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Bonucci: “A Bergamo abbiamo trovato un’atmosfera unica, per questo abbiamo scelto di tornarci”

Il collaboratore tecnico di Gattuso racconta la decisione della Nazionale di giocare la delicatissima sfida delle qualificazioni mondiali alla New Balance Arena: “Ci sentivamo 23mila dentro al campo”

Il 26 marzo 2026 la Nazionale Italiana di calcio maschile tornerà di nuovo a Bergamo, sei mesi dopo il 5-0 contro l’Estonia che ha dato il via all’era di Rino Gattuso. Era il 5 settembre 2025, era una partita particolarmente tesa, ma l’atmosfera ha finito per colpire nel segno soprattutto il nuovo commissario tecnico. Che, appunto, ha scelto di tornarci.

A spiegare i motivi è stato Leonardo Bonucci, collaboratore tecnico di Gattuso, intervistato da Cronache di Spogliatoio, specificando anzitutto che quella di giocare ancora alla New Balance Arena è stata una scelta presa proprio dal ct.

“È stata la prima del nostro gruppo, abbiamo trovato una grande atmosfera” ha detto, “un’emozione, adrenalina e passione incredibili. Abbiamo vissuto quella partita come se fossimo 23mila dentro al campo”.

E così è arrivata la decisione di tornarci per sfidare l’Irlanda del Nord nella semifinale della fase finale di qualificazione al Mondiale del 2026, preferendola anche ad altri stadi più grandi, come San Siro o l’Olimpico: “Abbiamo chiesto a Rino quali potessero essere le città. Senza nulla togliere a Milano e Roma, dove avremmo avuto anche più spettatori, quella passione vista alla prima contro l’Estonia ha fatto sentire a Gattuso che quella di Bergamo fosse la scelta giusta. Noi come staff l’abbiamo appoggiato”.

Lo stesso Bonucci si è detto colpito di quanto ha trovato allo stadio di Bergamo: “Difficilmente nella mia storia con la nazionale ricordo un’atmosfera così bella, se non all’Europeo del 2021, quando nella fase a gruppi abbiamo giocato a Roma contro Svizzera, Turchia e Galles. Per il resto ho fatto fatica a pensare ad altri posti dove ho vissuto quelle sensazioni”.

L’auspicio di Bonucci è “andare a Bergamo con 23mila persone a darci entusiasmo, e poi anche tutti gli altri da casa che spingono per noi. Ci concentriamo sul campo per far dare il 110% ai ragazzi, ma sarebbe bello che intorno non si creasse la pressione di dover arrivare per forza al risultato, ma sentire l’entusiasmo di poterlo centrare. È una differenza sottile, ma molto importante. Ti dà qualcosa in più, non senti la stanchezza”.

Proprio come successo contro l’Estonia: “Per 90 minuti siamo andati (a mille, ndr), anche fuori giri, ed è quello che ci servirà contro l’Irlanda del Nord”. L’auspicio è chiaro.