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“Ho creduto di morire”, il racconto shock della 79enne scippata a Romano

A poco più di un mese dall’aggressione Santina Farina guarda avanti. Prossimamente dovrà affrontare altri due interventi al volto

Romano di Lombardia. A poco più di un mese dall’accaduto, Santina Farina, 79 anni, ha appreso la notizia dell’arresto del suo aggressore, il 26enne originario del Burkina Faso. Fatica leggermente a parlare per via delle ferite riportate sul viso, ma con estrema lucidità ricostruisce i drammatici momenti di quel pomeriggio.

“Ho creduto di morire”, ci confessa mentre si dirige verso la sala. “Mi ha strattonata e sono caduta – dice -. Peso 50 chili, mi ha fatto letteralmente volare provocandomi il fracasso facciale. Avevo perso molto sangue, dal volto e dalla bocca. E pensi – aggiunge – non lo avevo nemmeno sentito arrivare”.

Erano all’incirca le 14 di martedì 3 febbraio. Qualcuno, probabilmente attirato dalle urla, allerta i sanitari che accorrono in via Indipendenza, nella zona a sud est di Romano. La situazione è tesa. Poi, la corsa in ospedale.

Santina racconta che, a causa della grande perdita di sangue e dei valori bassi di emoglobina, i medici non hanno potuto somministrarle l’anestesia. In sala operatoria le sono stati applicati 50 punti di sutura in bocca e ha passato due ore e mezza al reparto maxillo-facciale. Il resto del corpo non ha riportato traumi significativi, ma il volto dovrà essere ancora sottoposto a interventi per pulire alcune schegge d’osso e sistemare gli impianti danneggiati.

“Non sono la prima vittima, lui – dice rivolgendosi all’aggressore – l’ha già fatto ad altri e dopo due anni di galera ha ricominciato. E io cosa avrei dovuto fare? Chiudermi in casa? Appena ho potuto sono uscita, anche con indosso la mascherina. In molti mi hanno manifestato la loro solidarietà”.

Nonostante il trauma, Santina assicura di aver già superato quell’episodio e di guardare avanti: “Non sono una persona paurosa. Sono convinta che se deve capitare capita. E a me è capitato. Non mi lascio di certo abbattere. Ciò che mi spaventa, ora, sono gli interventi che dovrò sostenere. Purtroppo – conclude – non abbiamo più la libertà di una volta, ma io voglio riprendere subito la mia vita e andare avanti. Continuerò a vivere come prima, senza fermarmi”.