La 34ª edizione
|Alla scoperta delle bellezze del territorio: tornano le giornate Fai di primavera
Il Fondo Ambiente Italiano invita la comunità a riscoprire il legame con il patrimonio attraverso le visite a luoghi culturali solitamente inaccessibili
Bergamo. A presentare l’annuale evento organizzato dal Fai nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 marzo è il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che sottolinea quanto sia fondamentale riscoprire le bellezze italiane per prendere consapevolezza dell’immenso patrimonio del Paese: “L’aspetto più bello è che lo facciamo insieme al Fai, ma soprattutto con tanti giovani: 17 mila Apprendisti Ciceroni che accompagneranno molti italiani alla scoperta e riscoperta delle nostre meraviglie nella splendida stagione primaverile”.
Giunte alla 34ª edizione, le Giornate Fai di Primavera si confermano un invito collettivo a rallentare, osservare, ascoltare, oltre che a sostenere concretamente la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico italiano attraverso una donazione libera. In provincia di Bergamo, la Delegazione, il Gruppo Fai Giovani e il Gruppo Fai della Bassa Bergamasca propongono un itinerario con protagonisti Ponte San Pietro, Torre de’ Busi e la Bassa Bergamasca con una speciale visita diffusa: “Sulle tracce dei Galliari” tra Caravaggio, Treviglio, Arzago d’Adda e Dalmine, a cui aggiungere il Mulino Maurizio Gervasoni di Baresi a Roncobello e Palazzo Moroni in città alta.
Le visite si snodano tra i vari Comuni della provincia di Bergamo: Ad Arzago d’Adda si visiteranno la Cappella della Beata Vergine del Rosario alla Cascina Ravagliola e una parte normalmente chiusa dell’antica Pieve di San Lorenzo. A Caravaggio sarà aperta la zona clericale della Chiesa di San Bernardino con il presbiterio affrescato e restaurato nel 2022. A Sforzatica di Dalmine si potranno ammirare gli affreschi della cupola della Chiesa di Sant’Andrea. Infine, a Treviglio, saranno aperte al pubblico la Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Carlo ai Morti e una mostra di bozzetti dei Galliari al Teatro Nuovo Treviglio.
A Torre de’ Busi saranno visitabili il complesso di San Michele Arcangelo, il Castello Fracassetti, la Chiesa di San Defendente e la Chiesa di San Carlo, dove saranno esposti eccezionalmente antichi documenti dell’archivio parrocchiale. Mentre a Ponte San Pietro il percorso si snoderà nel centro storico tra luoghi di arte, fede e memoria: la Pinacoteca Vanni Rossi, la Chiesa di San Marco, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo con possibilità di salire sul campanile, il Museo ArTchivio Smaltoteca, il rifugio antiaereo del Parco delle Rimembranze e la Fondazione Legler, con apertura straordinaria dei suoi archivi.
Un aspetto davvero interessante di quest’edizione è il passaporto Fai, idea esclusiva del Gruppo Fai della Bassa Bergamasca, che trasforma ogni visita in una sorta di caccia al tesoro, con tanto di francobolli adesivi da collezionare. Può essere un modo alternativo, ma divertente, per i visitatori di scoprire e apprezzare il patrimonio locale, mentre i giovani del territorio, dalle scuole di vari indirizzi, contribuiscono attivamente all’evento. A tal proposito, il numero di apprendisti ciceroni che si è raggiunto è di 200, una parte dei quali sono di origine straniera, ma ormai parte integrante del territorio. “Gli appuntamenti delle Giornate di Primavera riguardano anche il mio comune, come opportunità per avvicinarsi alla cultura e alla storia – spiega Matteo Macoli, sindaco di Ponte San Pietro -. È un modo per rafforzare l’identità delle nostre comunità”.
Non è mancato l’interesse da parte del presidente della Provincia, Pasquale Gandolfi, che ha descritto le giornate come un traguardo importante e un’occasione preziosa per scoprire angoli nascosti del territorio bergamasco, e non solo. “il Fai permette ai cittadini di ricordare quanti tesori straordinari ci circondano, per insegnare che il patrimonio culturale è vicino a noi, anche se a volte non ce ne accorgiamo – afferma Gandolfi -. Come provincia sosteniamo le iniziative che promuovono la conoscenza del nostro territorio, che è ricco e articolato”.
I volontari del Fai non mancano di sottolineare quanto sia importante l’apertura di questi luoghi, solitamente inaccessibili: “è un gesto di condivisione e di cura, un’occasione per guardare con occhi nuovi ciò che spesso diamo per scontato. La partecipazione dei giovani – concludono – è creare passione futura, perchè loro sono il nostro futuro.


