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Cataratta secondaria e glaucoma: al Centro Diagnostico Treviglio trattamenti sempre più mirati con il laser

Grazie alla sua natura non invasiva, l’Nd:YAG laser rappresenta una valida opzione terapeutica in ambito ambulatoriale

Il parco tecnologico per la cura delle patologie oculari del Centro Diagnostico Treviglio, struttura ambulatoriale del Gruppo San Donato in centro a Treviglio, si è recentemente arricchito di un nuovo laser, l’Nd:YAG laser, indicato per risolvere la cataratta secondaria e alcune forme di glaucoma. Trattamento ambulatoriale e non invasivo, oggi l’Nd:YAG laser rappresenta una valida ed efficace opzione terapeutica purché effettuata da specialisti esperti. Ne parliamo con il dottor Nicola Samà, oculista che da molti anni collabora con il Centro Diagnostico Treviglio.

Dottor Samà, di che tipo di laser si tratta?

L’Nd:YAG laser (neodimio:YAG) è un laser a impulsi di energia focalizzata che, in oculistica, viene impiegato per creare piccole incisioni o aperture senza dover ricorrere a una procedura chirurgica tradizionale. Le due applicazioni più diffuse sono la capsulotomia posteriore per la cataratta secondaria e la iridotomia/iridectomia laserperiferica per le forme di glaucoma ad angolo stretto.

Cosa si intende per cataratta secondaria?

Dopo un intervento di cataratta con impianto di lente intraoculare, può capitare che parte della capsula posteriore che sostiene la lente si opacizzi a causa della proliferazione di cellule residua: questo fenomeno è chiamato posterior capsular opacification (PCO) o, più comunemente “cataratta secondaria”. Si manifesta con visione offuscata, abbagliamento e peggioramento della nitidezza, anche anni dopo l’operazione.

Come agisce in questo caso il laser?

Con pochi impulsi il Nd:YAG crea un piccolo foro (o croce) nella porzione anteriore della capsula opacizzata, ristabilendo il passaggio della luce verso la retina. La procedura è ambulatoriale, indolore, dura generalmente pochi minuti e non richiede anestesia generale, solo gocce di anestetico locale. Il miglioramento visivo è immediato o comunque molto rapido.

Passiamo all’altra patologia trattabile con questo laser, il glaucoma ad angolo stretto. Che caratteristiche ha?

Il glaucoma ad angolo stretto (o glaucoma da chiusura d’angolo) è una forma di glaucoma in cui l’angolo irido-corneale — lo spazio tra iride e cornea attraverso cui defluisce l’umore acqueo — risulta anatomicamente ristretto o si chiude improvvisamente. Quando il liquido prodotto all’interno dell’occhio non riesce a defluire correttamente, la pressione intraoculare (IOP) aumenta rapidamente, comprimendo il nervo ottico. Può presentarsi in modo acuto, con dolore oculare intenso, arrossamento, visione annebbiata, aloni colorati intorno alle luci, cefalea, nausea e talvolta vomito, oppure in forma cronica, più subdola, con rialzi pressori intermittenti e danno progressivo del campo visivo. È una condizione potenzialmente grave perché un attacco acuto può determinare un danno irreversibile del nervo ottico e perdita permanente della vista se non trattato tempestivamente. Per questo la diagnosi precoce e il trattamento (spesso con iridotomia laser periferica e/o terapia farmacologica ipotonizzante) sono fondamentali per prevenire complicanze permanenti.

In che modo il laser aiuta a curare questa condizione?

La iridotomia periferica laser crea un piccolo foro nella periferia dell’iride che permette all’umore acqueo di passare direttamente dalla camera posteriore a quella anteriore, riducendo il rischio di aumento pressorio acuto e spesso evitando un intervento chirurgico più invasivo. Anche in questo caso si tratta di una procedura ambulatoriale, rapida e di solito ben tollerata: si applicano gocce anestetiche e, spesso, un farmaco per restringere la pupilla o facilitare la penetrazione del laser; il foro viene praticato nella porzione periferica dell’iride — in genere in una posizione nascosta dalla palpebra o dall’arcata ciliare.