Ricordare i defunti, la psicologa: “Testimonia che l’amore non finisce, prende nuova forma”
Su Bergamonews c’è un nuovo spazio dedicato al ricordo delle persone venute a mancare. La dottoressa Simonelli: “Chi vive un lutto può sentire l’importanza della condivisione, della cura e dell’accudimento ricevuti da tutti coloro che gli sono vicini”
L’uomo ha sempre celebrato il ricordo dei defunti. Dalle imponenti e maestose piramidi dell’antico Egitto a tanti bellissimi capolavori letterari come il poemetto “Dei sepolcri” scritto da Ugo Foscolo nel 1806 e pubblicato nell’anno successivo, sono numerose le opere e le modalità con cui gli esseri umani hanno affrontato il tema della morte.
Coltivare la memoria di chi è venuto a mancare costituisce uno dei fondamenti della civiltà umana, mettendo in dialogo la “grande storia”, ossia i principali avvenimenti che danno forma a una determinata epoca, con la “piccola storia”, formata dalle vite individuali e dalle esperienze familiari.
In Bergamasca il culto dei morti rappresenta una tradizione antica, profonda e consolidata che continua a essere molto sentita ai giorni nostri, come testimonia la diffusione degli annunci funebri anche sul web. Consapevole di questa sensibilità, Bergamonews in collaborazione con il Commiato apre uno spazio in cui ognuno può ricordare i propri defunti comunicandone la scomparsa o esprimendo vicinanza a familiari, amici, parenti e conoscenti che sono stati colpiti da un lutto.
Approfondendo i significati racchiusi nel ricordo di chi abbiamo amato, la dottoressa Ivana Simonelli, psicologa psicoterapeuta e psicopedagogista, fondatrice del Metodo Psicopedagogico “Dillo con la Voce” e Supervisore EMDR Europe Association (Psicologia dell’Emergenza e Psicotraumatologia), spiega: “La perdita di una persona cara è un evento estremamente impattante. Porta con sé pensieri, sentimenti e azioni che rappresentano contemporaneamente il disorientamento, l’intensità del dolore, il senso di impotenza. Chi vive un lutto può ricercare silenzio, isolamento, ma anche sentire l’importanza della condivisione, della cura e dell’accudimento ricevuti da tutti coloro che si stringono nel dolore e nella vicinanza. La dimensione individuale si fa collettiva, attraverso gesti e parole”.
“I gesti e le parole – prosegue la dottoressa Simonelli – danno voce ai ricordi di vita, onorando i gesti e le parole della persona amata. Significa attraversare, nello stesso momento, dolore e tenerezza, angoscia e speranza, vuoto e pienezza”.
Infine, la psicologa conclude: “Ricordare una persona amata è la testimonianza che l’amore non ha interruzione, prende nuova forma e nuova modalità di connessione. La nostra mente, nel ricordo, può portare nel presente e mantenere nel futuro ciò che di più significativo è stato vissuto e ancora può essere tramandato”.


