Elezioni provinciali
|Gandolfi: “Provincia tornata protagonista, messe a terra risorse per 1,1 miliardi. Viabilità, spopolamento e scuole: serve agire di sistema”
L’intervista al presidente uscente che cerca la riconferma a numero uno di via Tasso nell’appuntamento elettorale del 15 marzo: “In questi quattro anni la vera risorsa è stata aver lavorato in modo collettivo senza logiche di partito. Ci sono tante priorità, ma tutte intrecciate: vanno affrontate con uno sguardo d’insieme”
“Sono stati quattro anni di lavoro collettivo dove, a prescindere dalle logiche partitiche, abbiamo davvero agito in modo unitario per gestire le dinamiche complesse e a volte critiche del nostro territorio: questa è stata la vera risorsa e fino all’ultimo consiglio della scorsa settimana non ho mai avuto un voto contrario, al massimo qualche astensione”: parte da qui, da una forte consapevolezza e dall’unità di intenti che ha caratterizzato il suo mandato, il tentativo di conferma di Pasquale Gandolfi alla presidenza della Provincia di Bergamo, che verrà deciso dalle elezioni in programma il prossimo 15 marzo.
Sul tavolo può giocarsi tanti successi, primo fra tutti la capacità di aver messo a terra un miliardo e 150 milioni di euro di risorse che sono state distribuite sul territorio in modo condiviso, perché della gestione collegiale e condivisa ha fatto il tratto distintivo della sua esperienza in via Tasso: “La Provincia deve avere una visione complessiva, non deve essere un ente subalterno a qualcuno – spiega Gandolfi – In questi quattro anni l’abbiamo resa di nuovo protagonista, in particolare al tavolo 2030, abbiamo fatto capire che possiamo avere uno sguardo d’insieme, un obiettivo, e che insieme lo si può raggiungere. Le priorità sono tante, ma tutte intrecciate tra loro”.
Tra queste cita il mercato del lavoro, la viabilità, il trasporto pubblico, la pianificazione territoriale e la gestione delle dinamiche sociali, all’interno di un sistema dove è fondamentale coinvolgere anche il mondo sociale, quello datoriale e quello della formazione.
Oggi, però, l’ente provinciale ha bisogno di un supporto maggiore: “Credo sia fondamentale ridargli dignità: deve uscire dal limbo, come ha detto Mattarella lo scorso novembre a Lecce quando è intervenuto all’Assemblea di tutti i Presidenti di Provincia d’Italia. E questo significa anche arrivare all’elezione diretta del Presidente, tornando a dare la parola ai cittadini, ma è fondamentale che prima la politica prenda il coraggio giusto per dare funzioni e risorse adeguate all’ente provinciale. Oggi noi incassiamo circa 50 milioni da IPT e RC Auto che sono le uniche entrate di tariffe o tasse che arrivano all’ente provinciale. In realtà noi il 50% di queste risorse le diamo a Roma nella gestione del bilancio nazionale. Se rimanessero sul territorio potremmo fare molto di più, nell’ordinario e nello straordinario”.
Entrando più nel dettaglio, sono due i progetti viabilistici che rimbalzano da anni sui tavoli provinciali: da un lato la Bergamo-Treviglio e dall’altro la Paladina-Sedrina.
“Sulla prima ho sempre pensato che avesse un percorso lacunoso, senza posizioni aprioristiche: mi sono sempre rifatto alle valutazioni tecniche, che ci dicono che oggi i volumi di traffico ipotizzati su quella strada sono veramente bassi rispetto ai costi che avrà, ai metri quadri che occuperà e al consumo di suolo che richiederà. E anche per i costi per i cittadini: doveva essere un euro, oggi già pare sia di 2,50, non so a quanto potrà arrivare una volta completata. Ma è giusto anche dire che è un’opera di interesse regionale, che ha voluto Regione Lombardia e quindi si assumerà lei la responsabilità di realizzare o meno un intervento che dal nostro punto di vista presenta criticità importanti”.
Sulla Paladina-Sedrina permane l’attesa per la decisione di Anas di inserirla nel contratto di programma: “Sono entrate altre opere, dalla variante delle Curve della Selva alla Sarnico-Capriolo e fa specie che non ci sia ancora questa che ha un livello di progettazione superiore. Una volta che Anas lo farà, potrà decidere di distribuire i costi di realizzazione su più anni, per circa 70 milioni l’anno che per loro sono gestibilissimi”.
Tema caldo è anche quello relativo alla gestione degli edifici scolastici, che grazie a fondi del Pnrr e del ministero sono stati riqualificati nell’ordine del 25%: “Abbiamo fatto alcuni progetti mirati e specifici per rendere alcune scuole nZEB (a energia quasi zero ndr). Oggi siamo di fronte ad un bivio. A giugno si conclude l’era PNRR che ha portato tante risorse sul territorio che abbiamo utilizzato al 100% rispettando come Provincia tutti i tempi previsti. E parallelamente si conclude anche il contratto ministeriale che metteva a disposizione ogni anno risorse per la riqualificazione delle scuole. Al Governo stiamo chiedendo che vengano prorogate, perché ci rimane ancora il 75% delle scuole sulle quali intervenire e lì ci vanno i nostri ragazzi e di conseguenza il nostro futuro”.
Un’ultima battuta sul tema dello spopolamento dei territori marginali, quelli montani in particolare: “Abbiamo fatto partire un osservatorio della montagna, legandolo a OrobieLab e all’Università di Bergamo, per provare a mettere in atto strategie concrete. Non c’è solo il tema viabilistico, ma tutto deve essere legato anche ai servizi che devono rimanere all’interno delle nostre comunità: dobbiamo fare in modo che gli imprenditori rimangano in quei territori e per farlo è fondamentale avere una viabilità adeguata. Dall’altra parte è fondamentale che la popolazione voglia restare, non solo perché innamorata della montagna, ma anche perché trova la scuola, una piccola struttura commerciale dove fare la spesa, un presidio sanitario che sia degno di questo nome senza dover far 50 chilometri per arrivare al Papa Giovanni. Il miglioramento dei servizi è il tema fondamentale”.
L’intervista completa a Pasquale Gandolfi la trovate nel video d’apertura.

