Atalanta-Bayern, 53 anni dopo la prima volta: quell’amichevole del ’73 con Scirea e Beckenbauer
Martedì sera sarà la prima sfida ufficiale, ma la Dea e i bavaresi si sono già affrontati al Comunale nel giorno di Sant’Alessandro. Nella rosa nerazzurra c’era anche l’attuale presidente Antonio Percassi, mentre il Bayern aveva mezza nazionale tedesca compreso Uli Hoeness, oggi presidente onorario del club, che segnò il 2-0 finale dopo il vantaggio di Beckenbauer
Barcellona e Real Madrid: check. Paris Saint-Germain e Marsiglia: check. Arsenal e Chelsea: check. Liverpool ed Everton: check. Manchester City e Manchester United: check. Ajax e Club Brugge: check. Borussia Dortmund e RB Lipsia: Check. Eintracht Francoforte e Bayer Leverkusen: check. Più altre, varie, che non abbiamo citato: Stoccarda, Lione, Sporting… In questo decennio da sogno, l’Atalanta si è potuta misurare praticamente con tutte le big europee, o quasi. Ne mancava soltanto una: il Bayern Monaco. Poi ci ha pensato l’urna di Nyon. Una prima volta che è il giusto premio per la rimonta contro il Dortmund ai playoff, verrebbe da dire.
In realtà, però, non è una sfida del tutto inedita. O meglio, lo è se parliamo di gare ufficiali. Ma un precedente tra la Dea e i bavaresi c’è, risale al 1973, per la precisione il 26 agosto. Una domenica, giorno in cui in città si celebra il patrono Sant’Alessandro di Bergamo. Ma di festa ce n’è stata un’altra, all’allora Comunale, alla quale non hanno partecipato tantissime persone, soltanto 5-6mila.
Ai tempi l’Atalanta era una squadra di Serie B, appena retrocessa, il Bayern invece era campione di Germania e dall’anno successivo avrebbe aperto un ciclo di tre Champions League vinte consecutivamente, oltre ad avere in rosa mezza Germania Ovest campione d’Europa del 1972 che sarebbe diventata campione del mondo nel 1974: Franz Beckenbauer e Gerd Müller, Schwarzenbeck, Breitner e Sepp Maier, giusto per citarne alcuni, ma si può spaziare fino a Uli Hoeness, che tra l’altro fa ancora parte del Bayern come presidente onorario dopo aver scritto la storia come massimo dirigente del club per decenni. E che aveva segnato il gol del raddoppio, seguendo al vantaggio del “Kaiser” Beckenbauer. Con in panchina Udo Lattek, uno dei migliori allenatori tedeschi di sempre.
Tutti sono scesi in campo in quella serata bergamasca, anche per una questione economica: se Beckenbauer o Müller avessero disertato, la cifra d’ingaggio versata dall’Atalanta si sarebbe dimezzata, raccontava la Gazzetta dello Sport la mattina del 26 agosto. Una serata estiva (si giocò alle 21:15, ma si iniziò in ritardo) ma che è ricordata come piuttosto fresca, soprattutto a causa della pioggia che era caduta fino a poche ore prima, tanto che sulle pagine dell’Eco di Bergamo del 27 agosto 1973 venne riportata la rabbia del presidente Achille Bortolotti per la scarsa presenza sugli spalti contro una squadra così prestigiosa, dando la colpa in parte anche al meteo. Una partita che cadde a metà tra le due sfide di Coppa Italia contro Vicenza (0-0) e Taranto (4-0), ma in quel momento la sportivamente drammatica retrocessione della stagione precedente aveva lasciato il segno.
L’allenatore era Giulio Corsini, bergamasco, ex vivaio nerazzurro e poi anche in prima squadra, poi tornato da allenatore. Promozione al primo anno, salvezza al secondo, retrocessione al terzo e infine esonero al quarto in B. Al suo posto Heriberto Herrera, che non è riuscito ad andare oltre all’11° posto complessivo, con una rosa composta da giocatori perlopiù di categoria, ma con due nomi che visti a posteriori risaltano.
Il primo, in ordine di prestigio in campo, è il giovane Gaetano Scirea, che al termine di quella stagione sarebbe andato alla Juventus per iniziare il suo cursus honorum. Di fronte quella sera di Sant’Alessandro si trovò Beckenbauer, per una sfida tra i due calciatori che hanno riscritto il concetto di libero — e che, come aveva evidenziato il giornalista Giuseppe Pastore, non si sono mai più incontrati in nessun’altra occasione con club o nazionali.
Il secondo, invece, è un giovane difensore originario di Clusone che era cresciuto a Zingonia e si stava affacciando in prima squadra. Il nome? Antonio Percassi. 53 anni dopo, rivive la stessa sfida da presidente. Anche se contro il Bayern in realtà non era a disposizione: giocarono in gran parte elementi che poi non hanno lasciato chissà quale segno indelebile nella storia nerazzurra.
L’edizione della Gazzetta dello Sport del 27 agosto 1973 raccontava infatti di un “divario tecnico troppo sensibile”. Inevitabile, considerando che il Bayern arrivava alla sfida con già due mesi di allenamenti e in miglior condizione e che, dopo il doppio vantaggio – splendido tiro al volo di Beckenbauer ispirato da Breitner e poi, appunto, assolo di Uli Hoeness – ha di fatto smesso di giocare, concedendo pure alla Dea qualche occasione. Giusto per scaldare i guantoni di Sepp Maier.
La serata è poi finita, come spesso capitava ai tempi, in una cena tutti insieme e scambi di cortesie in un ristorante del centro città. Secondo l’Eco di Bergamo dell’epoca, il direttore tecnico dei bavaresi Robert Schwan aveva anche invitato l’Atalanta e Bortolotti a Monaco per “restituire il favore”, ma quell’amichevole di ‘ritorno’ non c’è mai stata. Per rimettere di fronte le due squadre sono stati necessari altri 53 anni di lunga attesa. Ne è valsa la pena.





