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Atalanta molle e scarica: a Reggio Emilia più nervi che idee. E i punti persi peseranno
Foto Getty

Il gol preso diventa una montagna da scalare. E i nerazzurri escono dal campo consapevoli di aver gettato al vento un’occasione, soprattutto con gran parte della gara in superiorità numerica

Un’Atalanta molle e scarica cade a Reggio Emilia e ferma la sua corsa in campionato. Quello che temevo si è verificato e così il Sassuolo ci batte sia all’andata che al ritorno.

Si parte con la protesta dei nostri 1.800 tifosi per i 39 euro del prezzo del biglietto in curva, davvero scandaloso. Inizia il match e la situazione si mette apparentemente subito bene, visto che dopo solo un quarto d’ora gli emiliani rimangono in 10 per l’espulsione di Pinamonti, reo di una brutta entrata su Djimsiti.

Ma inspiegabilmente l’uomo in più gioca un brutto scherzo ai nostri, probabilmente convinti di poter controllare a piacimento la gara. E invece il Sassuolo si mette a giocare alla pari, anzi certamente meglio dei nostri che pagano irrimediabilmente lo sforzo di mercoledi in Champions.

I neroverdi giocano come deve fare una squadra in inferiorità numerica, arretrando il baricentro e cercando di pungere in contropiede. La Dea invece ha chiaramente maggior possesso palla, ma senza farlo rendere, senza riuscire a bucare la difesa avversaria.

Un match in ipotetico controllo, si complica invece terribilmente quando il Sassuolo approfitta di un corner per passare in vantaggio, con la difesa nerazzurra imbambolata. Il gol preso diventa una montagna da scalare, perché manca energia, manca verve, manca garra, come spesso accade dopo una partita infasettimanale.

I nostri ci provano, più con i nervi però che con idee precise. Nella ripresa cambi obbligati con l’obiettivo di cambiare l’inerzia del match. Soprattutto Zappacosta garantisce più spinta di Bellanova e Krstovic lotta più di Scamacca.

Lo sterile possesso palla non crea mai occasioni limpide. E il Sassuolo ne approfitta in un’incursione segnando una rete stupenda con Thorstvedt lasciato però totalmente libero di tirare. Manca praticamente un quarto d’ora e vedo ormai vicina la sconfitta. Ci provano ancora sia Krstovic che Samardzic, ma nulla, oggi proprio non entra.

Sul finale è Musah che insacca su assist di Zappacosta. Ma manca troppo poco per recuperare, i nostri ci provano, Scalvini colpisce di testa e Muric devia sulla traversa. Ma la gara finisce. Si esce dal campo consci di aver gettato al vento un’occasione con gran parte della gara in superiorità numerica.

Pazienza, è andata così ma temo che questi punti peseranno non poco al termine del torneo. Prestazioni individuali tutte insufficienti. Palladino ha visto una gara ben approcciata, cambiata solo dall’atteggiamento degli avversari post espulsione: mah, io ho visto qualcosa di un po’ diverso, ma il mister è lui e se è contento bene così. In sintesi, voltare subito pagina e pensare alla prossima, non si può fare altro.