La denuncia
|L’influencer detenuto in via Gleno per truffa: “Sovraffollamento e carenza di personale, così il carcere non è rieducativo”
Ivan Szydlik è tra i reseller di orologi di lusso più noti in Italia con milioni di visualizzazioni sui social: è in carcere dal giugno 2024 per truffa aggravata, autoriciclaggio e abusivismo finanziario. La lettera: “Espiata la pena entro in politica”
Bergamo. Trasferito in via Gleno nei giorni scorsi per ragioni di sicurezza, l’influencer Ivan Szydlik, al secolo Ivan Errichiello, interviene pubblicamente sulle condizioni del sistema penitenziario italiano dopo mesi di detenzione trascorsi in diversi istituti.
Tra i reseller di orologi di lusso più noti in Italia, con milioni di visualizzazioni sui social, è in carcere dal giugno del 2024 per truffa aggravata, autoriciclaggio e abusivismo finanziario. Un’indagine della guardia di finanza, coordinata dal pm Carlo Scalas della Procura di Milano, aveva scoperto che lo stile di vita che ostentava sui social in realtà era frutto di una rodata tecnica di raggiro basata su annunci falsi e società fittizie.
Szydlik afferma di aver ormai maturato una conoscenza diretta della realtà carceraria, evidenziando criticità strutturali che, a suo avviso, impediscono al carcere di svolgere una reale funzione rieducativa. “Il carcere non potrà mai essere rieducativo finché detenuti e operatori, compresi gli agenti penitenziari, sono costretti a lavorare e vivere in ambienti angusti e sovraffollati”, dichiara tramite il suo avvocato Giampaolo Marra.
Secondo quanto riferito, anche presso il penitenziario di Bergamo alcune celle arriverebbero a ospitare fino a dieci detenuti, mentre il personale di polizia penitenziaria e sanitario opererebbe spesso in condizioni di forte carenza di organico e con turni particolarmente gravosi. “In queste condizioni diventa difficile garantire sicurezza, dignità e veri percorsi di recupero”, sottolinea.
L’influencer annuncia inoltre l’intenzione, una volta concluso il periodo di detenzione, di avviare un’attività di sensibilizzazione attraverso i propri canali social, sfruttando l’ampia visibilità online per affrontare i temi del disagio carcerario, della prevenzione e dei rischi legati all’uso di sostanze stupefacenti. “Voglio utilizzare le mie milioni di visualizzazioni per parlare ai più giovani delle conseguenze devastanti che derivano dal commettere reati”, afferma.
Szydlik sostiene di aver compreso i propri errori e di voler trasformare l’esperienza detentiva in un impegno concreto a favore della collettività. “Ho capito dove ho sbagliato. Quando uscirò dal carcere voglio dedicarmi agli altri e fare qualcosa di utile”. Infine, annuncia un futuro impegno diretto nella vita pubblica: “Una volta espiata la mia pena entrerò in politica. Sono certo che ce la farò”.


