La presentazione
La storia di Medea Colleoni: il nuovo romanzo di Paolo Aresi
Venerdì 13 marzo in via Rocca 5 avrà luogo l’esordio del libro “Pettirosso che miri i miei occhi – Medea, un diario d’amore”, in occasione dei 550 anni dalla morte del condottiero Colleoni
Bergamo. Venerdì 13 marzo nella sala Rina Virgillito di via Rocca 5, su iniziativa dell’associazione Lettura e Cultura, viene presentato il romanzo scritto da Paolo Aresi: “Pettirosso che miri i miei occhi – Medea, un diario d’amore” (Lubrina Bramani Editore). L’autore ha realizzato il libro in forma di diario, come se fosse stato scritto dalla stessa fanciulla, morta a soli quindici anni.
Il romanzo presenta una ricostruzione storica di ambiente e di personaggi e pure cerca di comunicare i sentimenti, i pensieri della protagonista. Che persona era Medea, quali i suoi amici, chi era sua madre? Perché Medea non era figlia della consorte del Colleoni, Tisbe. Era nata da un’altra relazione, come cinque altre figlie (su otto in totale) del Colleoni. Venne accolta nella famiglia, esattamente come tutte le altre: in quella seconda parte del Quattrocento esisteva molta tolleranza rispetto a queste situazioni, che venivano accettate con naturalità.
L’opera letteraria è stata voluta dal Luogo Pio Colleoni, dalla pro loco e dal Comune di Cavernago, dall’associazione Pianura da Scoprire e da Terre Colleonesche per ricordare un aspetto importante e particolare della vita del condottiero, di cui sono ricorsi i 550 anni della morte. Medea è protagonista, l’opera rappresenta il suo diario, che lei ha scritto negli ultimi mesi di vita, mesi particolari perché hanno portato nelle sue giornate un evento straordinario: un grande amore, impetuoso come sono gli amori degli adolescenti. L’amore travolgente per un giovane pittore, Francesco, venuto da Santa Croce, in Val Brembana, come altri giovani di quella contrada. Francesco Santa Croce arriva in pianura attirato a dalla fama del principe, il grande condottiero Bartolomeo Colleoni, uomo di guerra e di
pace, promotore di tante realizzazioni sul suo territorio, comprese opere d’arte e di architettura. È il principio di maggio del 1469 quando Medea annota sul suo quaderno la prima visione del giovane pittore, nel viottolo vicino al castello, tra i campi di grano e di miglio. È un amore immediato, fortissimo, che non lascia scampo. Ed è l’avvio di una vicenda drammatica, perché la figlia di un così celebre condottiero non può certo andare in sposa a un giovane plebeo.
Medea racconta del suo amore, delle sue angosce. Del pettirosso che viene a trovarla in quel radioso maggio nella sua stanza di Malpaga. Delle corse a cavallo attraverso la campagna di Martinengo e Ghisalba, delle passeggiate sul fiume, delle lezioni di magister Cornazzano, precettore delle ragazze e biografo ufficiale di Bartolomeo Colleoni. E poi ancora racconta dei giochi alla sera nel cortile, delle preghiere, dei sensi di colpa, dei progetti per fuggire via, lontano, insieme al suo giovanissimo amore.
Paolo Aresi è uno scrittore conosciuto, che ha all’attivo diversi romanzi. La sua ispirazione è sempre oscillata tra la narrativa fantastica (fantascientifica, ha vinto anche un Premio Urania nel 2004 con “Oltre il Pianeta del Vento”) e realistica e alcune sue opere sono state ambientate proprio nella nostra terra (“Bergamo dell’altro ieri”, “La vita a pedali”).

