Dalla vacanza all’incubo, altri due bergamaschi bloccati a Dubai: “Esplosioni improvvise e paura, aspettiamo solo di tornare”
Erano arrivati negli Emirati Arabi il giorno precedente gli attacchi per festeggiare il loro anniversario: “Ci trovavamo vicini all’hotel colpito da un drone, ma non avevamo idea di cosa avesse provocato quel boato. Dovevamo rientrare venerdì, ma vista la situazione forse riusciamo a imbarcarci sul volo di mercoledì sera”
Da vacanza da sogno a incubo nel giro di poche ore: tra i nostri connazionali rimasti ancora bloccati nella zona del Golfo, ci sono anche Manola Togni e Dario Cassarà, coppia di 30enni bergamaschi che venerdì 27 febbraio era arrivata a Dubai per festeggiare il proprio anniversario.
Una serenità spezzata all’improvviso da alcuni boati il giorno seguente, lo stesso dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che a sua volta ha risposto colpendo alcuni Paesi considerati ostili e sul cui territorio sono posizionate basi militari Usa: “Ci trovavamo al Beach by Five a Palm – raccontano – Al primo boato tutti abbiamo rivolto lo sguardo al cielo, spaventati ma ancora incoscienti di quanto stava accadendo. Abbiamo visto una nuvola di fumo e ci chiedevamo cosa fosse, poi hanno iniziato ad uscire i primi notiziari che parlavano di attacchi”.
Una situazione che col passare dei minuti è apparsa sempre più chiara, ma anche decisamente più preoccupante: “Dopo un paio di ore abbiamo sentito altri boati, continui e molto forti – spiegano – La terra tremava, il rumore sembrava quello di un tuono, ma tre volte più potente. Il personale presente in loco ci ha invitato a entrare nella struttura per rimanere al riparo e lì la gente ha iniziato a urlare e spingere per raggiungere l’area consigliata dallo staff. Da lì abbiamo visto il fumo nero proveniente dall’hotel Fairmont The Palm colpito da un drone ed è stato il panico. In cielo vedevamo i razzi infuocati che per fortuna venivano neutralizzati, si sentivano sirene di ambulanze e vigili del fuoco in continuazione”.
Anche la notte non è stata tranquilla: “Alle 2.30 del mattino abbiamo sentito un nuovo boato e sul cellulare abbiamo ricevuto un alert scritto in arabo e in inglese che ci avvisava di rimanere riparati e lontano dai vetri – continuano – Le successive esplosioni le abbiamo sentite molto distanti, ma abbiamo dormito poco nella speranza che tutto terminasse. Già dall’1 marzo, il nostro anniversario, le cose sono andate meglio: più silenzio nelle strade, come se non fosse successo nulla, ma comunque al primo rumore si porta subito lo sguardo in alto”.
I due giovani sarebbero dovuti rientrare in Italia venerdì 6 marzo, ma così come altri collegamenti e altre compagnie, anche flydubai ha cancellato i voli programmati per ragioni di sicurezza: “Ci siamo recati anche fisicamente all’ambasciata italiana, dove c’erano tante altre persone, per avere notizie, ma nessuno è stato in grado di aggiornarci. Anche telefonicamente non abbiamo avuto molta fortuna, nemmeno con la Farnesina”.
Mentre siamo in contatto arriva un barlume di speranza: “Abbiamo trovato biglietti disponibili per un volo flydubai mercoledì mattina ma è stato cancellato. Però è stato riprogrammato per le 18: speriamo solo che lo confermino e che possiamo finalmente arrivare a Bergamo”.



