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Sicurezza al liceo Manzù, sopralluogo della Provincia dopo la richiesta delle famiglie

Sono giunti gli ispettori provinciali al liceo artistico di Via Tasso. Il preside Botti: sono venuti per un “sopralluogo”, ma non so nulla. Però nel frattempo convoca un consiglio docenti straordinario

Bergamo. La sicurezza non è materia di scuola ma resta il tema centrale al Liceo artistico Manzù. Dopo che ben 130 genitori hanno richiesto agli Uffici scolastici competenti di procedere con un’ispezione interna. Preoccupate per la sicurezza dei figli e il clima poco sereno portato alla luce da 34 docenti, le famiglie hanno sollecitato controlli. Le istanze sembrano essere state accolte nella giornata di giovedì 5 marzo, da parte della Provincia.

Il preside Cesare Emer Botti, supportato da 54 figure tra docenti, personale Ata e un rappresentante dei genitori, aveva finora dichiarato di dirigere un complesso scolastico alla cui base c’erano serenità e sicurezza. Nonostante ciò i punti di incongruenza non mancano, se si considera che l’ingegner Botti ha fatto a scaricabarile con Provincia e singoli docenti, mentre le firme di 500 studenti rimarcano l’indisponibilità del dirigente. Ci si chiede, a questo punto, quali siano le conseguenze del “sopralluogo” – come definito dal preside – avvenuto giovedì mattina, unicamente nella sede di Via Tasso, da parte dei funzionari della Provincia. “Non era un’ispezione – sostiene il responsabile del liceo -. Sono venuti a verificare lo stato dell’edificio”. Tuttavia, sembra che i problemi non manchino in sede, mentre per le succursali si aspettano accertamenti.

Preside, non le è stato lasciato alcun commento da parte degli ispettori in seguito a questo accertamento? La risposta è giunta dopo un lungo silenzio: “Li ho visti velocemente. È una cosa interna alla Provincia, dovrebbe sentire loro. Io non so nulla al momento”. Eppure, è stato convocato un collegio docenti straordinario nel pomeriggio di venerdì 6 marzo.

La lettera degli studenti aveva anche posto l’attenzione – come si legge – su un “clima estremamente pesante, di terrore, a scuola, in seguito alla denuncia, diretto sia ai professori sia agli studenti”. Nonostante l’auspicio degli alunni fosse il raggiungimento di un punto d’incontro, pare che siano state inviate lettere di richiamo ai docenti e che Botti abbia richiesto ai bidelli di “sorvegliare” eventuali ritardi di entrata.

Sembra, tuttavia, che le problematiche da poco emerse abbiano radici nel tempo: ne sono esempio le finestre sbarrate stamani, i cui infissi non rispettavano le regole stabilite già da molto prima. Si lamentano, inoltre, le mancanze di strumenti e attrezzature ai fini didattici.

Ora non ci resta che attendere l’evoluzione della situazione, nella speranza che l’aria che si respira all’interno delle mura scolastiche diventi più leggera e che i problemi evidenziati giungano a una risoluzione. Si auspica, infine, che il dirigente sospenda i conflitti instaurati con i suoi collaboratori e studenti, per un futuro di comunicazione e serenità.