Il Bayern Monaco spadroneggia a Bergamo: sei gol! Atalanta asfaltata
Olise è imprendibile, Gnabry e Luis Diaz fanno il bello e cattivo tempo. Tre gol per parziale per sistemare il discorso qualificazione di fronte a una Dea schiacciata dalla superiorità totale della squadra di Kompany
Bergamo. Un vecchio sport pubblicitario di una nota marca di pneumatici recitava “supremazia tecnologica tedesca”. Slogan che calza a pennello per sintetizzare la serata di Bergamo. Il Bayern Monaco asfalta l’Atalanta, dominando in ogni singolo aspetto del gioco. Tecnico e tattico, fisico e mentale. Certi risultati nel calcio sono frutto anche dell’aleatorio, dell’episodico. Non stavolta. Il tabellone dello stadio espone un 1-6 anche difficile da definire. Che in Champions League si vede di rado, specialmente in un ottavo di finale, in trasferta.
Ma c’è poco da recriminare anche di fronte a un passivo così ampio. Troppo più forti. Profondi all’organico, Sicuri dei propri mezzi, capaci di reagire in ogni situazione. Probabilmente la squadra più forte d’Europa in questo momento. Di fronte, una Dea forse troppo spregiudicata, che ha provato a giocarsela, finendo schiena a terra, travolta da quella macchina perfetta che Vincent Kompany ha costruito e migliorato giorno per giorno.

Le scelte
Raffaele Palladino alla sua squadra chiede coraggio e lo dimostra con una formazione spregiudicata, passando alla difesa a quattro per la prima volta dall’inizio di un match, dopo averla sperimentata già a più riprese a gara in corso. Krstovic e Scamacca sono confermati in tandem dopo l’ottima mezz’ora contro l’Udinese, a discapito di Samardzic, mentre Kamaldeen copre la fascia destra e al centro della difesa vengono scelti Hien e Kolasinac, con Djimsiti inizialmente in panchina.
La buona notizia per la retroguardia nerazzurra è, o meglio, sembra l’assenza di Kane dal primo minuto, sostituito da Jackson: il numero 9 si accomoda in una panchina di star insieme a Musiala, Davies e Goretzka, mentre dall’inizio Kompany opta per Pavlovic vicino a Kimmich e conferma Gnabry sulla trequarti insieme al letale duo di esterni composto da Olise e Luis Diaz.
La partita
Le “notti magiche”, tramutate da Scamacca in “notti bergamasche” iniziano con la sbandierata della Nord e il lenzuolo nerazzurro che copre tutta la Sud. La carica dei 23mila si sente e l’Atalanta prova a rispondere in campo, tenendo il baricentro altissimo per i primi tre minuti e aggredendo ciascuno il proprio uomo a tutto campo: Kolasinac segue Gnabry che arretra fin dentro la propria area. Soluzione preparata, infatti il rovescio della medaglia è che si aprono spazi in cui il Bayern entra con dimestichezza con i continui cambi di posizione e la circolazione veloce di palla: Olise a destra è una spina nel fianco e chiama tre volte Carnesecchi alla parata nel giro di cinque minuti.
Luis Diaz non è da meno e dall’altra parte propizia il corner da cui nasce il vantaggio ospite, con dormita collettiva della difesa nerazzurra che si perde gli uomini e ruota malissimo sulla soluzione rapida del Bayern. Lo svantaggio non abbatte la Dea, che cerca soluzioni sfruttando soprattutto le corsie e le sovrapposizioni dei terzini riempiendo l’area, ma la superiorità tecnica e la mentalità di giocare sempre in avanti dei tedeschi emerge ad ogni azione. E dimostra la dinamica da cui nasce il raddoppio: Upamecano crea superiorità numerica spingendo la palla in avanti e buttandosi dentro l’area. Poi conclude Olise.

La botta stavolta l’Atalanta la sente eccome, tanto che tre minuti dopo Gnabry conclude un’altra azione da manuale che lui stesso aveva iniziato abbassandosi da ultimo uomo come un libero vecchio stampo. Movimenti che fanno girare la testa ad una Dea che ci prova con la forza dei nervi, ma continua a concedere inserimenti centrali prendendosi rischi contro una squadra che guarda sempre e soltanto in avanti. E che arriva a concludere in maniera pulita in almeno dieci occasioni nel solo primo tempo, con tre mezzi miracoli di Carnesecchi e un incrocio colto dal solito Gnabry. Il tutto con Kane e Musiala in panchina. E pure senza Neuer, anche se Urbig i guantoni se li sporca il giusto.
Palladino nell’intervallo cerca di riparare inserendo Djimsiti e togliendo uno Scamacca a dir poco evanescente e molle, mentre dall’altra parte Kompany dà minuti a Musiala al posto di Gnabry e manda in campo Alphonso Davies togliendo Laimer, unico ammonito del primo tempo. Anche con l’Atalanta di nuovo a tre dietro e con i nuovi interpreti nell’attacco bavarese, il monologo ospite riprende con la stessa intensità. E il gol arriva con una ripartenza guidata proprio dal canadese (che uscirà per infortunio pochi minuto dopo) e conclusa da Jackson, il vice-Kane che non fa rimpiangere il titolare, primo ad abbracciarlo mentre si riscalda a bordocampo.
Gl inserimenti immediati di Musah e Ahanor sembrano tentativi quasi disperati, contro una squadra che non si fa scalfire minimamente dai tentativi di Kamaldeen di ripartire in contropiede spesso e volentieri in solitaria, puntualmente murato dalla retroguardia. Altrettanto puntuale è dall’altra parte Olise a pescare il pokerissimo con un sinistro a giro da urlo, mentre il set lo chiude Musiala anticipando la difesa atalantina nel cuore dell’area piccola.
I restanti 23 minuti sono puro esercizio, con i diffidati del Bayern, Olise e Kimmich, che cercano a tutti i costi un cartellino giallo per perdita di tempo per saltare la gara di ritorno tra otto giorni all’Allianz Arena. Ottenendoli. Difficile biasimarli. Encomiabile il tifo nerazzurro, che nella massima difficoltà ringrazia per le splendide notti vissute. Anche quelle da dimenticare per il risultato, come questa. Ad alleggerirla soltanto il tap-in di Pasalic, salutato con una festa da tutto lo stadio, che nel finale saluta con un grande applauso e i cori ai suoi beniamini, come per tutto il resto della partita. Perché “oltre il risultato” non è solo un modo di dire.

Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Marcatori: 12’ Stanisic, 22’ Olise, 25’ Gnabry, 52’ Jackson, 64’ Olise, 67’ Musiala, 90+3′ Pasalic
Atalanta (4-4-2): Carnesecchi; Zappacosta (66’ Bellanova), Hien, Kolasinac (55’ Ahanor), Bernasconi; Kamaldeen (73’ Samardzic), De Roon, Pasalic, Zalewski (55’ Musah); Krstovic, Scamacca (46’ Djimsiti). A disp. Sportiello, Rossi, Kossounou, Bakker, Cassa, Vavassori. All. Palladino
Bayern Monaco (4-2-3-1): Urbig; Stanisic (86’ Guerreiro), Upamecano, Tah, Laimer (46’ Davies) (70’ Bischof); Kimmich, Pavlovic (68’ Goretzka); Olise, Gnabry (46’ Musiala), Luis Diaz; Jackson. A disp. Ulreich, Prescott, Kim, Karl, Kane. All. Kompany
Arbitro: Eskas (Norvegia)
Ammoniti: Laimer (39’) per gioco falloso; Olise (77’), Kimmich (83’) per perdita di tempo; Musah (83’) per comportamento non regolamentare
Espulsi: –
Note: 22.988 spettatori, incasso di € 1.064.080,60. Recupero tempo pt 1’, st 3′

I gol
0-1 Stanisic (12’) – Un tiro di Luis Diaz dopo un’incursione centrale viene deviato in calcio d’angolo. Mentre l’Atalanta è lenta ad assestarsi, il Bayern ne approfitta per battere rapidamente: Olise trova Gnabry con un rasoterra, il numero 7 è solo e ha tutto il tempo di controllare, alzare la testa e mettere un altro passaggio rasoterra centrale su cui arriva Stanisic, che abbandonato dalla difesa deve solo spingere in porta.
0-2 Olise (22’) – Upamecano raccoglie una palla vagante a centrocampo, la mette giù e spinge in avanti difendendola dal diretto avversario. Giunto sulla trequarti allarga per Olise, che punta Bernasconi, si accentra portandosi la palla sul sinistro e lascia partire un colpo di biliardo all’angolino basso alla destra di Carnesecchi.
0-3 Gnabry (25’) – Altra azione da manuale del Bayern, che pesca Olise con un lancio lungo: il numero 17 difende palla su Bernasconi e pesca il taglio centrale di Gnabry che si abbassa e poi scatta in avanti, bruciando un Kolasinac in estremo affanno nel contenerlo e scavalcando Carnesecchi in uno-contro-uno.
0-4 Jackson (52’) – Ripartenza fulminea del Bayern dopo una punizione in favore dell’Atalanta respinta dalla barriera: Alphonso Davies sprinta a sinistra e gioca il pallone al centro dell’area, dove Luis Diaz controlla e smarca di tacco Jackson, preciso col diagonale destro rasoterra a gelare ancora Carnesecchi.
0-5 Olise (64’) – Altra ripartenza spaventosa del Bayern, guidata per vie centrali da Alphonso Davies che poi apre per Olise sul lato corto dell’area di rigore: doppia finta col sinistro per mandare a vuoto Bernasconi e Ahanor e poi mancino a giro telecomandato sul secondo palo a fil di palo.
0-6 Musiala (67’) – Azione sviluppata dalla destra con un pallone in verticale su cui si avventa Jackson, che uno-contro-uno con Hien trova lo spazio per crossare col destro dove Musiala è lesto nell’anticipare due difensori dell’Atalanta a pochi passi dalla porta.
1-6 Pasalic (90+3′) – Ripartenza veloce della Dea con Bellanova a destra che fa il vuoto e pesca il tap-in di Pasalic a centro area.








