Pasalic e Musah, l’Atalanta riaggancia due volte la Lazio: il primo round all’Olimpico finisce pari
Dele-Bashiru sblocca dopo 64 secondi nella ripresa, poi il tap-in del croato dopo la conclusione di un ispirato Samardzic fissa il pareggio. Nel finale Pasalic regala il gol a Dia, ma il numero 6 a rimorchio fa 2-2. Il ritorno la settimana del 22 aprile a Bergamo
Quattro minuti prima, due minuti poi. Lo spirito che porta a non mollare mai e la forza di reagire alle difficoltà permette all’Atalanta di uscire dal deserto dell’Olimpico con un pareggio che permetterà, tra un mese e mezzo (!), di giocarsi la quarta finale di Coppa Italia in otto anni di fronte al proprio pubblico, in un ambiente in grado di fare davvero la differenza ed essere un fattore positivo.
Dopo un gol annullato e una traversa nel primo tempo, il vantaggio biancoceleste a inizio ripresa sa quasi di doccia fredda, ma l’immediato pari di Pasalic è un messaggio chiaro. Lo stesso che arriva quando Musah a un minuto dalla fine risponde al vantaggio di Dia, arrivato dopo un errore proprio di Pasalic, che il numero 6 (al 2° gol consecutivo) abbraccia.
Ennesima riprova della forza del gruppo: chi viene chiamato in causa risponde presente, con due a uscire dalla panchina e confezionare la rete del 2-2 finale, che traccia la strada per tornare a Roma il 13 maggio. Ora c’è da completare l’opera.

La partita
La tifoseria organizzata della Lazio resta in segno di protesta contro la società all’esterno di un Olimpico al cui interno si possono sentire i cori dei 104 nerazzurri del settore ospiti. Non proprio un clima da semifinale di Coppa – se pur soltanto “Italia” – che Palladino decide di giocarsi con otto conferme rispetto all’undici schierato in casa del Sassuolo di domenica, avvicendando tre dei cinque cambi già effettuati nei 90 minuti del Mapei Stadium: Djimsiti con Hien, Bellanova con Zappacosta e Scamacca con Krstovic.
Scelte che si rivelano azzeccate, visto che dopo neanche 8 minuti l’esterno di Sora e l’attaccante montenegrino combinano per il colpo di testa dell’ex Lecce che si insacca, ma il gol viene annullato per fuorigioco proprio di Zappacosta in avvio. Che però il numero 77 sia in grandissima condizione si vede, visto che verso la fine del primo tempo coglie anche una clamorosa traversa in semi-rovesciata cogliendo l’ispirazione dal suo corrispettivo mancino Bernasconi.
L’approccio è di quelli da partita importante e si percepisce dalle scelte: Palladino aveva spinto sull’importanza della Coppa, sia come mezzo per andare in Europa che come trofeo da alzare. Una partita che si inserisce in un poker di gare in dieci giorni a intervalli regolari di tre. Tour de force che costringerà anche a qualche rotazione, sì, ma non all’Olimpico (la prossima è in casa contro l’Udinese, poi arriva il Bayern).
Anche perché la Lazio, comunque, vuole andare in finale per dare un senso alla stagione. E pure se l’ambiente non è esattamente il più caldo (circa 5mila spettatori), l’intensità in campo non manca da nessuna delle due parti, con in particolare uno scatenato Cataldi a tappare buchi. Le migliori occasioni nei primi 45 minuti sono comunque tutte nerazzurre, considerando che anche il solito Pasalic di testa va vicino al gol all’incrocio.
Dopo 64 secondi nella ripresa a sfondare sono però i biancocelesti, con l’ex dal dente avvelenato Daniel Maldini che manda in porta Dele-Bashiru con una giocata di talento, visione e precisione tecnica. Tutte cose viste di rado nel suo anno a Bergamo. Lo svantaggio dura solo 4 minuti, tempo che Pasalic ristabilisca i conti col tap-in dopo l’azione di un Samardzic che nel suo ondeggiare di prestazioni nella serata dell’Olimpico ha uno dei suoi picchi positivi.

La partita sembra diventare più brillante, tanto che ci vuole il solito ottimo Carnesecchi per omologare la partita con una parata su Taylor, ma ben presto i ritmi scendono. Palladino pesca dalla panchina Musah e Kossounou (Scalvini fuori per una contusione al ginocchio sinistro), poi Kamaldeen e Ahanor per cercare il cambio di passo finale, più Scamacca per gli ultimi 5 minuti. Ma il gol è dei padroni di casa. O meglio, è un gol che l’Atalanta si fa da sola, con l’omaggio dello stesso Pasalic a Dia per il 2-1.
Durata del vantaggio? 130 secondi. Poi i subentrati fanno la differenza: Kamaldeen crea a sinistra, Musah a rimorchio insacca il pari. Mola mia, detto e fatto. Si gioca tutto a Bergamo.
Lazio-Atalanta 2-2
Marcatori: 47′ Dele-Bashiru, 51′ Pasalic, 86′ Dia, 89′ Musah
Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor (82′ Belahyane); Isaksen (64′ Cancellieri), Maldini (75′ Dia), Zaccagni (75′ Noslin). A disp. Motta, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Lazzari, Hysaj, Pellegrini, Przyborek, Ratkov, Pedro. All. Sarri
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (64′ Kossounou), Hien, Kolasinac (75′ Ahanor); Zappacosta, De Roon (64′ Musah), Pasalic, Bernasconi; Samardzic (75′ Kamaldeen), Zalewski; Krstovic (85′ Scamacca). A disp. Sportiello, Rossi, Djimsiti, Bellanova, Bakker, Vavassori. All. Palladino
Arbitro: Manganiello
Ammoniti: De Roon (23′), Pasalic (70′), Hien (90+5′) per gioco falloso; Palladino (all., 66′), Sarri (all. 66′) per proteste
Espulsi: –
Note: circa 5mila spettatori. Recupero tempo pt 2′, st 5′

I gol
1-0 Dele-Bashiru (47’) – Triangolano in verticale il nigeriano e Daniel Maldini, che fa da perno spalle alla porta sulla trequarti, difende la palla su Hien e poi si gira al momento giusto mandando in profondità lo stesso compagno, che buca centralmente e poi davanti a Carnesecchi chiude con un gran tocco sotto.
1-1 Pasalic (51’) – Samardzic sulla trequarti ha tempo e spazio per girarsi, avanzare e liberare il sinistro arrivato al limite dell’area: Provedel si tuffa sulla sua destra per parare, ma respinge male e dritto permettendo a Pasalic, bravo a seguire l’azione, di riuscire nel tap-in con un sinistro volante e quasi acrobatico.
2-1 Dia (87’) – Clamoroso svarione di Pasalic nella propria area, che cerca di gestire un cross buttato da sinistra dentro l’area con uno stop di petto impreciso, che schizza verso la porta su cui si avventa Dia, per il quale è un gioco da ragazzi anticipare Carnesecchi.
2-2 Musah (89’) – Kamaldeen sulla sinistra punta Marusic, si libera andando verso il fondo e mette la palla a rimorchio, dove è puntualissmo ad arrivare da dietro Musah, come sul campo del Sassuolo tre giorni fa: destro a rimorchio, un paio di deviazioni e palla in porta.



