Logo

Temi del giorno:

Imprese femminili: motore in crescita per l’economia bergamasca

Oltre un’impresa su cinque è guidata da donne. Resta bassa la presenza nei ruoli di vertice

Bergamo. Oltre 17.000 imprese guidate da donne, in trend positivo da quattro anni. Resta ancora contenuta la presenza femminile nei ruoli di vertice. Al 31 dicembre 2025 sono 17.478 le imprese femminili attive in provincia di Bergamo, ossia le realtà in cui la presenza di donne negli organi di controllo e nelle quote di proprietà supera complessivamente il 50%. Oltre un’impresa bergamasca su cinque è guidata da donne, dato in linea con quello regionale e nazionale.

Il 2025 si chiude con un risultato positivo per l’imprenditoria femminile, il saldo tra iscrizioni e cessazioni è pari a +78 imprese, un dato che supera le 200 unità se si considerano esclusivamente le cessazioni non d’ufficio. Il risultato deriva da 1.392 nuove iscrizioni a fronte di 1.314 cessazioni complessive. Si tratta di un trend di crescita che si consolida a partire dal 2022 e che trova un’ulteriore accelerazione tra il 2024 e il 2025, con un incremento delle consistenze pari allo 0,8%.

Nel corso del 2025 le imprese femminili attive crescono a un tasso del +0,45%, in aumento rispetto al +0,07% registrato nel 2024. L’area più dinamica è quella urbana con il +1,2%, che segna un’inversione di tendenza rispetto alla crescita nulla dell’anno precedente: la città di Bergamo conta 3.242 imprese e un saldo positivo di 62 unità, seguita da Seriate con 281 imprese, +1 e Alzano Lombardo con 183, -3. Al secondo posto la pianura con lo +0,3%, anch’essa tornata positiva, con in testa Treviglio con 565 imprese, -8, Romano di Lombardia con 324, -1, Dalmine con 281, +4 e Caravaggio con 243, +5. Cresce anche la collina con lo +0,3%, trainata da Sarnico con 208 imprese, -7, Costa Volpino con 176, +5 e Castelli Calepio con 175, +3. L’unica zona in flessione è quella montana con -0,8%, dopo il risultato positivo del 2024, dove Albino con 266 imprese, saldo invariato e Clusone con 183, +10 sono i comuni con più imprese.

Per quanto riguarda i settori economici dell’imprenditoria femminile, rispetto al 2024 si registra un ulteriore rafforzamento dei servizi, che si confermano il comparto prevalente. Al contrario, risultano in diminuzione il commercio, le costruzioni, la manifattura e l’agricoltura. Nel dettaglio, in termini di peso percentuale, le crescite più significative si osservano nelle attività immobiliari con +7,7%, nelle attività professionali, scientifiche e tecniche con il +6,3%, nelle altre attività di servizi con il +5,5% e nelle attività finanziarie e assicurative con il +4,6%. In lieve aumento anche le attività amministrative e i servizi di supporto con il +2,4% e i servizi di alloggio e ristorazione con +1,4%. Le flessioni più marcate interessano invece le costruzioni con -11,9%, la manifattura con -4,7%, il commercio con -3,5% e l’agricoltura con -1,5%.

Quanto alle forme giuridiche, le imprese individuali si confermano la tipologia prevalente, in linea con il totale delle imprese. Seguono le società di capitali, le società di persone, le cooperative, le altre forme e i consorzi. Rispetto al 2024, si registra una crescita delle società di capitali del +1,5% e delle imprese individuali del +0,7%. In flessione, invece, le società di persone, -2,6%, le cooperative, -9,1% e i consorzi, -12,5%. Nel 2025, tra le imprese femminili, il 77,8% è a partecipazione esclusiva di donne, registrando un lieve aumento rispetto all’anno precedente. Il 17,1% presenta una forte partecipazione femminile, ovvero una quota uguale o maggiore del 60% di socie o amministratrici, mentre il restante 5,1% sono imprese a partecipazione maggioritaria femminile. Quanto alla presenza femminile in ruoli di controllo e gestione all’interno dell’insieme delle imprese bergamasche, su un totale di 131.751 persone che ricoprono cariche e qualifiche attive a fine 2025, solo il 27%, ovvero 35.645, erano donne.

Il comparto artigiano femminile, nel 2025, conta 4.877 imprese attive, registrando un lieve aumento del +0,3% rispetto al 2024. La maggior concentrazione si osserva nelle altre attività di servizi, 2.652 unità, seguite dalle attività manifatturiere, 960, dalle attività amministrative e di supporto, 383, e dalle costruzioni, 228.

Le imprese giovanili femminili raggiungono 2.093 unità attive, stabili rispetto all’anno precedente. La maggiore concentrazione si ha nelle altre attività di servizi, 582. Nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, 388 e nei servizi di alloggio e ristorazione, 250. Le imprese straniere femminili ammontano a 2.379 unità attive, segnando un significativo incremento del +4,5% rispetto al 2024. La concentrazione più alta si registra nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, 591; nei servizi di alloggio e ristorazione,426. Nelle altre attività di servizi, 415. Sul totale delle imprese straniere femminili, la maggioranza è extra U.E. -81,3%-, mentre il restante 18,7% proviene da Paesi comunitari. I primi cinque Paesi più frequenti in cui sono nate le imprenditrici individuali bergamasche straniere sono Cina, Romania, Marocco, Albania e India.

Dal punto di vista dell’occupazione, i più recenti dati del Sistan riferiti al 2022 mostrano che in provincia di Bergamo negli studi medici e odontoiatrici, negli studi legali, e nei servizi veterinari si riscontra la maggiore intensità femminile sul totale dei dipendenti, con valori al di sopra del 90%. Oltre il 70% delle donne dipendenti sono occupate in cinque sezioni di attività: manifatturiere, commercio all’ingrosso e al dettaglio, noleggio e agenzie di viaggio, alloggio, ristorazione, sanità e assistenza sociale.