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Amore tra narrazione e psiche. Da Romeo e Giulietta alle neuroscienze

Un incontro che esplora il tema dell’amore mettendo in dialogo narrazione, psicologia e neuroscienze tra letteratura, cinema e scienza

Esiste esperienza più universale e al contempo più complessa dell’amore? Forza generativa che attraversa epoche e culture, l’amore ha ispirato poesia e filosofia, orientato scelte individuali e collettive, plasmato identità e destini. A questo tema, tanto familiare quanto enigmatico, è dedicato l’incontro pubblico “Amore tra narrazione e psiche. Da Romeo e Giulietta alle neuroscienze”, in programma venerdì 6 marzo alle ore 20.30 presso la Sala Blu dell’Oratorio di Zogno, a ingresso libero.

Protagonisti della serata saranno il Dott. Gabriele Zanardi, Psicologo, Psicoterapeuta e Neuropsicologo di Brain&Care, e lo sceneggiatore Mario Ruggeri: due prospettive differenti e complementari che guideranno il pubblico in un percorso che intreccia scienza e racconto, laboratorio e palcoscenico, sinapsi e costruzione narrativa.

L’iniziativa si presenta come un momento scientifico e culturale di alto valore divulgativo, pensato per offrire alla comunità uno spazio di riflessione autentica sui grandi temi dell’esistenza: il legame, il desiderio, la scelta, la promessa, la perdita. Perché l’amore non è soltanto un’esperienza privata; è un fenomeno relazionale e sociale che struttura identità, modella comportamenti, fonda famiglie, ispira opere d’arte e orienta intere biografie.

A partire da Romeo e Giulietta, archetipo dell’amore assoluto e tragico, fino alle più recenti narrazioni cinematografiche e televisive, passando per letteratura, filosofia e arte, l’incontro metterà in dialogo suggestioni culturali e acquisizionineuroscientifiche. Se Platone, nel Simposio, descriveva l’amore come tensione verso la propria metà perduta, e Søren Kierkegaard ne sottolineava la dimensione di scelta e responsabilità, le neuroscienze contemporanee mostrano oggi i correlati cerebrali dell’innamoramento: attivazione dei circuiti dopaminergici, sistemi di ricompensa, modulazione ormonale dell’attaccamento e della fiducia.

Ma può una risonanza magnetica spiegare le “farfalle nello stomaco”? Può un grafico raccontare l’emozione di un primo sguardo scambiato tra i banchi di scuola, o il peso e la dolcezza di una promessa adulta di vita condivisa? È proprio in questa tensione feconda tra spiegazione scientifica e potenza narrativa che si muoverà l’incontro.

Le fasi dell’amore – l’innamoramento adolescenziale, l’intimità costruita nel tempo, la maturità della scelta – saranno rilette alla luce dei processi cerebrali, emotivi, comportamentali e sociali che ne compongono la “vaporosa alchimia”. Una formula che unisce chimica e mistero, biologia e senso, corpo e significato. Perché se è vero che l’amore ha una base neurobiologica, è altrettanto vero che prende forma dentro storie, immagini, parole condivise. È esperienza incarnata e insieme racconto: ciò che accade nei nostri neuroni si intreccia con ciò che abbiamo letto, visto, ascoltato, immaginato.

La conclusione non sarà una risposta definitiva – perché forse l’amore non si lascia ridurre a una formula – ma una consapevolezza più profonda: le neuroscienze e la narrazione non possono spiegare tutto. Tuttavia, insieme, riescono a restituirci il fascino sublime di ciò che ci rende così intensamente e irriducibilmente umani.

Un appuntamento che promette di essere non solo una conferenza, ma un’esperienza di pensiero e di emozione, capace di suscitare curiosità, dialogo e, forse, nuove domande da portare con sé ben oltre la fine della serata.

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