“Qui Vicino”, il pane realizzato con farine del territorio e venduto per uno scopo sociale
Pane, pizze, torte ed ostie: tutti prodotti con il marchio Qui Vicino. Realizzati con farine del territorio lombardo, parte della vendita di questi prodotti va all’Hospice di Borgo Palazzo e all’Associazione Cure Palliative
In un’epoca in cui tutto pare abbia un valore solo economico c’è un pane realizzato con farine del territorio che ha un valore sociale. Uno scopo sociale.
“Qui Vicino” è il nome di questa iniziativa promossa da Aspan, l’associazione dei panificatori bergamaschi, e da Ascom Confcommercio. Un marchio che contraddistingue un pane prodotto con farine derivanti da grano coltivato esclusivamente in Lombardia. L’obiettivo è quello di portare in tavola un prodotto genuino e allo stesso tempo riconoscere ai coltivatori locali la loro professionalità. “Farine coltivate e macinate con criteri precisi che racchiudono dei valori di prossimità, ecosostenibilità e tutto quello che è l’ESG (un acronimo per Environmental, Social, and Governance ossia Ambientale, Sociale e di Governance), – spiega Massimo Ferrandi, presidente dell’Aspan.
Di per sé un progetto di tutto rispetto in un tempo in cui il rispetto della Terra ha un valore etico altissimo. A questo si aggiunge uno scopo sociale. “Non si tratta solamente di un pane, è un modo per restituire qualcosa sul territorio, qualcosa che rimanga a livello sociale. Infatti, una parte dei proventi della vendita del pane Qui Vicino verrà destinata a una causa sociale” puntualizza Aurora Minetti, presidente di Grossisti alimentari Ascom Confcommercio Bergamo.
Il marchio Qui Vicino si allarga e comprende oltre al pane, anche pizze e ostie. Una parte dei proventi quest’anno andrà all’Associazione Cure Palliative e all’Hospice di Borgo Palazzo. Lanciato alcuni mesi fa, questo progetto ha coinvolto decine di panificatori, ristoratori, piazzaioli, pasticceri. Per riconoscere se è un prodotto “Qui Vicino” basta cercare la vetrofania oppure l’espositore vicino alla cassa dove viene illustrato il progetto o, ancora, nei talloncini posti vicino al banco vendita.
Per prendere parte a questo progetto basta consultare il sito di Aspan. “Mi auguro che arrivi sempre di più il messaggio: non necessariamente è impossibile far del bene, faticando e basta, lo si può fare anche attingendo a dei prodotti che noi consumiamo, utilizziamo già, l’importante è che siano prodotti che abbiano un senso” evidenzia Minetti.
“Non si tratta di farine diversissime che implicano cambiamenti e stravolgimenti nella metodologia, in realtà sono farine che portano con sé dei valori ed una restituzione immediata sul territorio – conclude Ferrandi -. Cambiare si può e lo si può fare partendo da noi stessi, senza aspettare che ci sia necessariamente qualcun altro che lo faccia per noi. Si può partire da Qui vicino, quindi come questo pane, come questo brand e utilizzarlo per un fine anche sociale molto nobile”.

