Il terremoto politico a Valbondione e la caduta di Semperboni: “Tra un anno mi ricandido, ma da lunedì torno in cantiere”
Con le dimissioni in massa di sei consiglieri nel piccolo borgo seriano è decaduto il Consiglio: nominato un Commissario per traghettare il Comune fino alle nuove elezioni. L’ex primo cittadino: “Lo scossone era nell’aria, mi remavano contro”
Valbondione, in alta Val Seriana, è un piccolo borgo noto sopratutto per la presenza nel suo territorio della fonte del Serio. A circa 2.500 metri di quota, tra il monte Torena e il Pizzo del Diavolo della Malgina, l’acqua sgorga limpida e cristallina. A valle, nel piccolo municipio del paese, ieri mattina (martedì 3 marzo) le acque si sono però mosse come durante una burrasca, con le dimissioni congiunte di sei consiglieri , due di minoranza e quattro della maggioranza dell’ormai ex sindaco Walter Semperboni.
Ex primo cittadino, appunto, perchè il suo Consiglio è decaduto ieri per il venir meno del numero legale di consiglieri. “Lo scossone era nell’aria – racconta l’ex sindaco -. Il mio gruppo non esisteva da tempo: anzi, è dall’inizio del mandato che lavoro per conto mio. In questi mesi in pochi mi hanno aiutato: gli impiegati, nessuno escluso, hanno lavorato con me ogni giorno. Ma tra i consiglieri solo Federica Villa era davvero al mio fianco”.
Eletto il 10 giugno 2024, Semperboni venne votato da 353 cittadini, il 63% dei 612 votanti. “Scelsi di prendere l’aspettativa dal lavoro – ricorda -. Fare il sindaco, per me, significa dedicare 24 ore al giorno al proprio paese”. Alcuni passi del colloquio con Semperboni sono troppo coloriti per poterli riportare, ma l’ex primo cittadino assicura che “i consiglieri mi remavano contro, ero rimasto praticamente solo. Non credo di essermi meritato un comportamento simile”.
La maggioranza perdeva pezzi già da dicembre, quando a fare un passo indietro era stato il consigliere Fiorentino Braga. A rassegnare martedì mattina le dimissioni sono stati invece due membri della Giunta, il vicesindaco Michael Semperboni e l’assessore alla Salute Dario Fusè, e due consiglieri del gruppo “Valbondione sul Serio”, Florindo Albricci e Thomas Conti. “Da tempo all’interno della maggioranza non c’erano più punti condivisi”, ha chiarito ieri il vicesindaco. Della minoranza hanno invece lasciato l’ex deputato Sergio Piffari e Alessandro Semperboni, che hanno motivato la loro scelta come “un’assunzione di responsabilità per salvaguardare il Comune”.
In cabina di regia è entrata subito la Prefettura di Bergamo che ha avviato la procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale dopo aver raccolto le dimissioni della metà più uno dei componenti dell’assemblea. Per garantire la continuità amministrativa è stato nominato un Commissario straordinario che traghetterà il Comune verso le prossime elezioni: a essere scelto è stato il viceprefetto aggiunto Domenico Marino. Non essendoci i tempi tecnici per andare al voto alla tornata amministrativa di fine maggio, Valbondione dovrà con ogni probabilità attendere almeno un anno prima di avere un nuovo sindaco.
Nonostante le difficoltà, Semperboni non ha intenzione di farsi da parte. “Ho ricevuto tante telefonate, mi chiedono tutti di non mollare – confida -. Sono già al lavoro per comporre un gruppo forte per ricandidarmi tra un anno. Ma già da lunedì torno a fare quello che ho sempre fatto: il manovale in cantiere. Il Comune intanto rimarrà fermo un anno e, vorrei che venisse ricordato, non certo per colpa mia: io le dimissioni non le ho rassegnate”.
Walter SemperboniIn un anno e mezzo di mandato Semperboni è finito più volte al centro dell’attenzione. A pochi giorni dall’elezione, su una chat di avversari politici circolava un fotomontaggio che lo ritraeva con fascia tricolore e bidone della spazzatura: erano i tempi dei lavori socialmenti utili, dopo che gli era stata ritirata la patente per guida in stato di ebrezza. Il primo cittadino aveva ripreso e ripostato il fotomontaggio sul suo profilo social, riconoscendo di aver sbagliato e promettendo che non avrebbe più commesso lo stesso errore.
Alcuni mesi dopo erano comparsi a un casello dell’autostrada degli adesivi di scherno . “Finchè mi danno del martire, va anche bene – aveva commentato -. L’importante è che non scrivano che sono disonesto, perché quello non lo sono e nessuno lo può dire”.
Gli adesivi di schernoFervente sostenitore del progetto del comprensorio unito Lizzola-Colere e vicino all’imprenditore scalvino Massimiliano Belingheri, Semperboni lo scorso settembre era stato rimbalzato ai tornelli dello stadio di Bergamo in occasione di Italia-Estonia. “Al contrario dei miei colleghi non ho mai ricevuto la mail di invito”, si era sfogato dopo l’episodio ; “Ho fatto controllare personalmente, l’invito è arrivato a tutti i primi cittadini, lui non ha mai risposto”, aveva replicato il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi . Ora, il triste epilogo della sua esperienza come sindaco. Ma, assicura lui stesso, “è solo un arrivederci”.


