Interventi e analisi non bastano: i cittadini hanno diritto di conoscere esiti, cause e responsabilità degli sversamenti
Nell’ultimo mese, in provincia di Bergamo, si sono verificati quattro episodi che meritano attenzione: una moria di pesci, schiuma e acqua rossa nel Fiume Serio, acque azzurro fluo nel torrente che attraversa il Comune di Vertova.
Il nostro giornale ha fatto il suo dovere: raccontare i fatti, documentare, porre domande. Sul posto sono intervenute le autorità competenti, insieme agli enti locali e alle forze dell’ordine. Bene, ma poi? Poi, spesso, cala il silenzio.
Non è una critica preconcetta, né un’accusa. È una constatazione. A distanza di settimane, spesso non si conoscono gli esiti delle analisi, l’eventuale origine degli sversamenti, se siano stati individuati responsabili o adottate misure preventive. L’attenzione mediatica si spegne e la vicenda sembra dissolversi, un po’ come le sostanze inquinanti che infestano i corsi d’acqua.
L’effetto Greta Thunberg è svanito, i giovani che manifestano per l’ambiente e riempiono le piazze già non si vedono più. Ma il tema non può essere marginale: riguarda la salute pubblica, l’economia dei territori, la qualità della vita, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Viene spontaneo un paragone: quando Polizia di Stato, Carabinieri o Guardia di Finanza conducono un’operazione emettono comunicati, rendicontano arresti, sequestri, risultati investigativi. Non si tratta di spettacolarizzazione, ma di trasparenza e riconoscimento del lavoro svolto. È anche attraverso quella comunicazione che si costruisce fiducia. Perché questo accade con continuità in ambito di sicurezza pubblica e molto meno quando si parla di ambiente?
Le agenzie ambientali svolgono un lavoro tecnico complesso: campionamenti, analisi di laboratorio, verifiche amministrative, segnalazioni alla magistratura. Non tutto è comunicabile in tempo reale, e alcune indagini richiedono tempo e riservatezza. Ma tra il silenzio e la violazione del segreto istruttorio esiste uno spazio intermedio: quello della rendicontazione periodica, dell’aggiornamento, della comunicazione trasparente degli esiti una volta conclusi gli accertamenti.
Sapere che un fenomeno è stato causato da un errore umano, da un atto doloso o da un evento naturale non è curiosità morbosa. È informazione di interesse pubblico. Sapere se sono state comminate sanzioni significa rafforzare l’idea che le regole esistono e vengono applicate.
C’è poi un altro aspetto, forse ancora più importante: la cultura ambientale. Se l’ambiente resta un tema confinato all’emergenza – la schiuma, il colore anomalo dell’acqua, la moria improvvisa – non diventerà mai un patrimonio condiviso di consapevolezza. La cultura ambientale si costruisce anche spiegando cosa accade dopo, quali sono le cause, quali comportamenti vanno evitati, quali controlli funzionano.
Nessuno chiede processi mediatici o comunicazioni affrettate. Ma avere aggiornamenti sugli esiti delle indagini ambientali, report periodici facilmente accessibili, un dialogo costante con gli enti preposti sarebbe importante. Perché l’ambiente non è un tema di serie B. Non lo è quando l’acqua diventa rossa o azzurro fluorescente. Non lo è quando i pesci muoiono. Non lo è quando si tratta di dare conto ai cittadini di ciò che accade nei loro fiumi e nei loro torrenti.

Nel dibattito interviene Arpa Lombardia.“L’editoriale pubblicato sulla vostra testata è sicuramente utile a mantenere alta l’attenzione sull’ambiente, ambiente per il quale tutti i giorni donne e uomini di Arpa Lombardia lavorano con impegno e dedizione. Allo stesso tempo, quanto da voi pubblicato offre l’opportunità di prendere in esame alcuni aspetti che riguardano il lavoro e il ruolo ricoperto da un ente scientifico come Arpa Lombardia.
Per prima cosa va ribadito come gli accertamenti su scenari come quelli presi in esame, che nella fattispecie interessano fiumi e torrenti, non sono così semplici da effettuare. Una fotografia presa con il cellulare è una cosa immediata, una documentazione importante di quel preciso momento, ma a volte, specialmente quando si tratta di sversamenti in corsi d’acqua con una certa portata, al momento dell’arrivo dei tecnici incaricati di effettuare un campionamento la situazione può non essere più la stessa. Il fenomeno potrebbe essersi nel frattempo esaurito rendendo inutili i campionamenti, campionamenti per i quali possono servire settimane di attesa prima di ottenere i risultati di tutti i parametri ricercati. Per questo a volte è fondamentale acquisire campioni prelevati da altri soggetti arrivati per primi sul posto come Carabinieri Forestali, Polizia Locale e Vigili del Fuoco.
A volte i campionamenti, se la causa è già stata individuata, vedi il caso in cui la fonte specifica è chiara, non vengono effettuati in quanto sarebbe un accertamento inutile che rappresenterebbe solo un costo.
La rendicontazione periodica – gli interventi di Arpa Lombardia vengono effettuati nell’ambito di un sistema di emergenze che prevede la compilazione puntali di moduli che vengono condivisi con diversi enti e soggetti pubblici, prima di tutto con le amministrazioni comunali o con il sistema di Protezione Civile che richiede l’intervento di Arpa Lombardia.
Va anche compreso il ruolo di Arpa Lombardia, un ente tecnico scientifico il cui lavoro si basa su fatti, effettua campionamenti, fa analisi, monitoraggi e mette a disposizione le proprie relazioni e competenze tecnico scientifiche a enti e forze dell’ordine competenti, ma di fatto non è un pronto intervento che arriva a porre fine a una situazione.
Anche quando un cittadino fa una segnalazione ad Arpa Lombardia, spesso il primo interlocutore che dovrebbe contattare è la propria amministrazione comunale che magari conosce già cosa sta succedendo in una via del proprio territorio o comunque può raccogliere tutte le segnalazioni su un episodio e fare sintesi in modo da contattare poi l’ente preposto e nella fattispecie anche Arpa Lombardia.
L’ambiente è una cosa seria. Anzi. È la precondizione per vivere. Ne consegue che l’informazione scientifica deve essere precisa e inequivocabile e in nessun modo deve dare adito a sensazionalismo.
Infine, nel caso di fenomeni come sversamenti o morie di pesci, è importante segnalare immediatamente e non dopo ore o a evento concluso. La cultura ambientale che l’Agenzia ha come cuore pulsante non passa da impressioni o sentito dire, ma da valutazioni scientifiche che rispondono alla normativa, oltre che appunto alla scienza”.




