Il punto
|Corsi ai docenti e 500 studenti intercettati ogni anno: i meccatronici bergamaschi entrano nelle scuole e si formano in casa i lavoratori del futuro
Il progetto “@ Scuola con i meccatronici” sta dando risultati tangibili: coinvolti quattro istituti della provincia, le attività spaziano dalle visite aziendali agli interventi in classe, ma passano anche da donazioni e sostegno per l’ammodernamento dei laboratori
Come espressione di alcune delle migliori eccellenze del mondo produttivo bergamasco, il settore meccatronico è impegnato ogni giorno in una doppia sfida: da un lato quella dei mercati, sempre più ardua e complicata in virtù di un contesto di incertezza che non accenna a trovare pace, e dall’altro quella altrettanto tosta rappresentata dalla necessità di avere forza lavoro nuova e soprattutto preparata in termini di conoscenze e competenze.
Ed è proprio da questa impellenza che nell’autunno del 2021 è nata l’iniziativa “@ Scuola con i meccatronici”, progetto che il Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo ha avviato “adottando” l’Istituto Professionale Cesare Pesenti di Bergamo, con l’obiettivo di essere protagonista di un cambio di prospettiva: portare l’imprenditore a scuola, affiancando studenti e insegnanti e aggiornandoli sulle ultime tecnologie disponibili in momenti formativi e di contaminazione di impareggiabile valore.
Un modo per portare la storica vicinanza che il mondo confindustriale bergamasco ha dimostrato di avere per gli istituti della provincia a un livello superiore, scambiando visioni, proponendo percorsi specifici, salendo in cattedra e aiutando in prima battuta proprio i docenti nella costruzione dei programmi didattici: “Non è una caratteristica tipica solo del nostro gruppo merceologico – conferma Massimiliano Cacciavillani, Ceo della Lovato di Gorle e titolare della delega all’Education per i Meccatronici di Confindustria Bergamo – Siamo partiti poco meno di cinque anni fa, sotto la presidenza di Giorgio Donadoni, selezionando il Pesenti come istituto pilota di questa iniziativa: una scuola che in quel momento aveva forse più bisogno di un sostegno rispetto ad altre, ma dal grande potenziale. Abbiamo sottoscritto un’intesa pluriennale, ponendoci degli obiettivi chiari”.
Cinque, sostanzialmente, le direttrici lungo le quali si è sviluppato il progetto: “Li abbiamo innanzitutto aiutati ad ammodernare i laboratori, dove gli studenti possono svolgere esercitazioni pratiche – spiega Cacciavillani – Come? Tramite donazioni effettuate dai nostri iscritti e con consigli per gli acquisti di macchinari di ultima generazione che potessero essere funzionali alla preparazione dei ragazzi. Poi siamo passati alla formazione dei docenti: senza alcuna velleità di sostituirci ai professori, crediamo che un docente informato e aggiornato sulle ultime tecnologie può essere più d’aiuto per i ragazzi e alcune criticità si comprendono solo frequentandosi. Gli altri punti cardine del programma sono le porte aperte in azienda, la presenza delle imprese partecipanti agli open day scolastici e gli interventi degli imprenditori in aula, tra lezioni di natura tecnica e interventi motivazionali che possano essere da stimolo e ispirazione”.
Un modello di immediato successo che nel giugno 2024 ha voluto toccare con mano anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: “Il collegamento tra scuola e impresa è necessario e importante – aveva detto di fronte alla platea di studenti e insegnanti – La scuola non deve dare solo basi culturali importanti, ma anche quella formazione per consentire al giovane di avere tutti gli strumenti per inserirsi rapidamente e con successo nel mondo del lavoro. Lo scambio tra privato e pubblico, tra impresa e scuola deve essere sempre più incentivato: la scuola del futuro non dimentica la cultura ma dà centralità al lavoro. La mia visione di scuola è incentrata sulla persona dello studente, sulle sue potenzialità e talenti. Per questo è molto importante, per essere coerenti con questa visione, da una parte l’orientamento, che deve partire dalla scuola media, ma soprattutto far sì che l’istruzione tecnico-professionale sia un percorso di serie A e non, come spesso è inteso, come di risulta. Quando leggo che entro il 2027 rischiamo di non riuscire a coprire il 47% dei posti di lavoro che il mondo dell’impresa ci richiederà , mi preoccupo per i giovani e per le aziende che perdono competitività. Il compito della scuola è individuare i talenti, valorizzarli e metterli in contatto con le esigenze del mondo del lavoro.
La consapevolezza di aver messo in campo un’iniziativa che potesse concretamente aiutare la crescita del territorio, ha spinto il Gruppo Meccatronici ad ampliare il progetto, coinvolgendo altre realtà ben distribuite sul territorio: da qui il coinvolgimento dell’ISISS Valle Seriana a Gazzaniga, l’IIS Turoldo di Zogno e l’IS Archimede di Treviglio: “A ogni istituto abbiamo abbinato un imprenditore col ruolo di referente (rispettivamente Federico Clemente di Itema, Stefano Scaglia di Indeva e Gianfranco Colombo della Colombo Filippetti), con il continuo supporto della struttura di Confindustria – prosegue Cacciavillani – Vogliamo coinvolgere sempre di più gli istituti per dare ulteriore slancio all’iniziativa: loro segnalano le rispettive necessità, noi portiamo le nostre conoscenze per consigliare gli interventi migliorativi”.
Non mancano risultati tangibili: “Al Pesenti abbiamo avuto cinquanta iscritti in più – sottolinea il Ceo di Lovato – Magari non tutti attirati dal nostro progetto, che però ha sicuramente esercitato un potere attrattivo. La collaborazione con le aziende aiuta anche da quel punto di vista: gestire l’organizzazione su quattro istituti non è semplice, però a livello territoriale sarebbe interessante anche andare a coprire la zona a Est della provincia. Sono una trentina le aziende che ogni anno si impegnano nel progetto e notiamo un grande coinvolgimento degli imprenditori, che si prestano sempre a fare interventi in aula e donato macchinari: alcune mantengono l’impegno in modo pluriennale, altre si alternano nel tempo e nuove se ne aggiungono. È ormai lampante agli occhi di tutti che se i ragazzi a scuola studiano nozioni vecchie e si interfacciano con strumenti non più attuali non si possono preparare nel modo corretto, con conseguenze immaginabili. Ognuno di noi nella sua azienda porta avanti programmi di formazione specifica in base alle rispettive esigenze, ma avere un ragazzo aggiornato accelera il processo di inserimento”.
Lato studenti sono oltre 500 quelli interessati ogni anno dal progetto, protagonisti di visite in azienda, project work di Formazione Scuola Lavoro e lezioni di esperti: a questo si aggiunge l’azione trasversale che il Gruppo Meccatronici porta avanti in parallelo a favore dei docenti per il loro aggiornamento e per l’ammodernamento dei laboratori, con l’obiettivo di innalzare la qualità della didattica con ricadute su tutti i frequentatori degli istituti.
“Chi si impegna in queste attività ha sicuramente un vantaggio – conclude Cacciavillani – Crea relazioni proficue e si costruisce maggiori possibilità di attrarre talenti nella propria azienda. È un investimento, anche in termini di tempo, che poi ripaga in termini di riconoscibilità e di capitale umano che viene assunto. In questo momento ci stiamo concentrando sul consolidamento del progetto, ma per il futuro mi piacerebbe riuscire ad ampliare ulteriormente i momenti di formazione per i docenti che organizziamo in azienda”.


