L’impresa per il sociale
Imprese e sociale insieme per l’inclusione: nasce l’accordo tra Confapi Bergamo e Azienda Isola
Miriam Caprioli e Michele Lamera raccontano come nasce la sinergia tra due realtà diverse, ma complementari e un progetto che si propone di diventare un modello replicabile di cooperazione tra sistema produttivo e rete sociale
Unire il mondo delle imprese con quello del sociale per creare opportunità concrete di inclusione lavorativa: è da questa idea che nasce l’accordo tra Confapi Bergamo e Azienda Isola, unite in una collaborazione che punta a creare un percorso strutturato che combina formazione e collaborazione con le aziende.
Azienda Isola è un’Azienda Speciale Consortile che gestisce servizi alla persona per i comuni dell’Isola Bergamasca e della Bassa Val San Martino e che lavora quotidianamente con cittadini in condizioni di fragilità. Confapi Bergamo è la realtà che rappresenta le piccole e medie imprese della provincia e che ha scelto di caratterizzarsi anche come interlocutore attivo nelle dinamiche sociali locali.
L’obiettivo dell’accordo è favorire percorsi di inserimento professionale per persone in situazioni difficili, grazie a un sistema di accompagnamento che coinvolge aziende, operatori sociali e formatori. Il progetto mira a costruire un percorso graduale fatto di supporto educativo e formazione, in modo da preparare i candidati e le imprese ad affrontare questa esperienza in modo consapevole.
Il soggetto operativo al centro dell’iniziativa è il Consorzio Mestieri, con cui Azienda Isola collabora ormai da diversi anni. Nello specifico, l’unità operativa di Ponte San Pietro seguirà concretamente i percorsi di inserimento e si pone come tramite tra il mondo del lavoro e l’aspetto sociale. Confapi Bergamo organizzerà in parallelo momenti informativi e formativi per le aziende associate, con l’obiettivo di superare timori e diffidenze e far comprendere le numerose opportunità legate all’inclusione lavorativa.
“Vogliamo iniziare ad agire sul nostro territorio, anche perché la conoscenza del nostro territorio ci permette di immaginare soluzioni un po’ cucite su misura, per cui bisogna poterle formare queste aziende. Dobbiamo essere noi, con l’aiuto di Mestieri, a sapere anche che tipo di soggetti proporre a queste aziende che decidono di mettersi in gioco per la prima volta.” afferma Miriam Caprioli, riguardo i risultati attesi. Aggiunge Michele Lamera: “L’altro aspetto che vale la pena sottolineare è che, essendo pionieri, ci auguriamo che questo percorso, in cui diversi stakeholder del territorio con diverse sensibilità, affinità e mission possono collaborare, possa essere un esempio, una best practice da seguire. Riteniamo che un tessuto sociale aperto, propositivo e positivo possa generare ricadute concrete e favorevoli sull’intero territorio, sulle comunità e, soprattutto, sul sistema delle imprese.”
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