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TONO Festival – INTERSCAPE, Bergamo crocevia europeo delle arti contemporanee

Bergamo diventa un laboratorio europeo di incontro tra musica e arti visive, valorizzando formazione, ricerca e collaborazione internazionale

Per due settimane Bergamo ha celebrato l’incontro tra suono e immagine, accogliendo giovani artisti, musicisti e docenti provenienti da diversi Paesi europei. Con TONO Festival – INTERSCAPE, giunto alla terza edizione, il Politecnico delle Arti ha condiviso con il pubblico l’esito di un anno di lavoro fondato sull’integrazione tra formazione musicale e ricerca artistica, offrendo alla città un progetto di respiro europeo.

Elemento distintivo dell’esperienza è il Politecnico delle Arti di Bergamo, realtà che in Italia rappresenta un caso unico per l’unione stabile tra Conservatorio “Gaetano Donizetti” e Accademia di Belle Arti “Giacomo Carrara”. Questa convergenza istituzionale ha reso possibile un dialogo costante tra musicisti e artisti fin dalla fase di studio, secondo un modello in linea con i principali centri accademici europei.

In tale contesto l’iniziativa ha costituito la fase conclusiva di INPA – International Network of the Polytechnics of the Arts, rete che ha coinvolto istituzioni di alta formazione artistica in cinque Paesi, mettendo in dialogo studenti e docenti in un percorso comune dedicato al paesaggio come spazio culturale e immaginativo. Bergamo ha assunto il ruolo di capofila, coordinando una collaborazione strutturata con partner italiani ed europei: da Firenze, Genova, Ravenna e Torino a Granada, Lucerna, Madrid, Novi Sad e Parigi. Un sistema culturale esteso che ha valorizzato scambi, mobilità, progettazione condivisa e una produzione artistica internazionale. TONO ha incarnato in modo esemplare questa visione, mostrando come l’interdisciplinarietà possa tradursi in metodo, ricerca e creazione.

Il tema del paesaggio ha orientato l’intero progetto. Indagato nelle sue dimensioni sonore e figurative, naturali e urbane, storiche e prospettiche, è stato inteso come costruzione culturale e come campo di relazione tra individuo e ambiente. Le opere hanno esplorato la percezione dei luoghi, le tracce della memoria, le tensioni tra natura e artificio, restituendo una riflessione stratificata. Musica e arti hanno dialogato in modo organico, dando forma a lavori concepiti fin dall’origine come esperienze integrate.

L’apertura al Teatro Donizetti ha restituito la forza della tradizione sinfonica con il concerto dell’Orchestra del Conservatorio, diretta dalla Mª Gianna Fratta, pianista e direttrice di fama internazionale, facendo registrare il tutto esaurito. Nei giorni successivi il programma ha assunto configurazioni differenti, spaziando dalla sperimentazione sonora alla scena contemporanea. Alla Daste Arena i set di Sound Design hanno proposto nuove ricerche sul suono e sullo spazio, mentre il concerto del Dipartimento Pop/Rock con Mauro Pagani ha offerto un incontro tra formazione accademica e cultura musicale d’autore.

Cuore del programma è stata la mostra INTERSCAPE, allestita tra GAMeC – Spazio Zero, Palazzo della Libertà e Accademia Carrara. Installazioni multimediali, opere e interventi sonori hanno costruito un percorso immersivo, in cui ogni lavoro ha dialogato con gli altri. Il paesaggio è emerso come soglia critica e come spazio di interrogazione, capace di tenere insieme memoria, tecnologia, ecologia e immaginazione. Le esecuzioni dal vivo hanno intensificato questa relazione tra dimensione acustica e figurativa.

Il concerto conclusivo del progetto INPA, diretto dal M° Fabian Panisello, ha presentato le composizioni nate dal confronto tra studenti e docenti europei, evidenziando una ricerca attenta al suono nello spazio e alla scrittura contemporanea. Nelle partiture si è riconosciuta la forza di una rete che ha messo in relazione esperienze formative differenti, costruendo un linguaggio comune.

TONO ha confermato la capacità della cultura di generare connessioni profonde tra territori, istituzioni e generazioni. Bergamo ha assunto il ruolo di nodo europeo della formazione artistica, dimostrando come la collaborazione tra Paesi possa tradursi in opere, pensiero e progettualità condivisa. Attraverso l’arte si è delineata una comunità di ricerca fondata sulla qualità, sulla responsabilità e su una visione ampia del futuro.

PEO ha accompagnato il racconto del festival, ampliando la risonanza di un’iniziativa che trova nella collaborazione e nella produzione artistica la propria forza.