppure la partita appare aperta. In questo gioco di numeri, ogni voto ha un peso: più che quelle degli elettori con tessere di partito in tasca, a risultare decisive potrebbero essere le schede degli amministratori civici. Subito dopo la chiusura dei seggi inizierà lo spoglio e già in serata arriverà l’esito delle urne, con nuovi (o vecchi) equilibri politici che guideranno la Provincia di Bergamo fino al 2029.

palazzo provincia via tasso bergamoIl Palazzo della Provincia in via Tasso