Antiterrorismo
|Il pizzaiolo che voleva colpire Bergamo e i piani per attentati in stadi e chiese: “Non era un lupo solitario”
L’esito delle indagini della Digos di Brescia sul 22enne residente ad Azzano San Paolo arrestato nell’ottobre 2024: parte del gruppo ‘I Pericolosi d’Egitto’, progettava di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico
Le indagini hanno appurato come stesse pianificando attentati terroristici, prendendo di mira stadi e luoghi di culto, progettando di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico e provvedendo al suo auto-addestramento consultando siti internet per la creazione di esplosivi. La Polizia di Stato ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un 22enne di origine egiziana, residente a Azzano San Paolo, ritenuto partecipe di un’associazione con finalità di terrorismo internazionale.
Il soggetto era noto alle forze dell’ordine: il 4 ottobre 2024 le Digos di Brescia e Bergamo avevano eseguito a suo carico una misura di custodia cautelare in carcer e per il delitto di apologia di delitti aggravata dalla finalità di terrorismo con una serie di comportamenti volti a propagandare ed esaltare le attività dell’Islamic State.
L’indagine era scaturita dalle informazioni ricevute dall’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise) che avevano consentito di completare mirati approfondimenti nei confronti dell’indagato, attivo su diversi social e su network virtuali giovanili, manifestando interesse per tematiche jihadiste. Il giovane era impegnato nella condivisione ed esaltazione sul web di contenuti apologetici riguardanti l’I.S., la Jihad Islamica Palestinese e la pratica del martirio. Durante l’indagine era emersa la volontà del giovane di passare all’azione, ponendo in essere condotte violente contro i Kuffar, gli “infedeli” cristiani. Era stata ricostruita un’attività preparatoria finalizzata a colpire una chiesa in via Garibaldi a Bergamo.
Per questi fatti il giovane era stato condannato in primo grado. Le nuove indagini della Digos di Brescia e l’analisi della copia forense dei dispositivi sequestrati al giovane hanno svelato che non era un ‘lupo solitario’, ma operava in sinergia con altre persone coordinandosi nella condivisione di progettualità terroristiche comuni.
Accertata l’esistenza del gruppo su sistemi di messaggistica istantanea “I Pericolosi d’Egitto” e di una correlata associazione terroristica. Per questo motivo la Procura di Brescia ha richiesto al Gip l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 22enne come membro dell’associazione terroristica di matrice islamica denominata “Islamic State Khorasan Province” di stampo jihadista.



