Il presidio dei rider a Bergamo: “È il momento di dire basta: siano garantiti diritti e tutele”
Una trentina di lavoratori hanno partecipato alla manifestazione organizzata nel pomeriggio di sabato 14 marzo nell’ambito della Giornata di mobilitazione nazionale promossa dalla Cgil
Bergamo. Quando ogni giorno, per più di 10 ore, scendono in strada per le consegne, non è certo la pioggia a fermarli. E l’acqua non gli ha impedito neanche di scendere in piazza per manifestare e rivendicare un lavoro dignitoso.
Per la Giornata di mobilitazione nazionale indetta dalla Cgil, nel pomeriggio di sabato 14 marzo una trentina di rider si sono ritrovati in piazza Pontida per dire basta allo sfruttamento nel settore del food delivery. “Questi lavoratori – spiega Ayman Bourrai, sindacalista della Nidil Cgil di Bergamo – lavorano oltre 70 ore a settimana, dal lunedì alla domenica, e sono pagati solo per parte di questo orario. Deliveroo e Glovo per anni hanno sfruttato questi lavoratori: è il momento di dire basta”.
Secondo le stime del sindacato bergamasco, i rider attivi tra città e provincia sono più di 500. L’85% sarebbero extra comunitari, provenienti soprattutto da Pakistan e Afghanistan, ma anche da Bangladesh, India, Iran, Nigeria, Senegal e Marocco.
La protesta in tutta Italia mira a ottenere l’applicazione del Contratto nazionale Merci e Logistica per garantire ai fattorini ferie, malattia, tredicesima e maggiore sicurezza sul lavoro. “Chiediamo un contratto nazionale siglato dalle sigle sindacali più rappresentative e non da sindacati pirata.- continua Bourrai -. Ma anche un inquadramento giusto e full time per garantire la paga effettiva, oltre che i diritti e le tutele conseguenti alla subordinazione”.

L’assemblea dei rider in piazza Pontida è durata circa un’ora. “Un confronto sui temi attuali per iniziare un percorso di mobilitazione che possa arrivare a migliorare le loro condizioni”, conclude il sindacalista.







