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“Ero il nonno della compagnia, ma ce l’ho fatta”: Ermenegildo, dalla poliomielite alle Paralimpiadi

A 72 anni, ex medico oncologo e atleta paralimpico, Ermenegildo Arnoldi racconta la sua esperienza a Torino 2006 nello sci di fondo. Tra allenamenti tardivi, gare internazionali e il ruolo da presidente della PHB, la sua storia è un esempio di resilienza e passione, mentre l’Italia si prepara a vivere Milano-Cortina 2026

Manca poco all’inizio delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026: si parte il 6 marzo con la “Cerimonia di apertura” all’Arena di Verona e si chiuderà il 15 marzo allo Stadio del Ghiaccio di Cortina. Tra le storie che hanno segnato il movimento paralimpico bergamasco c’è quella di Ermenegildo Arnoldi, 72 anni, in passato medico oncologo, atleta e presidente della PHB (associazione bergamasca che sviluppa la pratica sportiva per persone disabili, ndr).

Arnoldi, originario della Val Taleggio e residente a San Pellegrino Terme, ha partecipato alle Paralimpiadi di Torino 2006 nello sci di fondo, nella specialità sitting, riservata ad atleti con disabilità agli arti inferiori. In questa categoria, gli atleti sciano seduti su uno slittino speciale, spingendosi con le racchette e usando principalmente la forza della parte superiore del corpo. La poliomielite, contratta a cinque anni, gli ha lasciato esiti permanenti agli arti inferiori, ma senza impedirgli di gareggiare a livello internazionale.

“Sono arrivato tardi allo sport – racconta Ermenegildo – avevo quasi 40 anni quando ho cominciato. All’inizio non pensavo certo alle Paralimpiadi, facevo solo sci nordico e handbike per divertimento. Ci sono voluti 12 anni dal mio primo allenamento per arrivare a Torino. Ero il nonno della squadra”.

Il percorso per arrivare alle Paralimpiadi non è stato semplice: “Quando abbiamo iniziato a partecipare alle prime gare nel 2002/2003, ci siamo trovati a confrontarci a livello nazionale. Da lì sono partite le selezioni per Torino 2006. È stato emozionante entrare nel gruppo: sapevo che stavo per vivere qualcosa di unico”.

Generico marzo 2026

A Torino Arnoldi ha gareggiato nei 5, 10 e 15 km : “Non avevo aspirazioni di podio. Il miglior risultato è stato un  18° posto, ma l’esperienza è stata incredibile”. La settimana trascorsa al villaggio olimpico di Sestriere, tra atleti di tutte le discipline e nazionalità, con la cerimonia di apertura e quella di chiusura, resta un ricordo indelebile: “È stato tutto molto emozionante. E poi i tifosi… quelli venuti da San Pellegrino su un pullman. È stato un momento che non dimenticherò mai”.

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Oltre all’attività sportiva, Arnoldi ha guidato la PHB come presidente dal 2002 al 2006/2007, contribuendo a far crescere il movimento paralimpico in Italia. Tra le principali iniziative sotto la sua guida: l’organizzazione dei Campionati Italiani di sci nordico e alpino, dei Campionati Italiani di nuoto a Bergamo, la partecipazione di atleti handbike alla maratona di New York e alcune gare di tennis tavolo e tiro con l’arco. “Tante discipline, tanti impegni, ma con l’aiuto dei volontari tutto era possibile. Le soddisfazioni sono state immense”.

Guardando al presente, Arnoldi nota quanto sia cambiato il mondo paralimpico: “Oggi gli atleti hanno molte più possibilità di allenarsi, anche entrando nei corpi militari. Ai tempi, lavorando, era difficile anche solo partecipare a certi eventi.  Ma l’emozione di esserci, di far parte di qualcosa spesso considerato ai margini, è stata unica”.

Per lui, le Paralimpiadi restano un simbolo di inclusione e di relazioni: “È bello vedere gli atleti, le amicizie, il contatto con le persone. Spero che questo sport continui a migliorare la qualità della vita di chi vi partecipa”.