A giugno pronto il centro del riuso: “Struttura all’avanguardia per dare nuova vita agli scarti”
Nella mattina di sabato 7 marzo sopralluogo in via Zanica: i lavori si chiuderanno entro le scadenze del Pnrr. Ruzzini: “La piattaforma comunale sarà un valore aggiunto. Laboratori e workshop per insegnare l’economia circolare”
Bergamo. Un’infrastruttura all’avanguardia che sarà ultimata entro il mese di giugno per donare alla città la prima piattaforma ecologica di proprietà comunale. Dopo il sopralluogo alle piscine Italcementi, nella mattina di sabato 7 marzo l’occhio dei consiglieri si è spostato sul cantiere del nuovo centro del riuso di Bergamo: una volta completata, i cittadini potranno recarsi nella struttura per depositare beni usati, ancora funzionanti e in buono stato, per evitare che diventino rifiuti.
I nuovi impianti stanno sorgendo tra via Zanica e via Cremasca, su un’area di circa 4.900 metri quadrati di proprietà di Unareti, che ha ceduto gratuitamente il terreno all’amministrazione comunale. Individuata nel Pgt come ambito di trasformazione, l’area è stata nel passato recente oggetto di una complessa operazione urbanistica che ha coinvolto il gruppo A2A, l’impresa Vitali e i comuni confinanti di Orio al Serio e Azzano San Paolo.
Il centro avrà una pianta a ferro di cavallo e la copertura sarà dotata di pannelli fotovoltaici e di una parte (circa 130 metri quadrati) di tetto verde, un sistema con fioriture che garantisce sostenibilità ambientale e costituisce un habitat ideale per insetti e uccelli. “I lavori sono a buon punto – annuncia Oriana Ruzzini, assessora con delega al Verde e Ambiente -. Siamo in fase di predisposizione degli impianti: il fotovoltaico è già stato installato, sono stati predisposti gli spazi dove posizionare i compattatori per plastica, legname, carta e per i rifiuti più particolari, come gli oli esausti, che necessitano di un’accortezza maggiore”.
Ad aggiudicarsi la gara di appalto, in forma di accordo quadro, l’impresa Carba Srl di Soncino (Cremona). La direzione lavori è affidata all’ingegnere Antonio Comincini. L’opera è stata finanziata grazie a un contributo di 3,5 milioni di euro, tra fondi Pnrr e risorse provenienti da Cassa Depositi e Prestiti. Grande attenzione è stata alla sicurezza dei futuri utenti: le rampe sono ormai pronte per accogliere le auto e i camion che utilizeranno il centro per sversare i rifiuti nei diversi contenitori.
Una delle innovazioni è proprio l’installazione del fotovoltaico, che produrrà un surplus di energia rispetto al fabbisogno del centro. “Un’infrastruttura all’avanguardia – sostiene Ruzzini -. Ogni residente potrà accedere con una tessera per dare nuova vita a uno ‘scarto’: lo scopo è ridurre il più possibile la quantità di rifiutiche la città produce”.
All’interno del centro ci sarà anche uno spazio condiviso che potrà essere usato come aula didattica per ospitare gruppi di studenti. “Con le scolaresche – osserva l’assessora – si potrebbero trattare i temi dell’economia circolare: organizzare laboratori e workshop per diffondere la cultura green”.
Il cantiere sarà chiuso entro giugno 2026. “La scadenza del Pnrr sarà rispettata – sottolinea Ruzzini -. Il centro del riuso sarà un valore aggiunto per la città”. Fino a oggi la piattaforma di riferimento era infatti quella di Aprica in via Goltara. “A prescindere da come finirà la gara pubblica per la raccolta urbana saremo autonomi con un’innovativa struttura comunale – conclude -. L’operatore utilizzerà la nuova piattaforma secondo i canoni decisi da Palafrizzoni, un valore politico non scontato e non comune nei capoluoghi di provincia”.










